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San Salvario

Aggiornato il 3 ottobre 2026

San Salvario è il quartiere di Torino compreso tra corso Vittorio Emanuele II, via Nizza, corso Bramante e il Po. Prende il nome da una chiesa e da un convento che sorgevano all'incrocio delle attuali via Nizza e corso Marconi.[1] Vi si trovano il parco del Valentino, la Sinagoga e il Tempio valdese, ed è noto per il carattere multietnico e per la vita notturna.[1][3][4]

La nascita del quartiere

Fino alla metà dell'Ottocento l'area a sud del viale del Re era poco costruita: vi sorgevano il convento di San Salvario e il Castello del Valentino. Tra gli anni Sessanta e Novanta dell'Ottocento fu lottizzata con una griglia regolare di case d'affitto, attorno agli assi di corso Massimo d'Azeglio, via Madama Cristina e via Nizza, tagliati da corso Marconi, corso Raffaello e corso Dante.[2] Nel 1880 Edmondo De Amicis descrisse la zona vicina alla stazione come una piccola città di lavoratori; in corso Dante ebbe la sua prima sede la Fiat.[2]

Il Castello del Valentino, acquistato da Emanuele Filiberto nel 1564 e trasformato dal 1620 per Cristina di Francia da Carlo e poi da Amedeo di Castellamonte, è oggi sede di Architettura del Politecnico.[5] Tra Ottocento e Novecento il quartiere ospitò due esposizioni universali, di cui restano il Borgo medievale e il complesso di Torino Esposizioni; i mercati del quartiere sono in piazza Madama Cristina e in corso Raffaello.[1]

Sinagoga e Tempio valdese

Il Tempio valdese, in corso Vittorio Emanuele II 23, seguì le Regie Patenti del 17 febbraio 1848, con cui Carlo Alberto riconobbe ai valdesi pieni diritti civili e politici: progettato da Luigi Formento, fu iniziato il 29 ottobre 1851 e inaugurato il 15 dicembre 1853, con il sostegno del banchiere Joseph Malan e del generale inglese Charles Beckwith.[3]

La Sinagoga, in piazzetta Primo Levi 12, nacque da uno scambio: nel 1875 la Comunità ebraica cedette al Comune l'edificio incompiuto di Antonelli, la futura Mole, e ricevette un terreno a San Salvario per un tempio più modesto. Progettata da Enrico Petiti, vincitore del concorso del 1880, fu inaugurata nel 1884 in stile moresco, con quattro torri a cupola.[4] Le bombe incendiarie del 20 novembre 1942 la distrussero; fu ricostruita tra il 1945 e il 1949, e il 22 dicembre 1970 fu inaugurato il «Tempio piccolo» sotterraneo, con arredi settecenteschi provenienti dalla sinagoga di Chieri.[4]

Dagli anni Novanta

Negli anni Novanta San Salvario divenne una delle prime mete dell'immigrazione a Torino; dal 1996 la riqualificazione è accompagnata dall'Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario, che riunisce una ventina di associazioni.[6] Dalla fine degli anni Novanta si è sviluppata la movida, con locali multietnici, pub e ristoranti.[1] L'11 marzo 2021 il Tribunale di Torino condannò il Comune a risarcire 29 residenti per i danni del rumore notturno, con 500 euro al mese a persona per il periodo dal 2013 al 2020; il Consiglio comunale riconobbe un debito fuori bilancio di 1.243.854 euro.[7][8]

Dal 27 gennaio al 30 aprile 2025 la prefettura ha istituito a San Salvario, come a Barriera di Milano, una «zona rossa» contro lo spaccio e la criminalità.[9] La Casa del Quartiere di via Morgari 14, aperta nel 2010, ospita nel 2026 la quarta edizione del Festival 8 Ambiente.[10]

Articoli collegati: Borgo Po, Castello del Valentino, Cristina di Francia

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Fonti

  1. MuseoTorino
  2. MuseoTorino
  3. MuseoTorino
  4. MuseoTorino
  5. MuseoTorino
  6. MuseoTorino
  7. Città di Torino, Cittagorà — 29 novembre 2021
  8. Torino Oggi — 24 settembre 2021
  9. Torino Oggi — 23 gennaio 2025
  10. Torino Oggi — 25 settembre 2026

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