Santa Rita (Torino)
Santa Rita è un quartiere di Torino a sud-ovest del centro; dal 1° gennaio 2016 fa parte della Circoscrizione 2 Santa Rita - Mirafiori Nord - Mirafiori Sud, che conta oltre 130.000 abitanti.[1][2] Prende il nome dal santuario di Santa Rita da Cascia, la cui costruzione avviò l'urbanizzazione oltre la vecchia cinta daziaria.[3]
Dalle cascine alla città
Nei secoli passati la zona era agricola e fatta di cascine, molte delle quali coinvolte nell'assedio del 1706; alcune, come Roccafranca e Anselmetti, si vedono ancora.[4] Con lo spostamento della Piazza d'Armi arrivarono caserme, un ospedale militare e case popolari, e intorno al 1900 si costruirono la scuola Mazzini in stile Liberty e le case di via Tripoli.[4]
Il santuario
Il fondatore della parrocchia, monsignor Giovanni Baloire, ne vide la necessità intorno al 1916 in una zona di case operaie.[5] Il santuario, in piazza Santa Rita, fu costruito nel 1927-1933 su progetto del salesiano Giulio Valotti, in un eclettismo ispirato al neogotico francese, e consacrato l'11 maggio 1957; conserva una tela di Giovanni Crida del 1940.[5]
Lo stadio
In corso Sebastopoli sorge lo Stadio Olimpico Grande Torino, inaugurato il 14 maggio 1933 come «Stadio Municipale Benito Mussolini» per i Littoriali, su progetto di Fagnoni, Ortensi e Bianchini; divenne poi lo Stadio Comunale, nel 2006 Stadio Olimpico e dal 2016 ha il nome attuale.[6] Le fonti datano la costruzione al 1929-1933 o al 1932-1933.[6][4]
I mercati
Il mercato Santa Rita-Sebastopoli, in corso Sebastopoli tra corso Agnelli e corso Orbassano, nacque nel 1946, occupa circa cinque isolati ed è tra i più grandi di Torino.[3] Il mercato di via Baltimora, documentato dal 1959, è un mercato lineare su due file detto «mercatino della qualità».[7]
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