Palazzina di caccia di Stupinigi

La Palazzina di caccia di Stupinigi è la residenza sabauda costruita dal 1729 su progetto di Filippo Juvarra nella frazione di Stupinigi, nel comune di Nichelino, circa dieci chilometri a sud-ovest di Torino. Nata come padiglione per la caccia e per le feste della corte, conta 137 sale e 17 gallerie su oltre 31.000 metri quadrati di edificio, con 150.000 metri quadrati di parco e aree verdi.[1] Appartiene al sistema delle Residenze sabaude ed è gestita dalla Fondazione Ordine Mauriziano.[2]
Le terre dell'Ordine Mauriziano
La storia del luogo comincia prima dell'edificio. Nel 1573 il duca Emanuele Filiberto donò i terreni di Stupinigi all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro,[2] l'ordine religioso e cavalleresco che lui stesso aveva costituito nel 1572 fondendo due ordini più antichi: quello di San Maurizio, nato a Ripaille nel 1434, e quello di San Lazzaro, sorto a Gerusalemme per l'assistenza ai lebbrosi.[3] Il borgo di Stupinigi sorge sulla destra del torrente Sangone; nel 1931 contava 672 abitanti, a 244 metri di quota.[4]
Il cantiere di Juvarra (1729-1733)
Il casino di caccia, chiamato nei documenti «Reale Fabrica», fu avviato in seguito a un decreto di Vittorio Amedeo II dell'11 aprile 1729. Il cantiere fu inizialmente seguito da Giovanni Tommaso Prunotto di Guarene e il corpo centrale era compiuto già nel 1731.[4] Juvarra, architetto di corte, concepì l'edificio attorno a un grande salone ovale a doppia altezza da cui si staccano bracci disposti a croce di Sant'Andrea.[1][2] Il Dizionario Biografico degli Italiani definisce la palazzina un
«padiglione di caccia e palinsesto funzionale alla celebrazione dei piaceri della corte»
e vede nei «bracci incrociati in diagonale irraggiati dall'ovale del salone centrale» il modo di legare geometricamente architettura, paesaggio e città, al termine di una lunga ricerca dell'architetto su questo tema.[5]
Il salone fu affrescato tra il 1731 e il 1733 dai fratelli bolognesi Domenico e Giuseppe Valeriani, specialisti di quadrature, con scene di caccia e l'apoteosi di Diana, dea cacciatrice.[1][2] Alle decorazioni degli ambienti lavorarono nel corso del secolo anche Giovan Battista Crosato, Carlo Andrea Van Loo e i Cignaroli; il giardino fu disegnato dal francese Bernard.[4]
Il cervo sulla cupola
Sulla sommità della cupola «a barca rovesciata» del salone sta il grande cervo in bronzo di Francesco Ladatte, diventato l'emblema della palazzina.[1] La datazione non è concorde: la Fondazione Ordine Mauriziano lo data al 1766,[1] mentre il Dizionario Biografico degli Italiani, sulla scorta degli studi di Luigi Mallé, lo avvicina ai lavori torinesi dello scultore degli anni 1732-1734 e lo considera forse ispirato a disegni dello stesso Juvarra.[6]
Gli ampliamenti di Alfieri e il Settecento
Morto Juvarra, il complesso continuò a crescere. Dal 1740 Benedetto Alfieri, su richiesta di Carlo Emanuele III, aggiunse gli appartamenti destinati ai figli del re, il duca di Savoia e il duca del Chiablese, decorati in gusto rococò e con carte da parati cinesi.[2] Attorno all'edificio principale sorsero scuderie, magazzini e abitazioni, e dal 1754 un lungo viale alberato collegò la palazzina alla capitale.[2] Negli interni lavorarono l'ebanista Pietro Piffetti e lo scultore di corte Giuseppe Maria Bonzanigo.[1] Gli ampliamenti si chiusero soltanto nel 1798, con l'occupazione francese.[2]
Stupinigi fu anche teatro di cerimonie dinastiche della Casa Savoia: vi si celebrarono le nozze di Maria Teresa di Savoia con Carlo Filippo conte d'Artois, il futuro Carlo X di Francia, e vi soggiornarono lo zar Paolo I, Ferdinando I re di Napoli, Napoleone e sua sorella Paolina Bonaparte.[1]
L'Ottocento e l'elefante Fritz
Nell'Ottocento Carlo Felice e Maria Cristina di Borbone scelsero la palazzina come luogo di villeggiatura;[2] più tardi vi fu ospite anche la regina Margherita.[1] Nel parco trovò posto un serraglio di animali esotici, con struzzi e canguri.[1] L'ospite più celebre arrivò nel 1827: un elefante indiano chiamato Fritz, dono del viceré d'Egitto Mohamed Alì al re del Regno di Sardegna, accompagnato da guardie egiziane. Si raccontava che «ballava a suon di musica», e per lui fu costruita nel cortile una vasca circolare con scivolo. Dopo la morte del primo guardiano, Fritz uccise il nuovo custode; i suoi resti imbalsamati sono oggi esposti al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.[7]
Museo, UNESCO e restauri
Nel 1919 la palazzina divenne sede del Museo di Arte e Ammobiliamento, affidato all'Ordine Mauriziano.[2] Nel 1997 entrò nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO insieme alle altre residenze dei Savoia, inscritte come sito unico che comprende 22 palazzi e ville sorti a Torino e nei dintorni a partire dal 1562, dal Palazzo Reale alla Reggia di Venaria.[8]
Il decreto legislativo 277/2004, convertito nella legge 4/2005, ha istituito la Fondazione Ordine Mauriziano, che oggi amministra la palazzina insieme alla Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso e all'Abbazia di Staffarda.[3] Dopo una lunga stagione di restauri, dal 2016 il percorso di visita comprende quasi tutti gli appartamenti di rappresentanza.[2] Nel 2024 è tornata a Stupinigi, restaurata, la berlina di gala di Napoleone del 1805.[1] La carrozza, con lo stemma napoleonico sulle portiere e appartenuta anche a Gustavo Rol, potrebbe aver fatto parte del corteo che in quell'anno portò Napoleone a Milano per l'incoronazione a re d'Italia, con una sosta a Stupinigi dove l'imperatore soggiornò con la moglie Giuseppina.[9]
Oggi
La palazzina è aperta dal martedì alla domenica, mentre il giardino storico si visita da marzo a ottobre. Da Torino la si raggiunge con la linea 41 del Gruppo Torinese Trasporti, in circa venti minuti dalla stazione Lingotto.[10] Accanto alle visite ospita mostre, eventi e attività didattiche.[1]
Cronologia
- — A Nichelino la Polizia Municipale trova sei gattini abbandonati nei pressi della Palazzina di Caccia di Stupinigi e li affida al gattile di Moncalieri. → TorinoOggi Eco del Chisone
- — La Città metropolitana di Torino annuncia la 13ª Fiera di Stupinigi, dedicata alla filiera della farina: alla Palazzina di Caccia, il 1°, il 3 e il 4 ottobre, tra trebbiatura dal vivo, mestieri antichi e attività per le famiglie. → Città metropolitana di Torino
- — Domenica 4 ottobre, per la Festa dei Nonni, la Palazzina di Caccia di Stupinigi ha proposto il percorso «Margherita e i suoi nipoti», secondo appuntamento del ciclo «La Regina Margherita e i suoi affetti» dedicato alla vita familiare della regina madre tra Stupinigi e Racconigi. → TorinoToday
- — Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre la Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita la sesta edizione di FLOReal, la festa delle piante organizzata da Orticola del Piemonte, con mostra mercato, bonsai, succulente e il festival dei distillati messicani Agave Spirits. → TorinoToday Torino Free
Pagine che rimandano qui
- 13ª Fiera di Stupinigi dedicata alla farina (ottobre 2026)
- Abbandono di sei gattini a Stupinigi del 21 settembre 2026
- Casa Savoia
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- Filippo Juvarra
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- Margherita e i suoi nipoti (Palazzina di Stupinigi, 2026)
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- Sei gattini abbandonati trovati a Nichelino vicino alla Palazzina di Stupinigi
- Sesta edizione di FLOReal alla Palazzina di caccia di Stupinigi (ottobre 2026)
- Tangenziale di Torino
- Torino
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- Vittorio Emanuele II
Fonti
- Fondazione Ordine Mauriziano
- Residenze Reali Sabaude
- Fondazione Ordine Mauriziano
- Treccani, Enciclopedia Italiana
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- Piemonte Italia (Regione Piemonte)
- UNESCO World Heritage Centre
- ANSA — 6 settembre 2024
- Fondazione Ordine Mauriziano