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Palazzina di caccia di Stupinigi

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di TorinoOggi
Dalla pubblicazione di TorinoOggi, 2026-09-25

La Palazzina di caccia di Stupinigi è la residenza sabauda costruita dal 1729 su progetto di Filippo Juvarra nella frazione di Stupinigi, nel comune di Nichelino, circa dieci chilometri a sud-ovest di Torino. Nata come padiglione per la caccia e per le feste della corte, conta 137 sale e 17 gallerie su oltre 31.000 metri quadrati di edificio, con 150.000 metri quadrati di parco e aree verdi.[1] Appartiene al sistema delle Residenze sabaude ed è gestita dalla Fondazione Ordine Mauriziano.[2]

Le terre dell'Ordine Mauriziano

La storia del luogo comincia prima dell'edificio. Nel 1573 il duca Emanuele Filiberto donò i terreni di Stupinigi all'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro,[2] l'ordine religioso e cavalleresco che lui stesso aveva costituito nel 1572 fondendo due ordini più antichi: quello di San Maurizio, nato a Ripaille nel 1434, e quello di San Lazzaro, sorto a Gerusalemme per l'assistenza ai lebbrosi.[3] Il borgo di Stupinigi sorge sulla destra del torrente Sangone; nel 1931 contava 672 abitanti, a 244 metri di quota.[4]

Il cantiere di Juvarra (1729-1733)

Il casino di caccia, chiamato nei documenti «Reale Fabrica», fu avviato in seguito a un decreto di Vittorio Amedeo II dell'11 aprile 1729. Il cantiere fu inizialmente seguito da Giovanni Tommaso Prunotto di Guarene e il corpo centrale era compiuto già nel 1731.[4] Juvarra, architetto di corte, concepì l'edificio attorno a un grande salone ovale a doppia altezza da cui si staccano bracci disposti a croce di Sant'Andrea.[1][2] Il Dizionario Biografico degli Italiani definisce la palazzina un

«padiglione di caccia e palinsesto funzionale alla celebrazione dei piaceri della corte»

Dizionario Biografico degli Italiani, voce «Filippo Juvarra»

e vede nei «bracci incrociati in diagonale irraggiati dall'ovale del salone centrale» il modo di legare geometricamente architettura, paesaggio e città, al termine di una lunga ricerca dell'architetto su questo tema.[5]

Il salone fu affrescato tra il 1731 e il 1733 dai fratelli bolognesi Domenico e Giuseppe Valeriani, specialisti di quadrature, con scene di caccia e l'apoteosi di Diana, dea cacciatrice.[1][2] Alle decorazioni degli ambienti lavorarono nel corso del secolo anche Giovan Battista Crosato, Carlo Andrea Van Loo e i Cignaroli; il giardino fu disegnato dal francese Bernard.[4]

Il cervo sulla cupola

Sulla sommità della cupola «a barca rovesciata» del salone sta il grande cervo in bronzo di Francesco Ladatte, diventato l'emblema della palazzina.[1] La datazione non è concorde: la Fondazione Ordine Mauriziano lo data al 1766,[1] mentre il Dizionario Biografico degli Italiani, sulla scorta degli studi di Luigi Mallé, lo avvicina ai lavori torinesi dello scultore degli anni 1732-1734 e lo considera forse ispirato a disegni dello stesso Juvarra.[6]

Gli ampliamenti di Alfieri e il Settecento

Morto Juvarra, il complesso continuò a crescere. Dal 1740 Benedetto Alfieri, su richiesta di Carlo Emanuele III, aggiunse gli appartamenti destinati ai figli del re, il duca di Savoia e il duca del Chiablese, decorati in gusto rococò e con carte da parati cinesi.[2] Attorno all'edificio principale sorsero scuderie, magazzini e abitazioni, e dal 1754 un lungo viale alberato collegò la palazzina alla capitale.[2] Negli interni lavorarono l'ebanista Pietro Piffetti e lo scultore di corte Giuseppe Maria Bonzanigo.[1] Gli ampliamenti si chiusero soltanto nel 1798, con l'occupazione francese.[2]

Stupinigi fu anche teatro di cerimonie dinastiche della Casa Savoia: vi si celebrarono le nozze di Maria Teresa di Savoia con Carlo Filippo conte d'Artois, il futuro Carlo X di Francia, e vi soggiornarono lo zar Paolo I, Ferdinando I re di Napoli, Napoleone e sua sorella Paolina Bonaparte.[1]

L'Ottocento e l'elefante Fritz

Nell'Ottocento Carlo Felice e Maria Cristina di Borbone scelsero la palazzina come luogo di villeggiatura;[2] più tardi vi fu ospite anche la regina Margherita.[1] Nel parco trovò posto un serraglio di animali esotici, con struzzi e canguri.[1] L'ospite più celebre arrivò nel 1827: un elefante indiano chiamato Fritz, dono del viceré d'Egitto Mohamed Alì al re del Regno di Sardegna, accompagnato da guardie egiziane. Si raccontava che «ballava a suon di musica», e per lui fu costruita nel cortile una vasca circolare con scivolo. Dopo la morte del primo guardiano, Fritz uccise il nuovo custode; i suoi resti imbalsamati sono oggi esposti al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.[7]

Museo, UNESCO e restauri

Nel 1919 la palazzina divenne sede del Museo di Arte e Ammobiliamento, affidato all'Ordine Mauriziano.[2] Nel 1997 entrò nella Lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO insieme alle altre residenze dei Savoia, inscritte come sito unico che comprende 22 palazzi e ville sorti a Torino e nei dintorni a partire dal 1562, dal Palazzo Reale alla Reggia di Venaria.[8]

Il decreto legislativo 277/2004, convertito nella legge 4/2005, ha istituito la Fondazione Ordine Mauriziano, che oggi amministra la palazzina insieme alla Precettoria di Sant'Antonio di Ranverso e all'Abbazia di Staffarda.[3] Dopo una lunga stagione di restauri, dal 2016 il percorso di visita comprende quasi tutti gli appartamenti di rappresentanza.[2] Nel 2024 è tornata a Stupinigi, restaurata, la berlina di gala di Napoleone del 1805.[1] La carrozza, con lo stemma napoleonico sulle portiere e appartenuta anche a Gustavo Rol, potrebbe aver fatto parte del corteo che in quell'anno portò Napoleone a Milano per l'incoronazione a re d'Italia, con una sosta a Stupinigi dove l'imperatore soggiornò con la moglie Giuseppina.[9]

Oggi

La palazzina è aperta dal martedì alla domenica, mentre il giardino storico si visita da marzo a ottobre. Da Torino la si raggiunge con la linea 41 del Gruppo Torinese Trasporti, in circa venti minuti dalla stazione Lingotto.[10] Accanto alle visite ospita mostre, eventi e attività didattiche.[1]

Cronologia

  • — A Nichelino la Polizia Municipale trova sei gattini abbandonati nei pressi della Palazzina di Caccia di Stupinigi e li affida al gattile di Moncalieri. → TorinoOggi Eco del Chisone
  • — La Città metropolitana di Torino annuncia la 13ª Fiera di Stupinigi, dedicata alla filiera della farina: alla Palazzina di Caccia, il 1°, il 3 e il 4 ottobre, tra trebbiatura dal vivo, mestieri antichi e attività per le famiglie. → Città metropolitana di Torino
  • — Domenica 4 ottobre, per la Festa dei Nonni, la Palazzina di Caccia di Stupinigi ha proposto il percorso «Margherita e i suoi nipoti», secondo appuntamento del ciclo «La Regina Margherita e i suoi affetti» dedicato alla vita familiare della regina madre tra Stupinigi e Racconigi. → TorinoToday
  • — Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre la Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita la sesta edizione di FLOReal, la festa delle piante organizzata da Orticola del Piemonte, con mostra mercato, bonsai, succulente e il festival dei distillati messicani Agave Spirits. → TorinoToday Torino Free

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Fonti

  1. Fondazione Ordine Mauriziano
  2. Residenze Reali Sabaude
  3. Fondazione Ordine Mauriziano
  4. Treccani, Enciclopedia Italiana
  5. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  6. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  7. Piemonte Italia (Regione Piemonte)
  8. UNESCO World Heritage Centre
  9. ANSA — 6 settembre 2024
  10. Fondazione Ordine Mauriziano

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