Ordine Mauriziano
L'Ordine Mauriziano, la Sacra Religione dei Santi Maurizio e Lazzaro, è l'ordine cavalleresco sabaudo riconosciuto da papa Gregorio XIII con la bolla del 13 novembre 1572; dal 1575 gestisce un ospedale a Torino, e oggi il suo nome è portato da un'azienda ospedaliera e da una fondazione che custodisce il patrimonio storico.[1][2]
Le origini
L'ordine unisce due tradizioni: quella dei cavalieri di San Lazzaro, nati a Gerusalemme come ordine ospitaliero per lebbrosi e infermi, e l'ordine di San Maurizio fondato da Amedeo VIII di Savoia a Ripaille nel 1434.[2] Il primo ospedale fu fondato nel 1575 da Emanuele Filiberto, gran maestro dell'ordine, vicino alla basilica magistrale dei Santi Maurizio e Lazzaro in via Milano; la sua farmacia, del 1576, è l'unica traccia rimasta nella Galleria Umberto I, nata nell'edificio dopo il trasferimento dell'ospedale.[1][3]
L'ospedale Umberto I
Nel 1881 il primo segretario dell'ordine, Cesare Correnti, propose a Umberto I un nuovo ospedale lontano dal centro, sul viale di Stupinigi, oggi corso Turati: progettato da Giovanni Spantigati e Ambrogio Perincioli, ebbe la prima pietra l'11 novembre 1881 e fu inaugurato dal re il 7 giugno 1885, primo ospedale a padiglioni separati in Italia.[1] Fu ampliato nel 1911-1912 e risistemato tra il 1926 e il 1930 da Giovanni Chevalley.[1] Durante la guerra fu uno dei bersagli più colpiti della città, fino al bombardamento americano del 1° dicembre 1943; dal marzo 1944 nel reparto infettivi furono ricoverati diversi ebrei, sottratti così alla deportazione.[1]
La riforma del 2004
Il decreto-legge 277 del 19 novembre 2004 riordinò l'ente, in dissesto: gli ospedali rimasero all'ente ospedaliero e il resto del patrimonio passò a una fondazione incaricata di risanare i debiti.[4] Con la legge regionale 39 del 24 dicembre 2004 la Regione ha costituito l'Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano, con il presidio Umberto I di largo Turati.[5] La Fondazione Ordine Mauriziano gestisce l'archivio storico, la basilica mauriziana, la precettoria di Sant'Antonio di Ranverso, l'abbazia di Staffarda e la Palazzina di Stupinigi.[2] Nel 2022 un accordo con la Regione ha chiuso una lite aperta nel 2011 su prestazioni sanitarie non pagate, con il versamento di circa 11,6 milioni di euro.[6] Nel 2026 l'ospedale è salito al sedicesimo posto nella classifica di Newsweek.[7]
Pagine che rimandano qui
- Abbazia di Staffarda
- Filippo Juvarra
- Nichelino
- Palazzina di caccia di Stupinigi
- Porta Palazzo
- Primo sito del Comune di Torino
- Residenze sabaude
Fonti
- MuseoTorino
- Fondazione Ordine Mauriziano
- MuseoTorino
- Parlamento italiano — 19 novembre 2004
- Azienda ospedaliera Ordine Mauriziano
- Regione Piemonte — 7 agosto 2022
- Torino Oggi — 10 marzo 2026