Norberto Bobbio

Norberto Bobbio (Torino, 18 ottobre 1909 – Torino, 9 gennaio 2004) è stato un filosofo del diritto e della politica, giurista e studioso delle istituzioni. Nato e morto nella stessa città, vi compì gli studi, vi fu arrestato come antifascista e vi insegnò per oltre trent'anni; nel 1984 il presidente Sandro Pertini lo nominò senatore a vita[1]. La scheda che Torino Scienza gli dedica lo presenta come «Filosofo, giurista, storico e politologo, considerato il massimo teorico del diritto e filosofo della politica nella seconda metà del Novecento»[2].
La formazione torinese
Figlio di Luigi Bobbio e di Rosa Caviglia, frequentò il ginnasio e il liceo Massimo d'Azeglio[1]. All'Università di Torino si laureò due volte: in Giurisprudenza nel 1931, con una tesi in filosofia del diritto seguita da Gioele Solari, e in Filosofia nel 1933, con Annibale Pastore[1], discutendo la fenomenologia di Husserl[2]. Erano gli anni che l'ateneo stesso ricorda come una «straordinaria stagione culturale e antifascista»: nello stesso ambiente si formavano Alessandro Galante Garrone, Leone Ginzburg, Massimo Mila, Vittorio Foa, Giorgio Agosti, Dante Livio Bianco e Cesare Pavese[3].
Il 15 maggio 1935 fu arrestato a Torino insieme ad amici del gruppo di Giustizia e Libertà[1], con l'accusa di propaganda antifascista[4]. In quel periodo entrò nella redazione della Rivista di filosofia, legata a Piero Martinetti[1].
Cattedre in provincia e Resistenza
La carriera accademica cominciò lontano da casa: Camerino nel 1935, poi Siena e, dal 1940, Padova[5]. Nel 1938 vinse il concorso per la cattedra di filosofia del diritto e nel 1942 divenne professore ordinario[1]. A Camerino si avvicinò al movimento liberalsocialista e in Veneto fu tra i promotori del Partito d'Azione[4], al quale aderì nell'ottobre 1942[1]. Il partito era nato a Roma il 4 giugno di quell'anno, e Bobbio vi figurava tra i liberalsocialisti accanto a Guido Calogero e Tristano Codignola[6].
Alla fine del 1943 fu di nuovo arrestato: secondo il Centro studi Piero Gobetti il 6 dicembre a Padova[1], secondo l'ANPI il 7 dicembre a Verona, per i contatti con il CLN; in entrambe le versioni tornò libero alla fine del febbraio 1944[4]. Rientrato a Torino, rappresentò il Partito d'Azione nel Fronte degli intellettuali e nel Comitato della scuola[4]. Dopo la Liberazione scrisse per il quotidiano Giustizia e Libertà diretto da Franco Venturi[1] e nel 1946 si candidò all'Assemblea costituente per il Partito d'Azione nel collegio Padova-Rovigo-Vicenza-Verona[2], senza essere eletto[1].
Il professore di Torino
Il 3 marzo 1948 fu chiamato sulla cattedra di filosofia del diritto dell'Università di Torino, che tenne fino al 1972; dal 1962 al 1971 insegnò anche scienza politica. Nel 1972 passò alla facoltà di Scienze politiche come titolare di filosofia della politica, dove fece lezione fino al 16 maggio 1979; lasciò definitivamente l'ateneo il 1º novembre 1984[1]. Dal 1945 diresse a lungo la Rivista di filosofia[7], in parte insieme a Nicola Abbagnano[1].
La sua opera giuridica va da Scienza e tecnica del diritto (1934) e L'analogia nella logica del diritto (1938) alla Teoria della norma giuridica (1958), alla Teoria dell'ordinamento giuridico (1960) e a Dalla struttura alla funzione (1977), in cui una lettura funzionale del diritto andava oltre l'impianto strutturale di Kelsen[7]. Gaetano Carcaterra, nell'Enciclopedia Italiana, individuò nelle «esigenze metodologiche di rigore, chiarezza e concretezza» il motivo del suo avvicinamento alla filosofia analitica dalla metà degli anni Cinquanta[8].
Politica e cultura
Nel 1955 uscì Politica e cultura[2], e sul versante politico il suo lavoro puntò, nelle parole della stessa voce enciclopedica, all'«impegno propriamente politico» di elaborare un modello di socialismo dentro le istituzioni liberaldemocratiche[8]. Seguirono Da Hobbes a Marx (1965), Il problema della guerra e le vie della pace (1979), Thomas Hobbes (1989) e un'Autobiografia (1997)[7]. Il Centro Gobetti pone in apertura della pagina a lui dedicata una sua definizione[1]:
«Cultura è equilibrio intellettuale, riflessione critica, senso di discernimento»
Scrisse anche per la stampa: tra le firme ospitate dal quotidiano romano Paese Sera c'era la sua, accanto a quelle di Gianni Rodari e Umberto Eco[9]. La sua distinzione tra destra e sinistra, fondata sul diverso modo di considerare le disuguaglianze tra gli uomini, naturali per la destra e prodotto della società per la sinistra, è stata ripresa anche nel dibattito giornalistico recente, per esempio per discutere la collocazione del Movimento 5 Stelle[10].
Onori e ultimi anni
Socio nazionale dell'Accademia delle Scienze di Torino dal 1960[2] e dei Lincei dal 1966[5], fu membro anche della British Academy[4]. Il 18 luglio 1984 Pertini lo nominò senatore a vita; ricevette il Premio Balzan nel 1994 e il Premio Hegel nel 2000[1]. Restò presente nella vita cittadina: nel maggio 1993 intervenne alla presentazione della candidatura di Valentino Castellani a sindaco (vedi Sindaci di Torino), e il 18 ottobre 1999 l'Università di Torino celebrò con una cerimonia ufficiale il suo novantesimo compleanno[11].
L'eredità a Torino
Bobbio fu fondatore e primo presidente del Centro studi Piero Gobetti, al quale affidò la sua biblioteca di studio e le sue carte[12]. Il suo nome è anche quello del polo bibliotecario del Campus Luigi Einaudi, la sede universitaria di giurisprudenza e scienze politiche affacciata sul fiume[13].
Pagine che rimandano qui
- Amedeo Avogadro
- Giulio Einaudi
- Giulio Einaudi editore
- Luigi Einaudi
- Massimo d'Azeglio
- Natalia Ginzburg
- Piero Gobetti
- Umberto Eco
- Università degli Studi di Torino
Articoli collegati: Amedeo Avogadro, Emanuele Filiberto, Luigi Einaudi, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino, Vittorio Amedeo II
Fonti
- Centro studi Piero Gobetti
- Torino Scienza
- Università degli Studi di Torino
- ANPI
- Treccani
- Il Post — 4 giugno 2022
- Treccani – Dizionario di filosofia
- Treccani – Enciclopedia Italiana, V Appendice (G. Carcaterra)
- Il Post — 6 dicembre 2019
- Il Post — 21 dicembre 2018
- Radio Radicale
- Centro studi Piero Gobetti
- MuseoTorino