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Museo Nazionale del Cinema

Aggiornato il 25 settembre 2026

La home page di museocinema.it, 25 settembre 2026
La home page di museocinema.it il 25 settembre 2026

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha sede dal 2000 nella Mole Antonelliana ed è gestito dalla Fondazione Maria Adriana Prolo, che porta il nome della studiosa da cui nacque la raccolta[1]. Il suo percorso si sviluppa in verticale dentro l'edificio di Alessandro Antonelli, fino al tempietto panoramico a 85 metri[2], e MuseoTorino lo colloca da alcuni anni fra i siti museali più visitati d'Italia[3].

Dalla collezione privata al museo nazionale

Tutto comincia nel 1941, quando Maria Adriana Prolo avvia la sua collezione di materiali sul cinema[1]. Nel 1953 l'istituzione entra nella Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), la rete internazionale delle cineteche, e nel 1958 apre al pubblico nelle sale di Palazzo Chiablese, accanto al Palazzo Reale; nel 1960 nasce la biblioteca intitolata a Mario Gromo, socio fondatore e presidente del museo[1]. Nel 1965 arriva il riconoscimento ufficiale come museo nazionale del cinema, da parte dei ministeri della Pubblica istruzione e dell'Interno[1]. Nel 1985 il museo viene chiuso al pubblico per problemi di sicurezza[1].

Il legame con la Mole è più antico dell'allestimento attuale: secondo Focus, la raccolta della Prolo fu custodita nel seminterrato dell'edificio durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e trasferita al secondo piano nel 1946[4]. Nella stessa Mole, del resto, aveva già abitato un altro museo, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, dal 1908 agli anni Trenta[3].

La fondazione e la riapertura nella Mole

Maria Adriana Prolo muore il 20 febbraio 1991[1]. L'anno seguente viene costituita la Fondazione Maria Adriana Prolo – Museo Nazionale del Cinema, con il sostegno di Regione Piemonte, Città di Torino, Provincia di Torino, Cassa di Risparmio di Torino e dell'associazione del museo[1]. Nel 1989 era intanto stato inaugurato il Cinema Massimo, la sala che la fondazione gestisce ancora oggi[1].

Il 20 luglio 2000 il museo riapre al pubblico nella nuova sede della Mole Antonelliana[1]. Il percorso segue i piani dell'edificio: al livello +5 l'archeologia del cinema, divisa in otto aree tematiche; a +10 l'Aula del Tempio con la rampa elicoidale, dedicata alle mostre temporanee; a +15 la macchina del cinema; a +18 la galleria dei manifesti[2]. Più in alto si sale a piedi nella cupola oppure con l'ascensore panoramico, che raggiunge la terrazza del tempietto a 85 metri[2]; la cabina di cristallo, ricorda Focus, attraversa l'Aula del Tempio e arriva in cima in 59 secondi[4]. Negli anni successivi si sono aggiunti la Bibliomediateca Mario Gromo in via Matilde Serao (2008), lo spazio di realtà virtuale CineVR (2020) e la Video Game Zone (2024)[1].

Le collezioni

Il patrimonio supera i 3.250.000 pezzi: circa 2.500.000 fotografie, 540.000 manifesti e materiali pubblicitari, 34.100 film su pellicola e 53.000 su altri supporti, 66.250 libri, 19.500 fra documenti e fascicoli d'archivio, 14.000 oggetti di archeologia del cinema e 12.500 apparecchi, oltre a riviste, dischi e memorabilia[5]. Fra le sezioni ci sono cineteca, fototeca, fonoteca, videoteca e videogiochi[5].

L'archivio storico riunisce oltre cento fondi e raccoglie sceneggiature, lettere, contratti e appunti di case di produzione, registi, attori e tecnici del muto e del sonoro[6]. Molti riguardano la stagione in cui Torino produceva film: il fondo Itala Film e il fondo di Giovanni Pastrone, con materiali su Cabiria (1914), il fondo della Società Anonima Ambrosio e quello della Società Anonima Stefano Pittaluga, attiva nella distribuzione fra anni Venti e Trenta; accanto a questi, le sceneggiature di Giuseppe De Santis, tra cui Riso amaro (1949)[6]. Fra gli oggetti più riconoscibili ci sono la sciarpa, il cappello e i disegni di Federico Fellini, al quale il museo dedicò nel 2020, al Cinema Massimo, la rassegna per il centenario della nascita[7]. Dal sito del museo si accede alla biglietteria online per collezioni, mostre temporanee, ascensore panoramico e salita alla cupola, al programma del Cinema Massimo e dei festival, e alla Bibliomediateca, all'archivio, alla cineteca e alle collezioni in rete[8].

Festival, soci e governo

La fondazione organizza il Torino Film Festival, CinemAmbiente, il Lovers Film Festival e il TorinoFilmLab[1]. Ne sono soci fondatori Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Associazione Museo Nazionale del Cinema e GTT; il comitato di gestione è presieduto da Enzo Ghigo e la direzione è affidata a Carlo Chatrian[1]. Il museo assegna inoltre un proprio riconoscimento, la Stella della Mole: il 23 settembre 2026 l'ha ricevuta al Cinema Massimo il regista sudcoreano Bong Joon Ho, «per il contributo dato al cinema contemporaneo», in una serata con masterclass condotta da Chatrian[9].

Visitatori e progetti

Nel 2024 il museo ha registrato oltre 818.000 presenze, il record della sua storia, e nei primi sette mesi del 2026 gli ingressi sono cresciuti di circa l'8% rispetto all'anno precedente; ogni anno vi entrano circa 90.000 studenti[10]. Nei giorni di punta si superano le 3.000 persone, con picchi intorno alle 3.800, mentre la Mole ne può accogliere circa 600 contemporaneamente[10]. Per questo è in progettazione un riordino degli accessi, con flussi separati di entrata e uscita, un uso più ampio dei giardini e interventi negli spazi sotterranei, per portare la capienza fino a 900 visitatori; l'avvio del cantiere è previsto nel 2028[10].

Dal 19 novembre 2026 al 31 gennaio 2028 l'Aula del Tempio ospiterà la mostra T. rex vs. T. rex. Da fossili a icone del cinema, curata da Gianni Canova e Stefano Boni con Giaime Alonge: due scheletri di tirannosauro con resti fossili autentici provenienti dagli Stati Uniti, lunghi una decina di metri, montati uno di fronte all'altro su una piattaforma intorno all'ascensore panoramico[11].

«T. rex vs. T. rex non si limita a raccontare i dinosauri: racconta anche il modo in cui li abbiamo immaginati»

Gianni Canova, curatore della mostra, 2026

La frase del curatore, riportata dall'ANSA, riassume il taglio della mostra: il cinema come macchina che ha dato forma a ciò che nessuno aveva mai visto[11].

La Stella della Mole a Bong Joon Ho (23 settembre 2026)

Il 23 settembre 2026 il Museo Nazionale del Cinema conferisce la Stella della Mole al regista sudcoreano Bong Joon Ho, premio Oscar per «Parasite» (2019), Palma d'Oro a Cannes e primo film non in lingua inglese a vincere l'Oscar per il miglior film. La cerimonia precede al Cinema Massimo una masterclass condotta dal direttore del Museo Carlo Chatrian, seguita dalla proiezione di «Parasite» introdotta dal regista; l'appuntamento inaugura anche una retrospettiva completa dei suoi lungometraggi, in programma al Cinema Massimo fino al 30 settembre. Bong Joon Ho ricorda il legame con la città, dove nel 2003 il Torino Film Festival aveva premiato «Memories of Murder» con il premio del pubblico e quello per la migliore sceneggiatura.

Cronologia

  • — Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana ospita la mostra "T. rex vs. T. rex", dedicata al dinosauro nel cinema. → TorinoClick la Repubblica Torino

Articoli collegati: Alessandro Antonelli, Mole Antonelliana, Torino Film Festival

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Fonti

  1. Museo Nazionale del Cinema
  2. Museo Nazionale del Cinema
  3. MuseoTorino
  4. Focus
  5. Museo Nazionale del Cinema
  6. Museo Nazionale del Cinema
  7. Mole24 — 5 settembre 2020
  8. Museo Nazionale del Cinema
  9. Mole24 — 16 settembre 2026
  10. Mole24 — 11 agosto 2026
  11. ANSA Piemonte — 18 settembre 2026
  12. ANSA Piemonte — 21 settembre 2026
  13. Quotidiano Piemontese — 21 settembre 2026

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