Grattacielo Intesa Sanpaolo

Il grattacielo Intesa Sanpaolo è la torre per uffici che ospita la sede del gruppo bancario Intesa Sanpaolo a Torino. Progettato dal Renzo Piano Building Workshop, è alto 166,26 metri e conta 38 piani fuori terra e sei livelli interrati[1]. Sorge in corso Inghilterra, alle spalle della stazione di Porta Susa, nell'area ridisegnata lungo i corsi Castelfidardo, Inghilterra e Principe Oddone[2], ed è stato inaugurato il 10 aprile 2015, di poco più basso della Mole Antonelliana[3]. Contestato durante la costruzione, è diventato in pochi anni uno dei segni riconoscibili della Torino contemporanea.
Il progetto e il cantiere
Secondo la cronaca dell'amministrazione comunale, il percorso progettuale cominciò nel 2005 e il cantiere fu aperto il 12 dicembre 2008; vi lavoravano 140 operai, 90 dei quali stranieri[4]. La scheda della Fondazione Renzo Piano indica invece la progettazione negli anni 2006-2009 e la costruzione tra il 2009 e il 2015, su un lotto di 6.800 metri quadrati per 110.000 metri quadrati costruiti[1]. Il progetto era stato presentato pubblicamente nel 2006, l'anno delle Olimpiadi invernali[5]. Per Piano non era il primo lavoro torinese: tra il 1991 e il 1994 aveva curato la ristrutturazione a uso pubblico dello stabilimento del Lingotto[6].
Oltre alla torre, l'architetto firmò la risistemazione del sottostante giardino Grosa e il nuovo parcheggio sotterraneo di via Bixio. L'investimento complessivo superò i 300 milioni di euro, e l'edificio fu pensato per accogliere circa 2.500 dipendenti della banca[4]. Alla cerimonia del 10 aprile 2015 intervenne il sindaco Piero Fassino, che lesse nella torre il segno di una città che aveva cambiato identità e dell'importanza della fusione tra Intesa e Sanpaolo per Torino; la sera stessa e nei due giorni seguenti, fino al 12 aprile, l'edificio fu aperto ai cittadini[3]. All'inaugurazione Piano ricordò: «L'architettura vive di tempi lunghi, abbiamo impiegato 10 anni per costruire il grattacielo.»[7]
Le proteste
Negli anni del cantiere il progetto incontrò l'opposizione del movimento No Grat, che lo accusava di aggirare i modelli di pianificazione partecipata. Il portavoce Paolo Hutter sosteneva che la torre avrebbe alterato il profilo della città:
«un grattacielo di quasi 200 metri comprometterebbe sicuramente l'immagine della città, la vista delle Alpi e della Mole Antonelliana, con annessi problemi di congestione di traffico e con una significativa alterazione del disegno urbano previsto dal Piano regolatore approvato»
I contestatori proponevano di rinunciare all'auditorium e agli spazi pubblici in cima, calcolando che così l'edificio si sarebbe abbassato di quaranta-cinquanta metri, e nelle critiche riportate dalla stampa i costi di costruzione e allestimento erano valutati in 450-500 milioni di euro[5]. Il progetto andò avanti; a distanza di alcuni anni la stampa locale annotava che la torre, criticata all'inizio, era stata accettata dalla città[2].
L'architettura
L'idea guida dichiarata dallo studio fu «realizzare un edificio di forte valenza pubblica»: un terzo della torre è accessibile, con i primi tre piani occupati da un auditorium adatto anche ad attività civiche e gli ultimi tre destinati a una serra bioclimatica, descritta come «un grande spazio urbano sospeso» con ristorante, spazi culturali e terrazza panoramica[1]. L'auditorium è sospeso senza pilastri intermedi, retto da sei megacolonne perimetrali, e dispone di 364 sedute in frassino a scomparsa[3]; grazie alla meccanizzazione la sala può trasformarsi da platea per conferenze in spazio espositivo[2]. La struttura ha richiesto 2.350 tonnellate di acciaio e l'edificio è servito da 25 ascensori[8]. Tra i consulenti figurano Inarco come architetto consulente, Expedition Engineering, Studio Ossola e Massimo Majowiecki per le strutture, Manens-Tifs per gli impianti e RFR per le facciate[1].
Presentando l'edificio, Piano insistette sul suo rapporto con il clima e con il pubblico: «E' un'opera che respira, attiva, vive con il clima.»[7]
«Gli edifici sono amati solo se sono accessibili e non sono egoisti, non si rinchiudono su sé stessi e non dialogano con il pubblico»
Energia e certificazioni
Le facciate sono a doppia pelle, con lamelle in vetro apribili che regolano il comportamento termico; la climatizzazione sfrutta un impianto geotermico e l'illuminazione interna si adegua da sola alla luce naturale[8]. L'edificio produce energia con pannelli fotovoltaici e recupera l'acqua piovana[2]. Secondo lo studio di Piano consuma molta meno energia di un edificio analogo e ha ottenuto il livello più alto della certificazione LEED[1]: nel 2019 il Green Building Council gli ha attribuito il LEED Platinum in due categorie, nuova costruzione e gestione sostenibile dell'edificio[8], un riconoscimento raggiunto da pochi edifici di grande altezza al mondo[2].
Gli spazi aperti alla città
Al 35° piano, a 150 metri da terra, si trova il ristorante Piano 35, presentato come il più alto d'Italia e inserito nella serra bioclimatica. Chiuso il 31 dicembre 2018, ne fu annunciata la riapertura per il 3 settembre 2019, con la cucina affidata a Marco Sacco, chef del Piccolo Lago di Verbania[9]. L'auditorium ospita concerti, conferenze e mostre[3], e l'edificio partecipa alle aperture straordinarie come «Invito a Palazzo», con visite guidate gratuite[8].
Ai piedi della torre, nel giardino Grosa affacciato su corso Vittorio Emanuele II, è stata destinata «La Totalità» dello scultore greco Costas Varotsos, alta oltre nove metri: installata nel 1999 nei giardini Martini a Cit Turin e rimossa nel 2017 perché deteriorata dagli agenti atmosferici e dai colombi, è stata restaurata grazie alla collaborazione tra Città di Torino, Intesa Sanpaolo e Centro Conservazione e Restauro di La Venaria Reale; la ricollocazione fu annunciata nel settembre 2019[10].
Il grattacielo oggi
Per il decennale, dal 20 al 22 giugno 2025, la banca ha organizzato tre giorni di eventi gratuiti tra spettacoli, concerti, visite guidate e sessioni di yoga sulla terrazza. Nei primi dieci anni l'edificio aveva ospitato oltre 700 giornate di eventi e più di 150.000 partecipanti, con ospiti come Daniel Pennac, Alessandro Barbero e Timothy Garton Ash; vi lavorano circa 2.000 dipendenti, con palestra, asilo nido e giardino ipogeo[11]. Nell'ottobre 2022 è stato consegnato alla Regione il Grattacielo Piemonte, alto 205 metri su 44 piani, che ha superato in altezza la torre di Piano[12].
Pagine che rimandano qui
- Anpas
- Centesimo anniversario della Squadra di Montagna della Croce Verde di Torino
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- Innovaway
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Fonti
- Fondazione Renzo Piano
- Mole24 — 10 aprile 2021
- TorinoClick (Città di Torino) — 10 aprile 2015
- TorinoClick (Città di Torino) — 9 aprile 2015
- TorinoToday
- Treccani
- TorinoClick (Città di Torino) — 10 aprile 2015
- Mole24 — 24 settembre 2019
- Gambero Rosso — 18 giugno 2019
- Mentelocale — 27 settembre 2019
- TorinoClick (Città di Torino) — 16 giugno 2025
- Cuneo24 — 15 ottobre 2022