Emilio Salgari

Emilio Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911) è stato lo scrittore d'avventura più letto dell'Italia umbertina, il creatore di Sandokan e del Corsaro Nero. Veronese di nascita, visse a Torino quasi tutta la vita adulta: qui scrisse la maggior parte dei suoi romanzi e qui, sulla collina oltre il Po, si tolse la vita.[1] Pubblicò oltre ottanta romanzi, frutto di una fantasia fervida più che di avventure vissute.[2]
Da Verona al giornalismo
Secondogenito di un possidente e commerciante di panni, frequentò l'istituto tecnico di Verona e nel 1878 passò come uditore all'Istituto nautico Paolo Sarpi di Venezia, ospite di una zia; non conseguì il diploma di capitano di gran cabotaggio.[1] Il suo unico viaggio per mare si limitò all'Adriatico.[3]
Dall'estate del 1883 lavorò alla Nuova Arena di Verona come cronista, redattore e autore di romanzi d'appendice;[1] proprio su quel giornale uscì a puntate La Tigre della Malesia, primo nucleo della saga di Sandokan, e nel 1884 arrivò il primo libro, La favorita del Mahdi.[3] Passato all'Arena, firmava i commenti di politica estera con lo pseudonimo «Ammiragliador» e fu presidente fondatore del Circolo velocipedistico veronese. Nel 1889 il padre si tolse la vita gettandosi da una finestra; nel 1892 Salgari sposò Ida Peruzzi, attrice filodrammatica nota con il nome d'arte di Aida.[1]
A Torino, scrittore a cottimo
Alla fine del 1893 lasciò il giornalismo e si stabilì in Piemonte per scrivere per gli editori torinesi Speirani e Paravia.[1] Le tappe del trasferimento sono raccontate in modo diverso: la Treccani indica un primo soggiorno a Cuorgnè, nel Canavese,[2] Antonio Dini su Il Post un passaggio a Ivrea nel 1894.[4] A Torino, il 18 gennaio 1894, nacque il secondo figlio, Nadir; seguirono Romero e Omar, dopo la primogenita Fathima.[1]
Con un contratto fisso per Speirani pubblicò una trentina di titoli tra il 1892 e il 1898,[3] e intanto cominciò a scrivere per Bemporad, Cogliati, Treves e Voghera.[1] Nel 1897 il re Umberto I lo nominò cavaliere della Corona.[3] Nella seconda metà del 1898 si trasferì a Sampierdarena per lavorare con l'editore genovese Antonio Donath, per il quale uscirono tra gli altri Il Corsaro Nero (1899) e I figli dell'aria; poco più di due anni dopo, nel 1900, era di nuovo a Torino.[1]
I cicli di Sandokan e del Corsaro Nero
Sandokan, «Tigre della Malesia» e re di Mompracem, un'isola selvaggia vicina al Borneo, combatte contro inglesi, olandesi e portoghesi in sei romanzi usciti fra il 1895 (I misteri della jungla nera) e il 1910; il ciclo dei corsari delle Antille parte dal Corsaro Nero e prosegue con Jolanda, la figlia del Corsaro Nero (1905) e Il figlio del corsaro rosso (1908).[5] Le ambientazioni esotiche nascevano dall'immaginazione, non da viaggi reali;[2] secondo Dini, che conta circa duecento opere di cui ottanta romanzi, Salgari fu uno «straordinario cronista dell'immaginario, un talentuoso e irrefrenabile viaggiatore della mente».[4]
La critica gli fu a lungo ostile. Guido Mazzoni, nell'Enciclopedia Italiana del 1936, respingeva il titolo di «Verne italiano» e lo liquidava così:
«il S. fu poco più di un vivace espositore di scene quasi prive d'organismo, in cui la curiosità è superficiale e dove mancano pregi di stile»
La stessa voce ricordava però che quei libri erano stati tradotti in tedesco, inglese, francese, spagnolo e ceco.[6] Ottant'anni dopo lo scrittore Michele Mari ha rovesciato il giudizio, sostenendo che basta aprire a caso un romanzo salgariano per trovare uno stile che «non si saprebbe definire se non come iperletterario».[7]
Gli ultimi anni e la morte
Tornato a Torino, Salgari diresse tra il 1904 e il 1906 il periodico genovese Per terra e per mare. Nel 1906 l'editore fiorentino Enrico Bemporad lo sottrasse a Donath pagando la penale del contratto e gli garantì diecimila lire l'anno per non più di quattro romanzi.[1] Era, in vita, l'autore più popolare del paese, e pagato più di molti colleghi, ma il tenore di vita, le cure per la moglie e una cattiva amministrazione lo tenevano in affanno.[8] Con quattro figli e la malattia della moglie, mentre gli editori stentavano a pagargli i diritti, i debiti si fecero gravi,[5] e nel 1910 Salgari tentò una prima volta il suicidio, ma fu salvato.[3]
Il 25 aprile 1911 si uccise nei boschi della proprietà Rei, in Val San Martino, sulla collina che sovrasta Torino.[1] Lasciò una lettera ai figli e una, sprezzante, agli editori, ai quali chiedeva almeno di pagargli il funerale;[3] la chiusa di quest'ultima, pubblicata da La Stampa il 27 aprile 1911, è rimasta celebre: «Vi saluto spezzando la penna».[1] La famiglia continuò a essere segnata dalla tragedia: la moglie morì in manicomio, e due dei figli, Romero e Omar, si tolsero anch'essi la vita.[4]
Salgari e Torino oggi
Il luogo della morte è la Villa Rey (allora tenuta Rey), di proprietà comunale, sulla collina con vista sulla parte settentrionale della città: una targa metallica davanti alla villa ricorda l'episodio, e il notiziario del Consiglio comunale ha descritto la tenuta come un «balcone verde» sulla città da recuperare.[9] Sui rivi e sui «sentieri salgariani» della collina, lungo il rio di Reaglie, si corre il Salgari Wild Trail, gara eco-sportiva patrocinata dalla Città (la seconda edizione nel 2019) che parte dalle rive del Po e sale al Colle della Maddalena, con tappa al Salgari Campus di via Chieri.[10]
Il MUFANT, il Museo del Fantastico e della Fantascienza di piazza Riccardo Valla, ha dedicato al ciclo indo-malese la mostra Sandokan. Il ritorno della tigre, aperta nel settembre 2025 insieme alla nuova terrazza affacciata sulla Basilica di Superga, in coincidenza con la nuova serie televisiva di Rai 1 sul pirata di Mompracem.[11] La Guida letteraria a Torino di Rosalba Graglia, presentata al Salone Internazionale del Libro nel 2026, lo inserisce tra gli scrittori che in città hanno vissuto e inventato i loro personaggi.[12]
Pagine che rimandano qui
Fonti
- Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 89
- Treccani
- Liber Liber
- Il Post — 21 agosto 2012
- Treccani – Enciclopedia dei ragazzi
- Treccani – Enciclopedia Italiana
- Il Post — 13 giugno 2016
- Il Post — 28 luglio 2017
- Cittagorà – Città di Torino — 11 ottobre 2017
- Torinoclick — 12 giugno 2019
- Torinoclick — 21 settembre 2025
- Torinoclick — 18 maggio 2026