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Basilica di Maria Ausiliatrice

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Basilica di Maria Ausiliatrice
Dalla pubblicazione di Basilica di Maria Ausiliatrice

La basilica di Maria Ausiliatrice è il santuario mariano che don Giovanni Bosco fece costruire a Valdocco, nel quartiere a nord-ovest del centro di Torino, tra il 1863 e il 1868. Sorge accanto alla cappella Pinardi, dove nel 1846 l'oratorio salesiano trovò la sua prima sede stabile, e custodisce le spoglie dello stesso don Bosco, di santa Maria Domenica Mazzarello, confondatrice delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e di san Domenico Savio.[1] È la chiesa madre della Società salesiana.

Da una tettoia a un santuario

Valdocco, a metà Ottocento, era una periferia di canapifici, folloni e opifici affacciata sui terreni in pendenza verso la Dora, tagliata nel 1856 dalla ferrovia per Novara.[2] Qui don Bosco portò il suo oratorio il 12 aprile 1846, nella tettoia affittata da Francesco Pinardi; nel 1852 inaugurò la chiesa di San Francesco di Sales e nel dicembre 1859 fondò la congregazione salesiana.[3] Con l'aumento dei giovani accolti negli oratori e nei laboratori della casa annessa – calzolai, sarti, legatori, falegnami, tipografi, fabbri – la popolazione ospitata superò il centinaio e nel 1868 arrivò a oltre ottocento persone.[4]

La tradizione salesiana lega la chiesa a un sogno del 1844 in cui la Madonna avrebbe indicato a don Bosco tre edifici successivi: una chiesa «piccola e bassa», una «assai più grande» e infine il santuario. Per il terreno e il legname don Bosco spese 4.000 lire.[5]

Il cantiere (1863-1868)

Il progetto, affidato all'architetto Antonio Spezia, fu presentato al Municipio nel febbraio 1863.[5] I lavori, affidati all'impresa del capomastro Carlo Buzzetti, cominciarono nell'autunno di quell'anno; la fase degli scavi si chiuse nell'aprile 1864. Spezia disegnò una pianta a croce latina e una facciata ispirata a quella di San Giorgio Maggiore a Venezia, opera di Andrea Palladio; l'interno delle origini era sobrio, senza rivestimenti di marmo alle pareti e con l'unica cupola di allora imbiancata a calce.[6]

La prima pietra fu posata il 27 aprile 1865.[7] Alla cerimonia assistette il principe Amedeo di Savoia, figlio di Vittorio Emanuele II: per don Bosco, che finanziava le sue opere con lotterie di beneficenza in cui figuravano premi offerti dai membri della casa regnante, il legame con la monarchia era un sostegno da coltivare.[4] Il Dizionario Biografico degli Italiani ricorda la chiesa come

«un'ampia chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice (Auxilium christianorum) destinata ai giovani e alle necessità spirituali del quartiere»

Pietro Stella, Dizionario Biografico degli Italiani, voce «Giovanni Bosco», 2001

La descrizione si riferisce all'inaugurazione del 1868.[4]

La consacrazione del 9 giugno 1868

La basilica fu consacrata il 9 giugno 1868 dall'arcivescovo di Torino Alessandro Ottaviano Riccardi di Netro.[5] Secondo la ricostruzione pubblicata da Mole24, a Valdocco si radunarono oltre diecimila persone e i ragazzi dell'oratorio servirono da chierichetti; sotto l'altare maggiore fu deposto un frammento della Vera Croce donato da Pio IX, la chiesa era illuminata a gas e sulla cupola svettava una statua dorata della Madonna alta cinque metri. Nell'ottava che seguì si contarono quindicimila comunioni.[8]

La grande pala dell'altare maggiore è del pittore Tommaso Lorenzone, che la dipinse su indicazione di don Bosco: la Vergine, con lo scettro nella destra e il Figlio nella sinistra, domina una scena affollata di angeli, e sullo sfondo compare la città di Torino con il santuario di Valdocco in primo piano e la collina di Superga all'orizzonte.[6] Lo stesso Lorenzone completò nel 1873 la pala dell'altare di San Giuseppe, inaugurato il 26 aprile 1874 e rimasto com'era ai tempi del fondatore anche durante gli ampliamenti successivi.[9]

Il santuario diventò anche un riferimento per il quartiere. In un appello agli abitanti, don Bosco annunciò un orologio sul campanile:

«Un bisogno universalmente sentito in Valdocco è quello di un orologio che possa servire a pubblica utilità.»

Giovanni Bosco, appello per l'orologio del campanile

Lo strumento doveva segnare «con precisione le ore, le mezze ore ed i quarti» e costare 2.000 franchi, da raccogliere tra i vicini; l'orologio originale è oggi esposto nel museo allestito nel campanile destro, raggiungibile con una scala a chiocciola di 80 gradini.[10]

Il corpo di don Bosco e l'ampliamento

Don Bosco morì a Valdocco il 31 gennaio 1888[3] e fu sepolto nel collegio salesiano di Valsalice, con l'autorizzazione del capo del governo Francesco Crispi.[4] Il 2 giugno 1929, giorno della beatificazione proclamata da Pio XI, il corpo fu trasferito nella basilica. Per l'occasione lo scultore salesiano Sebastiano Concas realizzò, su disegno dell'architetto Giulio Valotti, un'urna di legno dorato; la cassa definitiva, visibile sia dalla chiesa sia dal retro, fu progettata da Giulio Casanova, mentre Mario Ceradini disegnò un altare avanzato che lascia ai fedeli uno spazio per avvicinarsi alle reliquie, rivestito di marmo giallo di Siena e di Candoglia con decori in bronzo dorato.[11]

A Valotti si deve la trasformazione più profonda dell'edificio: il prolungamento del presbiterio sotto una nuova cupola minore, due grandi cappelle laterali, l'altare maggiore neorinascimentale e l'altare di santa Maria Domenica Mazzarello con l'urna di bronzo per le sue spoglie. Monsignor Bovero ne celebrò le «geniali concezioni romanico-lombarde».[12] Durante la seconda guerra mondiale la basilica fu colpita dai bombardamenti; tra il 1945 e il 1956, dietro l'altare di San Giuseppe, fu ricavato il battistero, affrescato da Carlo Morgari nel 1956. La chiesa, che non era nata come parrocchia, ricevette poi il titolo di basilica minore e divenne anche parrocchiale.[13]

La piazza e la festa del 24 maggio

Davanti alla basilica, nella piazza che porta il suo nome, si trova il monumento a don Bosco di Gaetano Cellini: iniziato nel 1914, fermato dalla guerra perché il bronzo era riservato agli usi militari, fu inaugurato nel 1920 grazie a 200.000 lire raccolte dagli ex allievi salesiani di ventidue nazioni e a 20.000 lire del Comune.[14] Nel 2024 i carotaggi preliminari al rifacimento della piazza fecero emergere un muro di cinta di epoca napoleonica, sottoposto alla verifica della Soprintendenza.[15] I lavori, cominciati il 24 aprile 2024 e finanziati con 1,5 milioni di euro di fondi ministeriali del programma PINQuA, si sono conclusi nel gennaio 2025 con la pedonalizzazione dello spazio, nuove pavimentazioni drenanti e più verde; nello stesso mese fu completato il restauro dei due campanili, il cui concerto è passato da otto a dodici campane.[16]

Ogni 24 maggio, festa dell'Ausiliatrice istituita da Pio VII nel 1815, dalla basilica parte una processione serale per le strade di Valdocco, lungo i controviali di corso Regina Margherita e di corso Principe Oddone, strada del Fortino e via Cigna, per poi tornare sulla piazza; nel 2024 vi prese parte la vicesindaca.[17] Il santuario è anche meta di visite papali: nel giugno 2015, durante il viaggio a Torino per il bicentenario della nascita di don Bosco, papa Francesco vi si raccolse in preghiera e ricordò che il padre, appena arrivato in Argentina, aveva cominciato a frequentare i salesiani della chiesa italiana, vicino alla quale conobbe la futura moglie.[18]

«Don Bosco non si vergognava della Madonna perché non si vergognava della sua mamma e si fidava di Dio affidandosi alla Madonna».

Papa Francesco, Torino, giugno 2015

Oggi la basilica, chiesa dell'arcidiocesi di Torino, forma con la cappella Pinardi, la chiesa di San Francesco di Sales, le scuole, l'oratorio e il museo allestito nelle stanze di don Bosco il complesso di Valdocco, casa madre dei salesiani.[7]

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Articoli collegati: Chieri, Giovanni Bosco, Società salesiana di San Giovanni Bosco

Fonti

  1. Basilica di Maria Ausiliatrice
  2. Mole24 — 24 dicembre 2023
  3. Basilica di Maria Ausiliatrice
  4. Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
  5. Mole24 — 22 gennaio 2024
  6. Basilica di Maria Ausiliatrice
  7. MuseoTorino
  8. Mole24 — 9 giugno 2016
  9. Bollettino Salesiano
  10. Basilica di Maria Ausiliatrice
  11. Bollettino Salesiano
  12. Bollettino Salesiano
  13. Bollettino Salesiano
  14. Mole24 — 26 gennaio 2015
  15. Mole24 — 5 giugno 2024
  16. Torinoclick (Città di Torino) — 1 aprile 2025
  17. Torinoclick (Città di Torino) — 24 maggio 2024
  18. Famiglia Cristiana

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