Forte di Fenestrelle

Il Forte di Fenestrelle è il grande sistema di fortificazioni settecentesche che sbarra la val Chisone sopra l'abitato di Fenestrelle, nella Città metropolitana di Torino. Voluto da Vittorio Amedeo II e costruito tra il 1728 e il 1850, si allunga per oltre tre chilometri sul crinale della montagna, su una superficie di circa 1.350.000 metri quadrati e con un dislivello di circa 600 metri tra le sue opere[1]. La Regione lo presenta come la fortificazione più lunga d'Europa e una delle pochissime del XVIII secolo arrivate integre fino a oggi[2].
Una frontiera nuova dopo Utrecht
La val Chisone superiore non era sabauda: passò a Vittorio Amedeo II con il trattato di Utrecht del 1713, e il duca, divenuto re, decise di chiuderla con opere che insieme a quelle di Exilles, di Susa e della Brunetta formassero la cosiddetta «linea militare delle Alpi» contro le discese francesi[3]. Il paese sorge a 1154 metri di quota; nel 1921 contava 1195 abitanti[3].
Il progetto fu presentato nell'autunno del 1727 dall'ingegnere Ignazio Bertola, su incarico del sovrano. I cantieri si aprirono nella primavera del 1728, sotto la direzione dello stesso Bertola affiancato dall'ingegnere Varino de la Marche, e rimasero attivi per oltre un secolo, fino al 1850[1]. A lavori avanzati Carlo Alberto vi aggiunse, secondo l'Enciclopedia Italiana, «un grandioso forte in aggiunta agli altri»[3].
Tre forti e una scala di quattromila gradini
Il complesso comprende otto opere difensive distribuite lungo la cresta: la principale è il Forte San Carlo, in basso, la minore la Ridotta Santa Barbara[1]. I tre nuclei fortificati – San Carlo, Tre Denti e Delle Valli – sono collegati da un tunnel che racchiude la scala coperta, indicata dall'associazione che gestisce il sito come la più lunga d'Europa[4]. I suoi 4000 scalini, protetti da muri spessi due metri, salgono per più di due chilometri: permettevano alle truppe di spostarsi da un forte all'altro al riparo dal fuoco nemico e dalla neve[1]. Accanto corre all'aperto la Scala Reale, di circa 3000 gradini; la visita integrale sale fino ai 1800 metri del Forte delle Valli, mentre il punto panoramico della Garitta del Diavolo si trova a circa 1400 metri[5].
Prigione di Stato
Oltre al presidio militare, il forte ebbe a lungo funzione carceraria: nei palazzi erano rinchiusi i detenuti di Stato, nelle caserme i detenuti comuni[1]. Tra i prigionieri illustri l'Enciclopedia Italiana del 1932 ricorda il cardinale Pacca e Xavier de Maistre[3].
Bartolomeo Pacca, pro-segretario di Stato di Pio VII e tra i fautori della resistenza del papa a Napoleone, fu prelevato dal Quirinale insieme al pontefice nel luglio 1809, quando il generale Étienne Radet occupò il palazzo, e internato a Fenestrelle; ne uscì all'inizio del 1813, dopo il concordato di Fontainebleau[6]. Durante la detenzione dettò le sue memorie al nipote Tiberio; pubblicate a Civitavecchia nel 1829 come relazione dei due viaggi in Francia «e della sua prigionia nel forte di S. Carlo in Fenestrelle», furono raccolte l'anno dopo nelle Memorie storiche[6]. Nel libro il cardinale racconta il regime di isolamento che lo accolse[7]:
«Fin dai primi momenti, che posi il piede nella fortezza, mi aveva intimato il comandante l'ordine del governo, con cui mi era severamente proibito di scrivere a chicchesia»
Per aggirare la sorveglianza del comandante e del maggiore del forte, che entravano all'improvviso, Pacca prese l'abitudine di «alzarmi la mattina qualche tempo prima del levar del sole» per scrivere nel silenzio[7].
I prigionieri borbonici del 1860
Dopo la caduta del Regno delle Due Sicilie, nel novembre 1860 arrivarono a Fenestrelle 1189 soldati borbonici come prigionieri di guerra. Secondo la ricostruzione dell'associazione che gestisce il forte, fondata su documenti dell'Archivio di Stato di Torino, ricevettero doppia razione di minestrone e vestiario adatto al freddo; i malati furono curati o trasferiti, quattro uomini morirono per cause naturali e il 9 dicembre gli altri furono inquadrati nell'esercito italiano[1]. Il nome del paese restò legato anche alla storia militare successiva: un battaglione degli Alpini si chiamò «Fenestrelle», e nel 1931 ventuno suoi uomini morirono sotto una valanga sopra Bardonecchia[8].
Abbandono e rinascita
I militari lasciarono il forte nel 1947, e per più di quarant'anni le opere andarono in rovina. Nel 1990 un gruppo di volontari diede vita all'Associazione Progetto San Carlo, che avviò il recupero e ha riportato la fortezza tra le mete storiche del Piemonte[1]. Il bene appartiene allo Stato: dal 2022 l'associazione lo gestisce in concessione dall'Agenzia del Demanio[2]. Le visite guidate vanno dall'ora dedicata ai palazzi, ai sotterranei e alle cucine del San Carlo fino alla «Passeggiata Reale» di sette ore, che l'associazione paragona a un'escursione in montagna[5]; d'estate una rievocazione notturna itinerante racconta la storia del forte dal 1728 in poi[9].
Il forte oggi
Nel 2022 i visitatori sono stati circa 50.000. Nel novembre 2023 la Regione Piemonte ha avviato un cantiere da 800.000 euro – 700.000 regionali, 50.000 del Comune e 50.000 della Fondazione CRT – per rifare con materiali originali il tetto della chiesa settecentesca, sostituire le travi lignee, regolare le acque ai forti Tre Denti e Delle Valli e allestire una sala di visita virtuale per chi non può affrontare i percorsi[2]. Presentando i lavori, il presidente Alberto Cirio e l'assessora Vittoria Poggio hanno usato un paragone con la Grande Muraglia[2]:
«Molti conoscono la Muraglia cinese come la più lunga del mondo, noi in Piemonte abbiamo la più lunga d'Europa.»
Nel maggio 2025 la Regione ha annunciato altri 400.000 euro di fondi europei per illuminazione, videosorveglianza e messa in sicurezza dei tratti più critici; l'assessore Gian Luca Vignale ha definito il forte un «bene faro» del Piemonte[10]. D'estate il Palazzo del Governatore ospita la fiera del libro «Le Fenestrelle», giunta nel 2024 alla trentesima edizione, con oltre diecimila volumi e incontri nella chiesa affacciata sulla piazza d'Armi[11]. Da Fenestrelle la strada della valle scende verso Pinerolo e sale verso Sestriere.
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Fonti
- Associazione Progetto San Carlo – Forte di Fenestrelle
- L'Agenda News — 11 novembre 2023
- Treccani – Enciclopedia Italiana (1932)
- Associazione Progetto San Carlo – Forte di Fenestrelle
- Associazione Progetto San Carlo – Forte di Fenestrelle
- Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
- Internet Archive (Pesaro, Annesio Nobili, 1830)
- L'Agenda News — 26 luglio 2025
- Associazione Progetto San Carlo – Forte di Fenestrelle
- L'Agenda News — 23 maggio 2025
- L'Agenda News — 7 luglio 2024