Forte di Exilles
Il Forte di Exilles è una fortezza dell'alta Valle di Susa, a guardia della strada del Monginevro; di proprietà della Regione Piemonte, è aperto al pubblico dal 2000.[1][2]
Le origini
Le origini sono incerte: verso il 1155 la fortezza era già dei conti d'Albon, e nel 1339 era un raro «castello stradale» con più cinte difensive.[1] Nel Cinquecento fu contesa fra cattolici e riformati per il controllo del Delfinato, e fra il 1681 e il 1687 vi fu rinchiuso il prigioniero detto la «Maschera di Ferro».[1]
I Savoia
Con il trattato di Utrecht del 1713 il forte passò ai Savoia, che lo fecero ristrutturare da Bertola e De Willencourt e lo rivolsero contro la Francia.[1] Il 15 maggio 1796, dopo il trattato di Parigi, i francesi lo rasero al suolo; fu ricostruito tra il 1818 e il 1829 per volere di Vittorio Emanuele I dagli architetti Giovanni Antonio Rana e Francesco Olivero.[1][3] Disarmato nel 1915, fu abbandonato dai militari l'8 settembre 1943.[1]
Il museo
Nel 1978 la Regione lo acquisì dall'autorità militare con l'obbligo di restaurarlo, e nel 1996 ne affidò la gestione in convenzione al Museo nazionale della Montagna; l'8 luglio 2000 il forte aprì al pubblico con due aree museali.[1] Secondo Torino Oggi la proprietà passò dal Demanio alla Regione nel 2019.[2] Chiuso dall'estate 2021, ha riaperto nell'agosto 2022 con il festival «Borgate dal Vivo»; dal 2023 la gestione è affidata al Comune di Exilles, con la Fondazione Piemonte dal Vivo e le associazioni locali, e nella cappella c'è un allestimento dedicato al musicista Ezio Bosso.[4][2]
Fonti
- FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano
- Torino Oggi — 29 giugno 2023
- L'Agenda News — 10 dicembre 2022
- ValsusaOggi — 18 luglio 2022