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Arturo Brachetti

Aggiornato il 26 settembre 2026

Arturo Brachetti (Torino, 1957) è un attore, illusionista, regista e trasformista, considerato il principale interprete del trasformismo teatrale al mondo: l'arte del cambio d'abito fulmineo in scena, che a inizio Novecento aveva reso celebre Leopoldo Fregoli e che dopo di lui era rimasta senza eredi.[1][2] Detiene un primato registrato dal Guinness World Records; la Città di Torino lo ha nominato nel 2023 ambasciatore nel mondo delle eccellenze del territorio torinese.[1]

La scoperta della magia in seminario

Brachetti nacque a Torino nel 1957.[1] La vocazione arrivò per una via inattesa: a quattordici anni, in seminario, conobbe don Silvio Mantelli, sacerdote e prestigiatore noto come «il mago Sales». Erano stati i genitori, racconta lo stesso Brachetti, a volerlo spingere a socializzare; il sacerdote aiutò quel giovane timido a prendere fiducia insegnandogli giochi di prestigio e travestimenti, e da lì nacque il mestiere.[2][3]

Parigi e l'eredità di Fregoli

Poco più che ventenne si trasferì a Parigi, dove, come ricordò anni dopo, si trovò in una posizione senza concorrenti:[2]

«Quando nel 1978 sono andato a Parigi ero l'unico trasformista al mondo.

Arturo Brachetti, intervista a Famiglia Cristiana, 2012

Al cabaret Paradis Latin, dove debuttò nel 1979, riportò in vita l'arte dimenticata del trasformismo e ne divenne l'attrazione principale.[2][3] Da quel debutto è cominciata una carriera internazionale che lo ha portato sui palcoscenici di Francia, Svizzera, Belgio, Regno Unito e Stati Uniti.[4]

L'uomo dai mille volti e il primato

Lo spettacolo che lo ha consacrato è L'uomo dai mille volti (in Francia L'Homme aux mille visages), un assolo di trasformazioni che gli valse il premio Molière nel 2000.[4] Secondo il sito ufficiale, a Parigi fu visto da 600.000 spettatori in tre teatri, il Marigny, il Mogador e il Casino de Paris; nel complesso lo spettacolo superò i due milioni di spettatori.[4][5]

Proprio con quello spettacolo entrò nel Guinness World Records: nelle 250 repliche parigine del 2001-2002 eseguì in totale 22.500 cambi d'abito. Il cambio più rapido, da un frac nero a uno bianco sotto gli occhi del pubblico, dura due secondi; il registro gli attribuisce oltre 250.000 cambi in carriera e un guardaroba di più di 350 costumi fatti su misura.[6] Il sito dell'artista riassume il primato come il cambio d'abito più veloce, sotto i due secondi, e parla di cento personaggi interpretati in una sola serata.[3]

Nel 2009 la versione inglese, Change, andò in scena al Garrick Theatre di Londra, da ottobre a gennaio 2010, e fu candidata al Laurence Olivier Award.[4] Seguì Solo, il nuovo one man show: più di sessanta personaggi dentro una casa senza luogo e senza tempo, fatta di ricordi e fantasie, dove ogni stanza racconta un aspetto diverso dell'essere umano, con ombre cinesi, mimo, chapeaugraphie, sand painting, laser e videomapping.[5]

Regista e uomo di spettacolo

Accanto al palcoscenico, Brachetti lavora come regista e direttore artistico. È stato il regista teatrale del trio Aldo, Giovanni e Giacomo fin dagli esordi con lo spettacolo I Corti.[3] Tra le sue produzioni figurano Brachetti che sorpresa, Comedy Magic, il musical Fregoli, Ciak si gira e Gran Varietà Brachetti.[4]

A Torino ha firmato la regia di Fred!, spettacolo scritto e interpretato da Matthias Martelli sul mondo notturno di Fred Buscaglione, con la tromba di Fabrizio Bosso, coprodotto da Enfi Teatro con il Teatro Stabile di Torino e Il Parioli: debuttò al Teatro Carignano il 5 dicembre 2023 e restò in scena fino al 17 dicembre.[7] Con lo stesso Martelli ha tenuto al Polo del '900, nel Torino Fringe Festival 2025, l'incontro Arturo racconta il Varietà.[8]

Ambasciatore del Piemonte e di Torino

Nel luglio 2012 fu scelto per promuovere il Piemonte a New York: per il 17 luglio, nella sede dell'Enit al Rockefeller Center, era annunciato uno spettacolo, primo passo di una collaborazione con la Regione voluta dall'allora assessore al turismo Alberto Cirio, in cui si sarebbe trasformato in trifolao, sommelier e cuoco, ma anche in Cavour, Fellini e Casanova, per raccontare le Langhe e il Roero, Torino e la Reggia di Venaria.[2] Raccontò di parlare spesso, nelle tournée, di Alba, di vino e di tartufi: «Il tartufo è mistero, è ricchezza, è profumo», spiegò, e si disse «orgogliosamente piemontese e torinese».[2]

Il 24 giugno 2023, festa di San Giovanni, il sindaco Stefano Lo Russo gli ha consegnato in Sala del Consiglio comunale di Palazzo Civico il titolo di ambasciatore nel mondo delle eccellenze del territorio torinese, istituito dalla Città nel 2020.[1] Ricevendo la pergamena, Brachetti ha detto:

«Torino è la mia città non solo perché ci sono nato ma perché ho sempre creduto in lei, anche quando era triste e grigia e io, invece, la sognavo a colori.»[1]

Arturo Brachetti, Palazzo Civico, 24 giugno 2023

Nella stessa occasione ha paragonato la città al proprio mestiere: ogni cento anni, o anche meno, Torino «ha cambiato pelle».[1] Nel giugno 2026 è stato tra i volti torinesi intervistati per il Ballo in Bianco, la grande lezione di danza alla sbarra all'aperto in piazza San Carlo.[9]

Riconoscimenti

Oltre al Molière, Brachetti è stato nominato Chevalier des Arts et des Lettres dal ministero della Cultura francese nel 2011 e Commendatore della Repubblica italiana dal presidente Giorgio Napolitano nel 2014.[1][5] Il Magic Circle di Londra gli ha assegnato il David Devant Award per i servizi resi alla magia internazionale.[3][5] Vive a Torino tra una tournée e l'altra.[1]

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Articoli collegati: Alberto Cirio

Fonti

  1. Torinoclick – Città di Torino — 24 giugno 2023
  2. Famiglia Cristiana — 11 luglio 2012
  3. Arturo Brachetti (sito ufficiale)
  4. Arturo Brachetti (sito ufficiale)
  5. Arturo Brachetti (sito ufficiale)
  6. Guinness World Records
  7. Teatro Stabile di Torino — 5 dicembre 2023
  8. Torinoclick – Città di Torino — 15 aprile 2025
  9. Torinoclick – Città di Torino — 6 giugno 2026

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