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Nutella

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Il Post
Dalla pubblicazione di Il Post, 2024-04-20

La Nutella è la crema spalmabile di nocciole e cacao prodotta dal gruppo Ferrero. Fu messa a punto nel 1964 nella fabbrica di famiglia ad Alba, in provincia di Cuneo, dove si produce ancora oggi, e il primo barattolo uscì il 20 aprile di quell'anno[1]. Discende dalla lunga tradizione piemontese del cioccolato con le nocciole, lo stesso filone del cioccolato gianduia e del gianduiotto, ed è diventata uno dei prodotti alimentari italiani più conosciuti al mondo.

Dal Giandujot alla Supercrema

Tutto comincia nel 1946, quando i fratelli Pietro e Giovanni Ferrero si mettono al lavoro nella pasticceria di famiglia ad Alba. Pietro, che gli amici chiamavano «lo scienziato» per la passione per gli esperimenti, era l'inventore; Giovanni il commerciale, a cui si deve la prima rete di vendita su scala nazionale[2]. Nel dopoguerra il cacao era scarso e costoso da importare, mentre le nocciole delle Langhe abbondavano: nacque così una pasta dolce di nocciole, zucchero e poco cacao, venduta a panetto e da tagliare a fette, chiamata Giandujot[1][3]. Il nome richiama Gianduia, la maschera piemontese che il vocabolario Treccani descrive come l'incarnazione del contadino «rozzo di modi, di lingua arguta e di cuore generoso», e che ha dato il nome anche al cioccolato con nocciole finemente macinate[4].

La ricetta divenne poi più morbida e da spalmare, in barattolo: la Supercrema. Sulla data le fonti divergono: il sito del marchio la colloca nel 1951[3], Il Post nel 1949, l'anno della morte di Pietro[5]. Giovanni Ferrero, nipote del fondatore e oggi presidente esecutivo del gruppo[5], ha raccontato così quella ricerca:

«Mio nonno dedicò la sua vita a trovare questa formula e arrivò alla creazione di quella che chiamò semplicemente Supercrema.»

Giovanni Ferrero, «Una storia di famiglia», sito del gruppo Ferrero

La citazione è tratta dalla pagina storica del gruppo[2].

1964: nasce la Nutella

Dopo la morte di Pietro l'azienda passò al fratello Giovanni, alla vedova Piera Cillario e al figlio Michele[1]. Fu Michele, secondo Il Post, a migliorare nel 1962 la Supercrema aggiungendo cacao e burro di cacao; due anni dopo il prodotto cambiò nome, anche perché il governo aveva limitato l'uso dei superlativi nella pubblicità[5]. Il nuovo nome, costruito come un vezzeggiativo all'italiana dell'inglese nut, «nocciola», rispondeva a un'ambizione precisa: Michele Ferrero voleva vendere la crema fuori dall'Italia fin dal primo giorno[1]. Il gruppo lega il 1964 anche alla propria genealogia: Giovanni Ferrero ricorda che la Nutella nacque nel suo stesso anno di nascita[2].

L'espansione fu rapida: nel 1965 il barattolo arrivò in Germania, nel 1966 in Francia, nel 1978 in Australia con il primo stabilimento fuori dall'Europa, vicino a Sydney, e nel 1983 negli Stati Uniti[1][3]. Il logo ha cambiato aspetto una sola volta, quando il marrone chiaro della prima parte della scritta diventò rosso e il carattere divenne un Helvetica; i vasetti di vetro a forma di bicchiere, pensati per essere lavati e riusati in cucina, sono diventati oggetto di collezione. Tra gli slogan storici resta il più ricordato: «Che mondo sarebbe senza Nutella?»[1].

Una multinazionale nata ad Alba

Michele Ferrero guidò l'azienda per oltre mezzo secolo; alla sua morte, il 14 febbraio 2015 a Montecarlo, era considerato l'uomo più ricco d'Italia[6]. Nel 2018 il gruppo produceva circa 365 mila tonnellate di Nutella l'anno e contava 25 stabilimenti nel mondo, quattro dei quali in Italia[5]; nel 2024 la crema si vendeva in 160 paesi ed era prodotta in 11 stabilimenti[1]. Il più grande è a Villers-Écalles, vicino a Rouen, in Normandia: circa 900 addetti e 600 mila vasetti al giorno, un quarto della produzione mondiale. Nel febbraio 2019 fu fermato per precauzione dopo che un semilavorato non aveva superato i controlli di qualità[7].

Attorno al barattolo si è formato un piccolo culto. Il World Nutella Day del 5 febbraio fu lanciato nel 2007 dalla blogger Sara Rosso[8]; per i cinquant'anni, nel 2014, fu emesso un francobollo e nel 2021 una moneta d'argento con il barattolo e lo stabilimento di Alba[1]. Nel novembre 2019 arrivarono in Italia i Nutella Biscuits, prodotti a Balvano, in provincia di Potenza, su una linea costata oltre 120 milioni di euro[9].

Nocciole, olio di palma e critiche

L'etichetta italiana elenca zucchero, olio di palma, nocciole (13%), latte scremato in polvere (8,7%) e cacao magro (7,4%)[1]. L'olio di palma è stato al centro di discussioni sulla salute e sulla sostenibilità, e alcune inchieste hanno chiamato in causa l'azienda per lo sfruttamento di lavoratori migranti, anche minorenni, nella raccolta delle nocciole in Turchia, principale paese produttore; nel 2020 Ferrero ha donato 4 milioni di dollari a un'agenzia delle Nazioni Unite[1].

Il gruppo usa circa un terzo delle nocciole prodotte nel mondo[5]. Il Piemonte ne raccoglie circa 20 mila tonnellate l'anno, meno di Lazio e Campania e lontano dal fabbisogno dell'azienda; per questo il Progetto Nocciola Italia punta a 20 mila ettari di nuovi noccioleti, con l'impegno di Ferrero ad acquistare il 75 per cento del raccolto[10]. Nella Tuscia la corsa al nocciolo ha suscitato opposizione: la regista Alice Rohrwacher ha denunciato: «Il cuore del paesaggio si sta trasformando in una monocoltura perenne che cancella ogni cosa»[10].

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Fonti

  1. Il Post — 20 aprile 2024
  2. Ferrero
  3. Nutella (Ferrero)
  4. Treccani
  5. Il Post — 8 luglio 2018
  6. Il Post — 14 febbraio 2015
  7. Il Post — 21 febbraio 2019
  8. ANSA — 3 febbraio 2020
  9. ANSA — 24 ottobre 2019
  10. Il Post — 23 agosto 2021

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