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Giorgetto Giugiaro

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Il Post
Dalla pubblicazione di Il Post, 2018-08-07

Giorgetto Giugiaro (Garessio, 1938) è un designer di automobili e di prodotti industriali, fondatore nel 1968 a Moncalieri di Italdesign. Formatosi a Torino e cresciuto professionalmente tra la FIAT, Bertone e Ghia, ha firmato alcune delle vetture più diffuse del secondo Novecento, dalla Volkswagen Golf alla Fiat Panda, e resta legato alla città come uno dei nomi che hanno fatto della cintura torinese una capitale mondiale dello stile automobilistico[1][2].

Da Garessio a Torino

Nacque a Garessio, nella provincia di Cuneo, il 7 agosto 1938[3][4]. Veniva da una famiglia di pittori: il nonno Luigi affrescava chiese, il padre Mario alternava la decorazione sacra alla pittura a olio. Trasferitosi a Torino, lasciò gli studi artistici per il disegno tecnico, e fu proprio in una mostra scolastica, nel giugno 1955, che i suoi schizzi attirarono l'attenzione di Dante Giacosa, direttore tecnico della FIAT. Nel settembre dello stesso anno entrò nell'ufficio studi dei veicoli speciali dell'azienda, diretto da Fabio Luigi Rapi[2].

Bertone e Ghia

Nel dicembre 1959 Nuccio Bertone gli affidò la guida del proprio centro stile[2]. Sono gli anni delle granturismo disegnate per piccoli e grandi marchi: tra queste la Aston Martin DB4 GT Jet presentata al Salone di Ginevra del 1961, che Giugiaro avrebbe rivisto solo nel novembre 2025, a Londra[5], e una versione aperta della Bizzarrini 5300, nata dal prototipo disegnato da Giugiaro da Bertone nel 1962 e rimasta in archivio, realizzata soltanto nel 2026 in dieci esemplari e presentata al Festival of Speed di Goodwood[6]. Nel novembre 1965 passò alla direzione della Ghia, dove guidò il centro stile e il reparto prototipi[2].

Italdesign e le auto di tutti

Il 13 febbraio 1968, insieme all'ingegnere Aldo Mantovani, fondò a Moncalieri la società Studi Italiani Realizzazione Prototipi, che sarebbe diventata Italdesign-Giugiaro[2][7]. Il primo grande incarico fu l'Alfasud per Alfa Romeo; negli anni Settanta vennero, per Volkswagen, la Passat, la Scirocco e la prima Golf, oltre all'Audi 80[7]. Nel 1974 disegnò la Pony Coupé con cui Hyundai debuttò al Salone di Torino: il prototipo andò perduto e fu ricostruito nel 2023[8]. Lo stesso anno iniziò il lavoro per la DeLorean: la DMC-12, uscita nel 1981, divenne famosa come l'auto del film Ritorno al futuro[7][3].

A Torino il suo nome è legato soprattutto alle utilitarie FIAT. La Panda del 1980 fu disegnata «in un tempo record» come una compatta a due volumi e due porte con portellone e trazione anteriore[9]; la Uno, presentata nel gennaio 1983 negli Stati Uniti, fu eletta Auto dell'anno 1984 e raggiunse circa nove milioni e mezzo di esemplari prodotti nel mondo[10]. Seguirono la Croma, la Duna e la Punto, e per Lancia la Delta, la Prisma e la Thema[4]. Nel giudizio della Treccani il suo tratto distintivo è una

«linea sobria ed essenzialmente funzionale»

Enciclopedia Treccani, voce «Giugiaro, Giorgetto»

che lo portò a lavorare anche per BMW (la M1), Saab, SEAT e Renault[1]. Con Italdesign, secondo i conti della stampa torinese, firmò oltre duecento modelli per circa cinquanta milioni di veicoli in circolazione[4]; l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale, nel premiarlo, ne ha contati una sessantina di milioni[11].

Oltre l'automobile

Dal 1971 lo studio ebbe una divisione di design industriale, resa autonoma nel 1981 come Giugiaro Design; nel 2003 nacque Giugiaro Architettura[1][7]. Dal suo tavolo sono usciti motociclette, orologi, mobili, macchine fotografiche e perfino un formato di pasta[5], e nel 2003 l'organo della cattedrale di Losanna[4]. Il suo sito biografico riassume così la sua idea del mestiere:

«The role of design is to mediate between man and things»

Giorgetto Giugiaro («il ruolo del design è mediare tra l'uomo e le cose»)

La frase compare accanto ai numeri che la famiglia rivendica: più di trecento progetti e oltre settanta marchi clienti[12]. Per la città ebbe anche un ruolo pubblico: presiedette il comitato promotore della candidatura olimpica che portò alle Olimpiadi invernali di Torino 2006[1], ai cui Giochi collaborò[4].

L'uscita da Italdesign e GFG Style

Nel 2010 Volkswagen rilevò il 90,1 per cento di Italdesign; nel 2015 Giugiaro cedette anche il restante 9,9 per cento e lasciò tutte le cariche[1]. Nel settembre dello stesso anno fondò con il figlio Fabrizio la GFG Style, che ha due sedi a Moncalieri e lavora come centro di ricerca e sviluppo per l'industria dell'auto[2][8]. Italdesign, intanto, è passata nel 2026 sotto il controllo della società UST, con Audi rimasta al 40 per cento e Moncalieri confermata come sede[13].

Riconoscimenti e memoria torinese

Ha ricevuto il Compasso d'Oro alla carriera nel 1984 e per singoli progetti nel 1981, nel 1991 e nel 2004; nel 1999 è stato nominato Cavaliere del lavoro[1] e, nello stesso anno, «Car designer of the century» da una giuria di 120 giornalisti ed esperti internazionali[2]. Nel 2016 ha ricevuto il premio alla carriera dei DesignEuropa Awards, assegnati dallo stesso ufficio europeo[11].

Il Museo Nazionale dell'Automobile gli ha dedicato dal 25 novembre 2016 al 26 febbraio 2017 la mostra «Giugiaro e il suo percorso», con vetture, dipinti e schizzi[14], e gli ha consegnato la prima Matita d'oro, in una serata condotta da Piero Chiambretti davanti a oltre quattrocento invitati[15]. Nel 2025 la sua DeLorean è tornata al centro di «Ritorno al futuro. Prototipi di tempo», mostra con cui il museo si è aperto all'arte contemporanea[16]. Il 29 gennaio 2026, ancora al MAUTO, Giugiaro ha incontrato il capo del design Ferrari Flavio Manzoni in un dialogo pubblico[17], nel quale i due hanno difeso il disegno a mano di fronte alla progettazione virtuale e all'intelligenza artificiale[18].

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Articoli collegati: Italdesign Giugiaro, Museo Nazionale dell'Automobile

Fonti

  1. Treccani
  2. Giorgetto & Fabrizio Giugiaro
  3. Il Post — 7 agosto 2018
  4. Mole24 — 7 agosto 2018
  5. GFG Style — 15 novembre 2025
  6. GFG Style — 8 luglio 2026
  7. Italdesign
  8. GFG Style
  9. Stellantis Heritage
  10. Stellantis Heritage
  11. EUIPO
  12. Giorgetto & Fabrizio Giugiaro
  13. Mole24 — 11 settembre 2026
  14. GFG Style — 26 novembre 2016
  15. GFG Style
  16. Artribune — 11 ottobre 2025
  17. AutoAppassionati — 30 gennaio 2026
  18. GFG Style — 30 gennaio 2026

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