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Italdesign Giugiaro

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Torino Free
Dalla pubblicazione di Torino Free, 2025-03-30

Italdesign Giugiaro, oggi semplicemente Italdesign, è una società di progettazione e ingegneria dell'automobile con sede a Moncalieri, in via Achille Grandi 21, nella città metropolitana di Torino[1]. Fondata nel 1968 da Giorgetto Giugiaro e Aldo Mantovani, ha disegnato e sviluppato alcune delle vetture più diffuse del secondo Novecento, dalla Volkswagen Golf alla Fiat Panda, e il suo fondatore è considerato uno dei maggiori designer di automobili del Novecento[2][3].

La fondazione

Giugiaro, nato a Garessio nel Cuneese nel 1938, aveva lavorato dal 1955 al 1965 come disegnatore tecnico nel centro stile della FIAT, per poi passare alle carrozzerie Bertone e Ghia[3][4]. Nel 1968 decise di mettersi in proprio: la società nacque con il nome di Studi Italiani Realizzazione Prototipi S.p.A. e con sede a Moncalieri[2]. Accanto a lui c'erano l'ingegnere Aldo Mantovani e, secondo la Treccani, un terzo socio, L. Bosio; l'impresa nasceva come società di studi per il settore automobilistico[4]. L'idea che la distingueva dalle carrozzerie tradizionali era quella di offrire alle case costruttrici un servizio completo, riassunto dalla stampa torinese nella formula «creatività, ingegneria e avviamento alla produzione»[5].

Le automobili degli anni Settanta e Ottanta

Il primo grande progetto fu l'Alfasud per l'Alfa Romeo. Per il gruppo Volkswagen lo studio di Moncalieri firmò poi negli anni Settanta la Passat, la Scirocco e la prima Golf, oltre all'Audi 80[2][5]. Seguirono, per la Fiat, la Fiat Panda, la Uno (presentata nel 1983), la Croma, la Duna e più tardi la Punto, e per la Lancia la Delta, la Prisma e la Thema[5][6].

La clientela era internazionale: dai tavoli di Moncalieri uscirono la BMW M1, la Saab 9000, la SEAT Ibiza, la Renault 19 e la Hyundai Lantra[4]. Nel 1981 fu presentata la DeLorean DMC-12, la vettura in acciaio con le porte ad ala di gabbiano che il cinema avrebbe reso celebre con Ritorno al futuro[2][3]. Nel 2018, all'ottantesimo compleanno del fondatore, si calcolava che i modelli di serie nati in Italdesign fossero più di duecento e che circolassero nel mondo circa 50 milioni di veicoli disegnati dallo studio[5]. In quell'occasione Il Post scrisse che Giugiaro è considerato

«uno dei più importanti designer di automobili del Novecento, se non il più importante»

Il Post, 7 agosto 2018

e ricordò che Giugiaro guidò Italdesign fino al 2015[3].

Oltre l'automobile

Dal 1971 lo studio affiancò alle auto una divisione di design industriale, resa autonoma nel 1981 come Giugiaro Design: orologi, elettrodomestici, scarpe e materiale sportivo[4]. Negli anni Ottanta il lavoro si estese al design dei mezzi di trasporto, e nel 2003 nacque Giugiaro Architettura, dedicata ad architettura civile e industriale, interni, nautica e riqualificazione urbana[2][4]. Nel corso della sua storia l'azienda ha ricevuto sette Compassi d'Oro e oltre 390 riconoscimenti internazionali di design[2].

Nel gruppo Volkswagen

Nel 2010 Volkswagen AG acquistò il 90,1 per cento del capitale di Italdesign Giugiaro, facendone il proprio centro italiano di stile e di ingegneria; il controllo passò all'Audi attraverso Automobili Lamborghini[2][5][7]. Lo studio continuò a lavorare anche per altri marchi: al Salone di Ginevra del 2011, dei sette prototipi presentati da Volkswagen, due erano affidati a Giugiaro[8]. Nel 2015 la famiglia Giugiaro cedette all'Audi il restante 9,9 per cento e nel luglio di quell'anno il fondatore si dimise da tutte le cariche[2][4]. Dopo la sua uscita l'azienda ha abbreviato il nome in Italdesign e, dal 2020, si è ridefinita come fornitore di servizi completi, dall'idea alla piccola serie, chiamando i propri dipendenti «ideneers», crasi di idee e ingegneri[2].

L'ingresso di UST e il presente

L'accordo per la cessione della maggioranza alla multinazionale americana a capitale indiano UST, specializzata nella trasformazione digitale, fu annunciato il 10 dicembre 2025; il passaggio fu presentato pubblicamente il 7 settembre 2026[9][10]. Alla vigilia Mole24 stimava per UST una quota tra il 65 e il 70 per cento e una valutazione di circa 150 milioni di euro[9]; l'Audi resta nel capitale con una partecipazione di minoranza, che un successivo articolo della stessa testata indica intorno al 40 per cento, e non sono previsti esuberi[7]. Italdesign mantiene nome e autonomia operativa, e il nuovo socio punta a unire progettazione e intelligenza artificiale[10].

Moncalieri resta il cuore del gruppo, che conta circa 1.200 dipendenti di 21 nazionalità e dieci sedi nel mondo[7]. Nel 2024 i ricavi hanno toccato il record di 332 milioni di euro, scesi a circa 300 milioni nel 2025, per il 90 per cento ancora legati all'automobile[9][7]. L'azienda dichiara più di cento prototipi e oltre trecento modelli di serie realizzati e lavora ormai anche per aerospazio e robotica[1][11]. Con Pininfarina figura tra i nomi del design che sostengono Vehicle Valley Piemonte, il polo per l'auto del futuro presentato a Torino il 27 marzo 2025[12]. Nel settembre 2026, in vista dei sessant'anni di attività che cadranno nel 2028, lo studio è tornato in città per il Salone Auto Torino (11-13 settembre) con prototipi e supersportive[13].

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Fonti

  1. Italdesign
  2. Italdesign
  3. Il Post — 7 agosto 2018
  4. Treccani
  5. Mole24 — 7 agosto 2018
  6. Il Post — 4 febbraio 2025
  7. Mole24 — 11 settembre 2026
  8. Il Post — 28 febbraio 2011
  9. Mole24 — 3 settembre 2026
  10. Italdesign — 7 settembre 2026
  11. Italdesign — 27 agosto 2026
  12. Torino Free — 30 marzo 2025
  13. Italdesign — 24 luglio 2026

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