Italo Calvino
Italo Calvino (Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985) è stato uno scrittore italiano. Nato a Cuba e cresciuto a Sanremo, visse a Torino dagli anni della guerra fino al 1964: vi si laureò, vi lavorò per la casa editrice Einaudi e vi scrisse i primi libri.[1][2]
Gli studi e la Resistenza
Figlio dell'agronomo Mario Calvino, che dal 1936 al 1938 insegnò agronomia tropicale all'Università di Torino, e della botanica Eva Mameli, si iscrisse controvoglia ad Agraria, prima a Torino e poi a Firenze.[1] MuseoTorino colloca il suo trasferimento a Torino nel 1941-1942.[2] Nel 1944 si unì in Liguria ai partigiani della brigata garibaldina «Felice Cascione», con il nome di battaglia «Santiago», e combatté fino all'aprile 1945.[1]
Dopo la Liberazione fu attivista del Partito comunista tra gli studenti torinesi e si iscrisse a Lettere, dove ebbe tra i docenti Nicola Abbagnano e Luigi Pareyson; si laureò il 4 novembre 1947 con una tesi su Joseph Conrad.[1] A Torino strinse amicizia con Cesare Pavese ed Elio Vittorini, e tra il 1948 e l'estate 1949 curò la pagina culturale dell'edizione torinese de «l'Unità», dove fu tra i primi a riconoscere il valore di Primo Levi.[1]
All'Einaudi
All'Einaudi entrò come venditore di libri a rate, poi divenne redattore e responsabile dell'ufficio stampa; in trentacinque anni scrisse circa cinquemila lettere ad autori, traduttori e consulenti, e nel 1980 disse di aver dedicato più tempo ai libri degli altri che ai suoi.[1] Con Vittorini curò la collana dei «Gettoni» e dal 1959 la rivista «il menabò di letteratura»; più tardi ideò la collana «Centopagine».[1][3] Il suo carteggio editoriale è raccolto in «I libri degli altri», pubblicato dall'Einaudi nel 1991.[4]
Scrisse «Il sentiero dei nidi di ragno» in venti giorni per il Premio Riccione, e Giulio Einaudi lo pubblicò nell'autunno 1947; «Il visconte dimezzato» uscì a Torino nel 1952 nei «Gettoni».[1] Lasciò il Partito comunista nell'estate 1957, dopo la crisi del 1956.[1] Con il gruppo torinese Cantacronache scrisse il testo di «Dove vola l'avvoltoio», su musica di Sergio Liberovici, eseguita il 1° maggio 1958 a un comizio della CGIL.[5]
Il Cottolengo e Marcovaldo
«La giornata d'uno scrutatore», pubblicato a Torino nel 1963, è ambientato nel seggio elettorale del Cottolengo: Calvino lo aveva visitato da candidato comunista nel 1953 e vi tornò da scrutatore alle elezioni comunali del 1961.[1][6] Alla fine dello stesso 1963 uscì «Marcovaldo ovvero Le stagioni in città».[1] In quegli anni abitava in via Santa Giulia, nel borgo di Vanchiglia, con vista sul Po.[7]
Dopo Torino
Nell'estate 1964, dopo il matrimonio a Cuba con Esther Judith Singer, si trasferì a Roma, continuando a salire a Torino due volte al mese per il lavoro editoriale; dal 1967 al 1980 visse a Parigi.[1] Colpito da un ictus il 6 settembre 1985 a Roccamare, morì all'ospedale di Siena nella notte tra il 18 e il 19 settembre.[1] A Torino gli è intitolata la Biblioteca civica «Italo Calvino», aperta nel 2008 in lungo Dora Agrigento, nell'ex Conceria Durio.[8]
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Fonti
- Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
- MuseoTorino
- Il Post — 19 settembre 2025
- Giulio Einaudi editore
- Il Post — 5 aprile 2012
- La Voce e il Tempo — 20 ottobre 2023
- Il Sole 24 Ore — 20 gennaio 2023
- MuseoTorino