Thales Alenia Space

Thales Alenia Space è un costruttore europeo di satelliti, moduli abitati e sonde, controllato da Thales (67%) e da Leonardo (33%): con circa 8.000 dipendenti in 14 sedi di sette Paesi, nel 2025 ha registrato ricavi consolidati per 2,36 miliardi di euro[1]. Insieme a Telespazio forma la Space Alliance, il sodalizio tra il gruppo italiano e quello francese nato nel 2005[2]. Per Torino conta per un motivo preciso: nello stabilimento torinese, uno dei quattro siti produttivi italiani dell'azienda, si progettano e si integrano gli ambienti pressurizzati in cui vivono gli astronauti, oltre a satelliti scientifici e sonde di esplorazione[3].
Dallo Spacelab alla Stazione spaziale
La tradizione torinese dei moduli abitati risale agli anni Settanta, quando in città si lavorò alle basi di Spacelab, il primo modulo pressurizzato europeo destinato alla stiva dello Space Shuttle. L'azienda la racconta così: «Il nostro percorso verso l'eccellenza è iniziato negli anni '70, a Torino, studiando come progettare al meglio le fondamenta di Spacelab»[4]. Secondo la stessa ricostruzione, 63 delle 135 missioni dello Shuttle americano hanno portato in orbita hardware sviluppato dai suoi gruppi di lavoro[4].
Il contributo più visibile è quello alla Stazione spaziale internazionale. Tra gli elementi realizzati figurano i Nodi 2 e 3, tre moduli logistici multiuso (MPLM), il modulo permanente PMM, il laboratorio europeo Columbus, la camera di equilibrio Bishop e la Cupola, la finestra panoramica che, nelle parole del costruttore, «è diventata rapidamente uno dei luoghi più amati dagli astronauti, un punto di osservazione privilegiato sulla Terra»[4]. Con il lancio del modulo logistico Leonardo nel marzo 2001 l'Italia divenne la terza nazione, dopo Russia e Stati Uniti, a mandare in orbita un elemento della Stazione; secondo l'Agenzia spaziale italiana oggi oltre il 40 per cento del volume abitabile della ISS è realizzato in Italia[5], mentre secondo la rivista Industria Italiana il solo sito torinese contribuisce a oltre il 50 per cento del volume pressurizzato[3].
Dall'esperienza degli MPLM discendono anche le navette cargo. La sezione pressurizzata dell'ATV, il veicolo automatico europeo che tra il 2008 e il 2015 compì cinque missioni di rifornimento, fu costruita da Thales Alenia Space sulla base del modulo logistico di costruzione italiana[6]. Lo stesso lavoro prosegue con i moduli pressurizzati delle capsule Cygnus, di cui nel 2026 erano in preparazione il ventiquattresimo e il venticinquesimo esemplare[4].
Vivere in orbita significa anche fare i conti con acqua e cibo contati. Cesare Lobascio, responsabile dell'innovazione nei sistemi per le infrastrutture, lo ha spiegato così:
«Cosa significa chilometro zero per le missioni spaziali? Vuol dire pensare un nuovo approccio alla fornitura delle risorse essenziali, un tema che ci lega ai problemi di equilibrio ecologico terrestre»
Secondo lo stesso Lobascio, un astronauta non deve consumare più di 0,6 chili di cibo e 3,5 di acqua al giorno, contro i circa 200 chili d'acqua usati in media da una persona sulla Terra[3].
Marte e le sonde scientifiche
Il secondo filone torinese è l'esplorazione robotica. Nell'agosto 2010 l'ESA estese a Thales Alenia Space Italia, capocommessa del programma ExoMars, un contratto da 98 milioni di euro: all'azienda toccavano tra l'altro il modulo dimostrativo di discesa e atterraggio, l'altimetro radar, il laboratorio analitico e l'integrazione del rover[7]. Nel 2026 i modelli strutturali della missione ExoMars 2028 sono stati integrati a Torino e trasferiti a Cannes per le prime prove, con una campagna destinata a proseguire in città con test di shock, di separazione e prove strutturali statiche; il rover Rosalind Franklin porterà una trivella capace di scendere fino a due metri sotto la superficie marziana, con arrivo previsto nel 2030[8].
Anche il telescopio spaziale Euclid è passato da Torino: il 24 marzo 2022, nello stabilimento cittadino, furono uniti il modulo di servizio e il modulo di carico utile, un'operazione che richiedeva scarti inferiori ai 50 micron nei punti di collegamento[9].
Il ritorno alla Luna
Nel programma Artemis l'azienda fornisce sottosistemi essenziali per tutti e sei i moduli di servizio europei (ESM) della capsula Orion: struttura, controllo termico e componenti per il supporto vitale[10]. Il sistema di controllo termico con i radiatori e il sistema che distribuisce acqua, ossigeno e azoto sono progettati e realizzati negli stabilimenti torinesi[11]. Nel luglio 2026 il comandante di Artemis II Reid Wiseman e la specialista di missione Christina Koch sono venuti a Torino con una delegazione della NASA, nell'ambito di un giro europeo di riconoscimento, e hanno premiato tre dipendenti per il lavoro sul modulo di servizio[12].
Per la stazione lunare Gateway Thales Alenia Space costruisce la struttura primaria e la protezione dai micrometeoriti del modulo HALO, in collaborazione con Northrop Grumman, ed è capocommessa dei moduli europei I-Hab ed ESPRIT[13][10]. Per ESPRIT, affidato con un contratto da 265,5 milioni di euro firmato il 7 gennaio 2021, l'allora direttore dell'esplorazione umana e robotica dell'ESA David Parker dichiarò: «Lo sviluppo del Gateway sta accelerando grazie a questo nuovo contratto e all'esperienza europea»[13]. Sulla superficie lunare l'azienda è partner industriale principale del lander europeo Argonaut e, su incarico dell'Agenzia spaziale italiana, sviluppa il modulo abitativo multiuso MPH[11].
Nel distretto aerospaziale piemontese
Lo stabilimento si inserisce in un settore che pesa sul valore aggiunto del Piemonte più che nella media nazionale: nel rapporto della Banca d'Italia sull'economia regionale del 2025, mentre l'automotive frenava, l'aerospazio è indicato come uno dei comparti più dinamici e più propensi all'innovazione[14]. Nella zona di corso Marche è in progetto la Città dell'Aerospazio, pensata per riunire ricerca, grandi imprese, piccole aziende e laboratori; accanto sorge lo storico campo volo al confine tra Torino e Collegno, inaugurato il 10 luglio 1916: nel maggio 2026 il Politecnico di Torino e l'Aero Club Torino vi hanno formalizzato una nuova convenzione, e la pista potrebbe diventare una componente operativa del nuovo polo[15].
Articoli collegati: Aeroporto di Torino-Caselle, Piemonte
Fonti
- Thales Alenia Space
- Leonardo
- Industria Italiana
- Thales Alenia Space — 3 aprile 2026
- Agenzia Spaziale Italiana
- Agenzia Spaziale Italiana
- ESA — 10 agosto 2010
- Thales Alenia Space — 12 maggio 2026
- Media INAF — 19 aprile 2022
- Report Difesa — 24 agosto 2022
- Thales Alenia Space — 31 marzo 2026
- Thales Alenia Space — 16 luglio 2026
- AstronautiNEWS — 10 gennaio 2021
- TorinoFree — 17 giugno 2026
- Mole24 — 26 agosto 2026