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Subsonica

Aggiornato il 26 settembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Rolling Stone Italia
Dalla pubblicazione di Rolling Stone Italia, 2019-11-19

I Subsonica sono un gruppo musicale nato a Torino nel 1996: una formazione che fonde elettronica, rock e melodie di sintetizzatore e che, partita dalla scena sotterranea cittadina, è diventata una delle band più seguite d'Italia, con un pubblico anche in Europa e in Giappone[1]. In trent'anni hanno pubblicato undici album in studio e cambiato un solo componente, e il loro nome è rimasto legato alla città in cui sono nati[1][2].

Gli anni dei Murazzi e dei centri sociali

La prima formazione riuniva cinque musicisti: Samuel alla voce, Max Casacci alla chitarra, Boosta alle tastiere, Pierfunk al basso e Ninja alla batteria[2]. La Treccani li registra con i cognomi: Romano, Casacci, Dileo, Matta e Peretti Griva[1]. Il primo album, intitolato semplicemente Subsonica, uscì il 24 maggio 1997 per l'etichetta Mescal[2].

Era un'Italia senza social network, in cui i centri sociali erano luoghi di controcultura frequentati da migliaia di giovani e i Murazzi del Po richiamavano ragazzi da tutto il Paese[3]. Samuel ha poi letto quella stagione come una risposta a un periodo buio: in quegli anni, ha ricordato, a Torino la gente lavorava in fabbrica, restava a casa oppure si distruggeva con l'eroina, e quegli spazi «hanno dato la possibilità alle comunità di rifiorire»[4]. Max Casacci ha riassunto il legame con la città in una frase[4]:

«Se non fossimo di Torino sarebbe stata un'altra storia, o non ci sarebbe stata affatto una storia…»

Max Casacci, intervista a Rolling Stone Italia, 2026

Microchip emozionale e Sanremo

La svolta nazionale arrivò con il secondo disco, Microchip emozionale, pubblicato nell'agosto 1999 e trainato dal singolo Colpo di pistola[3][1]. L'anno successivo la band salì sul palco del Festival di Sanremo con Tutti i miei sbagli, e il disco fu ristampato con l'aggiunta di quel brano[3]. Vent'anni dopo, nel novembre 2019, l'album è tornato in una nuova versione, Microchip temporale, riletta con alcuni protagonisti della scena di oggi, da Cosmo a Willie Peyote, più Elisa, esordiente negli stessi anni del gruppo[3]. Casacci ne ha tratto un bilancio: la vicenda del gruppo, disse, ha dimostrato «a tanti ragazzi che fare seriamente musica in Italia si può»[3].

Casasonica, Vanchiglia e il nuovo basso

Nel 2004 il gruppo creò una propria struttura, Casasonica, al tempo stesso studio di registrazione ed etichetta per i propri esperimenti musicali, che accolse poi anche altri gruppi come Sikitikis e Gem Boy[2]. Negli anni Duemila fu anche uno spazio di comunità; la sua erede è Andromeda, studio ricavato nel piano interrato di un palazzo di Vanchiglia, il quartiere stretto tra il centro, il Po e la Dora, dove sono nati gli ultimi dischi, tra registratori a nastro ed effetti analogici[4]. A due isolati c'è la sede del centro sociale Askatasuna[4].

La formazione originale durò fino al 1999; da Amorematico (2002) al basso c'è Vicio (Luca Vicini) al posto di Pierfunk[2][1]. Nel 2004 il gruppo passò dalla Mescal alla EMI, un cambio accompagnato, secondo Mole24, da diversi problemi e denunce reciproche[2]. Seguirono Terrestre (2005), L'eclissi (2007), Eden (2011), Una nave in una foresta (2014), 8 (2018) e Mentale strumentale (2020)[5].

Il gruppo e la città

I Subsonica intervengono spesso nelle vicende cittadine. Nel novembre 2012, quando diversi locali dei Murazzi furono sigillati per irregolarità edilizie, furono tra i primi a opporsi: la chiusura, sostenevano, nasceva dalle proteste di pochi residenti per il rumore dei fine settimana, mentre la vita notturna del lungofiume era per Torino un valore aggiunto, fonte di lavoro e di richiamo internazionale[6]. Con loro si schierarono Linea 77, Africa Unite, Negrita e il rapper Ensi, e la pagina Facebook «Salvare i MURAZZI» superò in pochi giorni gli undicimila iscritti[6].

Dopo lo sgombero di Askatasuna, il 18 dicembre 2025, la band scrisse che Torino reagiva infastidita a quella che percepiva come «una pesante intrusione militarizzata motivata dallo sgombero di Askatasuna», e aggiunse: «Chi tenta di applicare qui regole che altrove sembrano offrire facili risultati, resta con niente in mano»[7]. Casacci, in un post personale, descrisse Vanchiglia svegliata con strade bloccate, due scuole chiuse e una colonna di camionette, criticò la revoca, imposta dalla Prefettura, del patto di collaborazione per restituire l'edificio al quartiere e chiese alla Città di non farsi forzare la mano da chi non distingue tra ordine pubblico e desertificazione sociale[7].

Cinema, palasport e trent'anni

Per Adagio di Stefano Sollima, presentato alla Mostra di Venezia, il gruppo ha scritto la colonna sonora[8], che nel 2024 gli è valsa il David di Donatello per il miglior musicista[1]. La proposta di Sollima ha inciso sulla nascita del decimo album, Realtà aumentata, uscito il 12 gennaio 2024[9][1] e mixato a Londra da Marta Salogni[8]. Il singolo che lo anticipava, Pugno di sabbia, racconta un Paese intrappolato in «un passato che non passa mai» e i ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri, senza diritto di cittadinanza; il tour nei palazzetti si chiuse il 13 aprile 2024 al Pala Alpitour, oggi Inalpi Arena[8]. Boosta ha distinto il successo dalla popolarità: «Il vero successo è essere ancora qui dopo ventisette, ventotto anni a fare quello che ci piace»[9].

Il trentennale è stato festeggiato nel 2026. L'undicesimo album, Terre rare, è uscito il 20 marzo[4]: per scriverlo, ha raccontato Samuel, la band ha viaggiato, mentre di solito immagina «stando fermi», una cosa «molto torinese», come i romanzi d'avventura di Emilio Salgari[4]. Tra fine marzo e il 4 aprile il gruppo ha tenuto quattro concerti esauriti di circa tre ore alle OGR, con scalette diverse ogni sera[10]. Sul palco sono saliti Willie Peyote, la cantante italo-palestinese Tara, Veronika e il bassista delle origini, Pierfunk, per un breve set dedicato al primo disco[10]. La festa si è allargata alla città: un tram trasformato in discoteca itinerante, come nel video di Discolabirinto, una mostra immersiva, fotografie dei concerti sotto i portici di via Po e codici QR sparsi per Vanchiglia; Samuel ha aperto la parte dedicata agli esordi con un «Benvenuti nel 1996»[10].

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Fonti

  1. Treccani
  2. Mole24 — 25 maggio 2015
  3. Rolling Stone Italia — 19 novembre 2019
  4. Rolling Stone Italia — 14 febbraio 2026
  5. Subsonica (sito ufficiale)
  6. Mole24 — 24 novembre 2012
  7. Rolling Stone Italia — 22 dicembre 2025
  8. Rolling Stone Italia
  9. Rolling Stone Italia
  10. Rolling Stone Italia — 4 aprile 2026

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