Piero Angela

Piero Angela (Torino, 22 dicembre 1928 – Roma, 13 agosto 2022) è stato un giornalista, conduttore televisivo e divulgatore scientifico, per settant'anni una delle voci più riconoscibili della Rai. Creatore di Quark e di Superquark, autore di quasi quaranta libri e tra i fondatori del CICAP, ha portato la scienza nella prima serata della televisione italiana[1][2]. Nato e cresciuto a Torino, vi ha vissuto la giovinezza tra i licei cittadini, il Politecnico e i locali jazz del dopoguerra.
L'infanzia torinese e la clinica del padre
Era figlio di Carlo Angela, medico psichiatra di orientamento antifascista, che gli trasmise la passione per la scienza[2][3]. Durante la seconda guerra mondiale il padre dirigeva una clinica psichiatrica a San Maurizio Canavese, nel Canavese, e vi nascose numerosi ebrei perseguitati, registrandoli con nomi falsi e false diagnosi e insegnando loro a fingersi malati di mente[4]. Nel febbraio 1944 Carlo Angela fu sospettato e interrogato, e rischiò la fucilazione; se la cavò grazie all'intervento di un nobile piemontese ospite della clinica presso il comandante fascista. Nel 2001 lo Yad Vashem di Gerusalemme lo ha riconosciuto «Giusto tra le Nazioni»[4]. Per sfuggire ai bombardamenti, negli anni della guerra la famiglia visse proprio in quella casa di cura fuori città[3].
Di questa storia il figlio parlò tardi e poco. Dopo la sua morte il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ricordò che «questa storia Piero Angela l'ha raccontata tardivamente e con grandissima sobrietà, senza vantarsi»[4].
Scuola, Politecnico e jazz
A Torino frequentò il liceo classico Vittorio Alfieri e poi si iscrisse al Politecnico, che abbandonò quando fu assunto in Rai[5]. A scuola, per sua stessa ammissione, si annoiava e studiava il minimo indispensabile; la vera passione era il pianoforte, studiato anche al conservatorio[2][3]. Da ventenne si esibiva nelle jam session dei locali torinesi con un nome d'arte all'americana, «Peter Angel» secondo Il Post, «Peter Angela» secondo Sapere.it[3][5]. Con quest'ultimo nome lo ricordava anche Toni Lama, protagonista della stagione dello Swing Club torinese, dove Angela veniva a suonare il vibrafono[6]. Nel 1948 Sergio Bernardini lo scritturò per la serata inaugurale della Capannina di Viareggio[5]. Il jazz non lo abbandonò mai: tra gli ultimi progetti portati a termine, nel 2022, c'era un disco di jazz al pianoforte[2].
Dalla radio al telegiornale
Entrò in Rai nel 1952 come collaboratore del Giornale Radio, occupandosi inizialmente di programmi sulla storia del jazz[5][2]. Passò poi al Telegiornale come corrispondente da Parigi e da Bruxelles e lavorò come inviato in Yemen, Israele, Iraq e Vietnam[5][2]. Nel 1968 passò alla conduzione del Telegiornale nazionale delle 13.30 e nel 1976 fu il primo conduttore del neonato TG2[5][2].
La svolta però era già avvenuta. Il debutto come divulgatore era arrivato nel 1969 con Il futuro nello spazio; nel 1971 condusse Destinazione uomo, una delle prime trasmissioni italiane di divulgazione scientifica pensate per il grande pubblico[5][7]. La scelta la spiegò così:
«Avevo capito che quello che veramente mi interessava fare era occuparmi non di dieci notizie al giorno, ma di una notizia per un anno»
La frase è riportata nel ritratto pubblicato da Il Post per i suoi novant'anni[3].
Quark, Superquark e la divulgazione
Quark andò in onda per la prima volta nel 1981 e la prima puntata fu seguita da nove milioni di spettatori[2]. Il nome fu scelto tra una cinquantina di proposte, nel senso di «andare dentro le cose»[3]. La serie durò fino al 1989 e nel 1995 lasciò il posto a Superquark, che condusse fino al 2022; accanto nacquero numerosi programmi derivati, da La macchina meravigliosa, dedicata al corpo umano e da lui considerata la sua preferita, fino a Superquark+ su RaiPlay[1][2][5]. In tutto condusse più di trenta programmi e scrisse quasi quaranta libri, molti con il figlio Alberto, anch'egli divulgatore[2]. Tra i titoli, Nel cosmo alla ricerca della vita (1980), La macchina per pensare (1983), Dietro le quinte della Storia con Alessandro Barbero (2012) e l'autobiografico Il mio lungo viaggio (2017)[1].
Il suo metodo lo riassumeva in poche parole: «Divulgare significa semplicemente tradurre», diceva, e insisteva che «la serietà debba essere nei contenuti, non nella forma»[8][3]. Da musicista, voleva che anche la scrittura avesse un ritmo[3].
Il CICAP e il pensiero critico
Nel 1989 fu tra i fondatori e l'ideatore del CICAP, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze, associazione senza scopo di lucro con sede a Padova[5][9]. Per decenni rifiutò ogni carica, definendosi semplicemente «uno del CICAP»; il 16 maggio 2016 il consiglio direttivo e l'assemblea dei soci lo nominarono all'unanimità presidente onorario, poco dopo che Padova gli aveva conferito la cittadinanza onoraria[9].
Riconoscimenti e morte
Ricevette otto lauree honoris causa[5][8]. Nel 2001 fu nominato commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana su iniziativa del presidente della Repubblica[10]; nel 2004 divenne grande ufficiale e nel 2021 cavaliere di gran croce[1]. Fuori dallo studio era appassionato di scacchi e tifoso della Juventus[7].
Morì a Roma il 13 agosto 2022, a 93 anni; la notizia fu data dal figlio Alberto con le parole «Buon viaggio papà»[8][1]. Il presidente Sergio Mattarella lo ricordò come un intellettuale raffinato che aveva reso cultura e scienza accessibili a un pubblico sempre più ampio[2]. Lasciò un messaggio di congedo al pubblico, che si chiude così:
«Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese. Un grande abbraccio»
Il testo, scritto nei giorni precedenti, fu reso pubblico il giorno della morte[2]. Anche nel tempo romano della carriera Angela restò legato alla sua regione d'origine: la provincia torinese era il luogo dell'infanzia, della guerra passata nella clinica paterna e dei primi concerti.
Pagine che rimandano qui
Fonti
- Treccani
- Il Post — 13 agosto 2022
- Il Post — 22 dicembre 2018
- AGI — 16 agosto 2022
- Sapere.it (De Agostini)
- Online-Jazz.net — 18 dicembre 2015
- Quotidiano.net
- Il Fatto Quotidiano — 13 agosto 2022
- CICAP — 16 maggio 2016
- Presidenza della Repubblica — 30 maggio 2001