Marcia No Tav Sant'Ambrogio-Avigliana del 3 ottobre 2026
La marcia No Tav del 3 ottobre 2026 si è svolta da Sant'Ambrogio di Torino ad Avigliana, in Val di Susa, per protestare contro la realizzazione della nuova tratta ferroviaria di raccordo Avigliana-Orbassano, parte del progetto della linea Torino-Lione. Alla manifestazione ha partecipato l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino, oggi deputata del Movimento 5 Stelle, che ha ribadito l'opposizione del partito all'opera, contestandone l'aumento dei costi e i ritardi e definendo la Torino-Lione «un pozzo senza fondo».[1]
La manifestazione
Alla marcia pacifica hanno preso parte numerosi esponenti del cosiddetto «campo largo» piemontese, tra cui il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, oltre a diversi sindaci della Valle di Susa e a esponenti locali del Partito Democratico, come il consigliere di Casellette Pacifico Banchieri.[2]
Reazioni politiche
La presenza di Appendino e Grimaldi alla marcia ha riacceso le distanze tra il Movimento 5 Stelle e il Pd torinese, favorevole alla realizzazione della Torino-Lione, in un momento in cui il centrosinistra discute una possibile alleanza in vista delle elezioni comunali di Torino.[1]
Il vice-ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha definito «assurda» la presenza di esponenti del campo largo alla marcia, sostenendo che gli stop ai cantieri causati dalle proteste No Tav costerebbero circa 200 milioni di euro all'anno, principalmente per il fermo cantieri e il sistema di sicurezza. Rixi ha inoltre ricordato l'assalto No Tav del 25 luglio precedente, che aveva spinto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio a partecipare a un presidio «Sì Tav» in piazza Palazzo di Città a Torino.[2]
Contesto dell'opera
Secondo i dati riportati, a dieci anni dall'inizio dello scavo del tunnel di base sul versante francese a Saint-Martin-la-Porte, i lavori complessivi della Torino-Lione risultavano avanzati al 30,2%, con poco più di 49 chilometri scavati sui 164 complessivi previsti, che scendono a 21 se si considera il solo tunnel ferroviario di base.[2]
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Fonti
- La Stampa — 3 ottobre 2026
- CronacaQui Torino — 3 ottobre 2026