Alessandro Baricco

Alessandro Baricco è uno scrittore, saggista e uomo di teatro nato a Torino nel 1958, autore di romanzi tradotti in molti paesi come Oceano mare, Seta e City e del monologo Novecento.[1][2] Nella sua città ha fondato nel 1994 la Scuola Holden, dedicata all'arte di raccontare, di cui è tuttora preside; dal 2024 la scuola appartiene interamente a Feltrinelli, ma Baricco ne resta preside e consigliere di amministrazione a vita.[3]
Formazione e critica musicale
Laureato in filosofia con una tesi in estetica, Baricco esordì come saggista nel 1988 con un libro dedicato a Gioachino Rossini.[2] Negli stessi anni lavorava come critico musicale per la Repubblica, per poi passare a La Stampa come editorialista culturale; accanto alla scrittura ideava programmi radiofonici e televisivi di musica e letteratura.[1] In televisione comparve in trasmissioni culturali come L'amore è un dardo, sull'opera lirica, e Pickwick, dedicata ai libri.[2]
I romanzi
Il primo romanzo, Castelli di rabbia, uscì nel 1991; seguirono Oceano mare (1993), Seta (1996), City (1999), Senza sangue (2002), Questa storia (2005) ed Emmaus (2009), e poi Mr Gwyn (2011), Tre volte all'alba (2012), Smith & Wesson (2014) e Abel (2023).[1] Il primo romanzo, pubblicato da Rizzoli, vinse il Premio Selezione Campiello e il Prix Médicis Étranger; i libri successivi, tutti tradotti all'estero, furono recensiti da testate come il Guardian, il New York Times, Libération e Le Monde.[2] La sua prosa, riconoscibile ed evocativa, gli ha dato un raro equilibrio tra qualità letteraria e grande successo di pubblico.[1] Con Abel, pubblicato da Feltrinelli, Baricco è tornato sulla scena come lettore: nello spettacolo Abel Concerto ha portato nei teatri italiani alcune pagine del libro con tre musicisti, Cesare Picco, Roberto Tarasco e Nicola Tescari, divise in quattro parti chiamate «song».[4]
Novecento e il teatro
Novecento fu scritto nel 1994 per l'attore Eugenio Allegri, che lo portò in scena con la regia di Gabriele Vacis e lo recitò per decenni.[5] Dal monologo del pianista nato su un transatlantico Giuseppe Tornatore trasse il film La leggenda del pianista sull'oceano.[2] Quando Allegri morì improvvisamente nel maggio 2022, Baricco lo ricordò in un testo pubblicato dal Post:
«Scrivo queste righe con un'immensa fatica perché, tra le tante altre cose, Eugenio era anche l'attore per cui ho scritto Novecento»
Nello stesso testo scrisse che Allegri recitò Novecento così tante volte che nessuno conosceva quella storia come lui.[5] Baricco ha lavorato in teatro anche come autore, regista e interprete, con i reading di Totem e con una riscrittura dell'Iliade.[2]
La Scuola Holden
La Scuola Holden nacque nel 1994 da un gruppo di cinque amici trentenni, in un momento in cui in Italia l'insegnamento della scrittura era considerato poco serio; il nome viene da Holden Caulfield, il protagonista del Giovane Holden di Salinger.[6] Per vent'anni la scuola occupò una piccola palazzina liberty vicino al Po, grande quanto un paio di campi da tennis, e vi si diplomarono oltre trecento allievi. Nel 2013 si trasferì nella Manica degli Obici, un'antica fabbrica di munizioni concessa dal Comune in piazza Borgo Dora 49, a ridosso di Porta Palazzo: il nuovo campus fu inaugurato il 14 settembre 2013 con una lezione serale dell'architetto Renzo Piano e i fuochi d'artificio.[6]
L'idea che regge la scuola è che tutte le forme del racconto abbiano una radice comune:[7]
«Siamo convinti che un romanziere, uno sceneggiatore, un giornalista o un inventore di videogiochi siano, prima di tutto, narratori.»
Per questo l'insegnamento non ha cattedre né esami tradizionali, ma è organizzato in college tematici, dal cinema al reportage e alla serialità, e chi studia una forma narrativa frequenta anche le altre.[7] Feltrinelli, entrata nella società con il 25,1 per cento, salì al 51,5 per cento nel 2019, anno in cui la Holden divenne anche un ateneo con un corso di scrittura equipollente a una laurea triennale in Discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo; nel febbraio 2024 l'editore ha rilevato il 100 per cento delle quote.[3]
Il saggista della mutazione
Dagli anni Duemila Baricco ha affiancato ai romanzi saggi sul cambiamento culturale: I barbari. Saggio sulla mutazione, Una certa idea di mondo, le Palladium Lectures e The Game, dedicato alla rivoluzione digitale.[8] In The Game (2018) sostiene che molte proteste contro la rivoluzione digitale esprimono un bisogno di indignarsi più forte degli argomenti a sostegno, e lo riassume così: «La vostra voglia di incazzarvi è molto maggiore degli argomenti che avete per farlo».[9] Nel gennaio 2019 un suo lungo articolo su la Repubblica dedicato alla rottura del patto tra élite e gente comune, in cui chiamava in causa anche internet e i social network, suscitò un ampio dibattito.[10] Nel 2005 è diventato socio di Fandango Libri.[2]
Torino e il Toro
Baricco vive a Torino, e nel salotto della sua casa torinese è stato registrato nel 2023 il lungo podcast-intervista Wild Baricco, realizzato con Matteo Caccia per il Post e Feltrinelli; tra le passioni che vi racconta c'è quella per il «Toro».[11] Tifoso del Torino, il 21 settembre 2025 pubblicò sui social una propria foto con la maglia granata e una bandiera con la scritta «Cairo vattene», scattata al corteo dei tifosi che contestavano il presidente Urbano Cairo prima della partita Torino-Atalanta.[12]
Riconoscimenti
Nel 2020 ha ricevuto il Premio Campiello alla carriera e nel 2024 il Premio speciale Lattes Grinzane.[1] Nel 2008 ha diretto il suo primo film, Lezione ventuno, e ha partecipato al progetto Mondi al limite sul lavoro di Medici Senza Frontiere.[1]
Pagine che rimandano qui
Fonti
- Treccani
- Feltrinelli Editore
- Il Post — 9 febbraio 2024
- Il Post — 12 dicembre 2024
- Il Post — 8 maggio 2022
- Scuola Holden
- Feltrinelli Editore
- Feltrinelli Editore
- Il Post — 21 ottobre 2018
- Il Post — 15 gennaio 2019
- Il Post — 8 dicembre 2023
- Il Post — 21 settembre 2025