Righeira

I Righeira sono il duo pop torinese formato da Johnson Righeira, al secolo Stefano Righi, e da Michael Righeira: nati nella Torino operaia, tra il 1983 e il 1985 portarono al successo con Vamos a la playa e L'estate sta finendo due dei successi estivi più ricordati della musica italiana[1][2]. Dietro i ritornelli da juke-box c'erano un gusto per la provocazione nato nel punk e testi più cupi di quanto il pubblico dell'epoca avesse notato[1].
Una città grigia e una lista chiamata «Banana»
Johnson ricorda la Torino della sua adolescenza come una città «molto grigia», una sorta di dormitorio per chi lavorava alla FIAT[1]. Negli anni di scuola si considerava già un situazionista in formazione: con altri studenti presentò alle elezioni del consiglio d'istituto una lista chiamata «Banana», con un programma volutamente surreale, e come materiale di propaganda comprò al mercato 27 chili di banane da distribuire davanti alla scuola come fossero volantini; la lista conquistò un seggio[1]. Dello stesso periodo è una fanzine punk, dalla quale nacque il progetto di una rivista con un 45 giri allegato: la rivista non uscì, il disco sì, nel 1980[1].
Il nome d'arte comune alimentò a lungo la convinzione che i due fossero fratelli. Johnson l'ha spiegato così[2]:
«Nauseati dal nostro rapporto di amicizia, decidemmo di diventare fratelli. La gente ci credeva e continua a crederci tutt'oggi.»
«Vamos a la playa» e i fratelli La Bionda
La svolta arrivò due anni dopo quel primo 45 giri, con l'incontro con i produttori Carmelo e Michelangelo La Bionda[1]. Ascoltato il primo provino di Vamos a la playa, i due ne intuirono il potenziale, ma per farlo funzionare vollero renderlo più allegro[1]. Johnson non ha mai sminuito il loro ruolo: «I Righeira, senza i fratelli La Bionda, sarebbero rimasti nelle cantine»[1].
Il brano, cantato in spagnolo su una base elettronica, uscì nel 1983: nella classifica annuale italiana di quell'anno è terzo, dopo aver raggiunto il primo posto delle vendite settimanali[3]. Sotto il ritmo da spiaggia, però, il testo descriveva uno scenario apocalittico, e al momento dell'uscita quasi nessuno se ne accorse[1]. Il riconoscimento arrivò tardi, come ha ricordato lo stesso autore[1]:
«La critica musicale ci sottovalutò parecchio, per poi, dopo qualche decennio, tornare a prendere in esame testi come quello di Vamos a la playa.»
Johnson ha datato a una ventina d'anni il ritardo con cui la critica tornò su quelle canzoni, parlando di un disinteresse vissuto «con mia grande sofferenza»[1].
«L'estate sta finendo» e il Festivalbar 1985
Nel 1985 il duo tornò in vetta con L'estate sta finendo, ancora prodotta dai La Bionda per la CGD[4]. Il settimanale statunitense Billboard, nella sua corrispondenza dall'Italia dell'ottobre 1985, registrò che i Righeira avevano vinto con quel brano il Festivalbar, la manifestazione estiva la cui classifica si basava sui passaggi nei juke-box di tutto il paese[4]. Il singolo è nono nella classifica annuale italiana del 1985, con il primo posto raggiunto nelle vendite settimanali[5].
L'uscita non era stata scontata: la casa discografica temeva che una canzone sulla fine dell'estate, lanciata a fine primavera, potesse mettere di cattivo umore il pubblico. Secondo Johnson accadde il contrario, e il brano restò nel tempo[2], al punto che ogni anno, sul finire della stagione, torna a circolare la formula «come dicevano i Righeira»[2].
Due anni più tardi il nome del duo comparve in un contesto inatteso: per la 30ª edizione dello Zecchino d'Oro, nel 1987, l'Antoniano di Bologna acquisì quattro brani da cantautori noti, e tra questi figurano i Righeira, accanto a Toto Cutugno, Riccardo Fogli e Pupo[6].
Separazioni, ritorni e strade diverse
Il duo si sciolse una prima volta nel 1992 e si ricostituì nel 1999; la seconda separazione, per scelte artistiche divergenti e mancanza di sintonia, risale al 2015, come raccontò Johnson l'anno seguente[2]. Sulla possibilità di un nuovo ritorno, nel 2025 si è limitato a dire che allo stato attuale gli pare impossibile, senza escludere che un giorno possano presentarsi le condizioni[1].
Da solista Johnson ha continuato a incidere e collaborare. Nell'ottobre 2016 è uscito Sembra impossibile, scritto con il cantautore Nevruz, conosciuto sul set di un film a Monfalcone: secondo il racconto dei due, Nevruz era arrivato da Modena a Torino con la chitarra per sostenere l'amico in un momento difficile, e da quella visita nacque il ritornello[7]. Nel 2019 ha ritrovato i La Bionda per Formentera, da lui definita un «anti tormentone»[8].
Torino, la politica e il Canavese
Il legame con la città è rimasto anche fuori dal palco. Al corteo torinese del Primo Maggio 2016 Johnson sfilò con lo spezzone del Partito Comunista, accanto al filosofo Gianni Vattimo e a Marco Rizzo, allora candidato sindaco alle elezioni comunali per la Città di Torino; la cronaca locale annotò che i commenti in rete alla sua presenza erano stati carichi di ironia e simpatia[9]. Nello stesso periodo una sua canzone del 1985 era tornata popolare perché adottata come coro dai tifosi del Napoli, e lui aveva risposto esibendosi con sostenitori della Juventus[9].
Oggi Johnson vive nel Canavese, dove ha fondato la Kottolengo Recordings & Wines, al tempo stesso etichetta discografica e marchio del vino che produce, affiancata da una linea di magliette con frasi dei suoi testi; nel 2025 ha pubblicato il singolo Chi troppo lavora (non fa l'amore)[1].
Pagine che rimandano qui
Fonti
- Rolling Stone Italia — 6 agosto 2025
- Soundsblog — 26 settembre 2016
- Hit Parade Italia
- Billboard — 12 ottobre 1985
- Hit Parade Italia
- Zecchino d'Oro – Antoniano
- Rockol — 11 ottobre 2016
- Newsic — 14 agosto 2019
- Nuova Società — 2 maggio 2016