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Galleria Subalpina

Aggiornato il 3 ottobre 2026

La Galleria Subalpina, in origine Galleria dell'Industria Subalpina, è il passaggio coperto che collega piazza Castello a piazza Carlo Alberto, con ingresso anche da via Battisti 11; progettata nel 1873 da Pietro Carrera e aperta nel 1874, è una versione più raccolta della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano.[1]

Il progetto

Il nome rende omaggio alla banca che promosse l'opera, la Banca dell'Industria Subalpina; nei disegni di progetto la galleria è chiamata «bazar» e doveva collegare piazza Castello con le Poste, trasferite in piazza Carlo Alberto.[2] Il salone ha due piani, con il ferro e il vetro soprattutto nelle nervature della volta, e il pavimento poggia su undici archi, sotto i quali fu ricavato il salone del caffè-concerto Romano.[1][2] Carrera aveva previsto al centro un giardino, richiamato in tempi recenti dalle aiuole.[1]

I locali

All'ingresso su piazza Castello sta dal 1875 il caffè Baratti & Milano.[3] Nel sottopiano, dove il Salone Romano ospitava spettacoli dal 1898, aprì nel 1905 un cinematografo, dal 1911 Cinema Romano: il Nuovo Romano è oggi la sala cinematografica più antica di Torino.[1] La libreria antiquaria «La Casa del Libro» vi aprì nel 1926.[4] Nella galleria sono stati girati film come «Quattro mosche di velluto grigio» di Dario Argento e «La donna della domenica» di Luigi Comencini.[5]

La guerra e oggi

Il bombardamento dell'8 agosto 1943 colpì il lato est e danneggiò gravemente la copertura di vetro, il cinema e il caffè; la galleria fu ricostruita con alcune varianti.[6][1] Nel 2024 il fondo Blackstone, che l'aveva acquisita nel 2021, l'ha venduta per circa 40 milioni di euro; nel febbraio 2025 l'ha comprata una famiglia di imprenditori delle Langhe, con un progetto di eventi culturali.[7][5] Dal 20 gennaio 2025 vi si è trasferita la Libreria Luxemburg.[8]

Articoli collegati: Baratti & Milano

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Fonti

  1. MuseoTorino
  2. MuseoTorino
  3. MuseoTorino
  4. MuseoTorino
  5. Torino Cronaca — 28 febbraio 2025
  6. MuseoTorino
  7. Torino Cronaca — 19 dicembre 2024
  8. Gazzetta d'Alba

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