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Esposizione internazionale dell'industria e del lavoro (1911)

Aggiornato il 3 ottobre 2026

L'Esposizione internazionale dell'industria e del lavoro si tenne a Torino nel 1911, per il cinquantenario dell'Unità d'Italia, al Parco del Valentino; vi presero parte 37 nazioni, dall'Argentina al Venezuela, e i visitatori furono più di sette milioni.[1] Nella serie delle esposizioni torinesi viene dopo quelle del 1884 e del 1898 e prima di quella del 1928.[2]

Le date

Fu inaugurata il 29 aprile 1911 alla presenza di Vittorio Emanuele III e aperta al pubblico dal giorno dopo; la chiusura è datata al 19 novembre 1911 dal testo di MuseoTorino e dalla Treccani, mentre l'intestazione della stessa scheda di MuseoTorino indica il 31 ottobre.[1][2]

L'organizzazione

Il Comitato generale era presieduto dal sindaco Secondo Frola; il Comitato esecutivo era diretto da Tommaso Villa, che aveva già organizzato le esposizioni del 1884 e del 1898.[1][3] Il progetto generale fu di Pietro Fenoglio, Stefano Molli e Giacomo Salvatori di Wiesenhoff.[1] L'area era di 1.200.000 metri quadrati, 350.000 dei quali coperti da padiglioni, e si allargò alla sponda destra del Po fino al Pilonetto, raggiunta con un ponte provvisorio; l'ingresso era presso il ponte Umberto I, che per l'occasione ricevette quattro gruppi scultorei allegorici.[1][3]

I padiglioni

I padiglioni erano effimeri, in legno e gesso: tra gli altri quelli della Moda, dell'Elettricità, della Regia Marina, delle Poste e Telegrafi, dell'Agricoltura, dell'Oreficeria, delle macchine, del materiale ferroviario e dell'Aeronautica.[1] Solo il Palazzo del Giornale, detto anche dei Giornali, fu costruito per durare: una struttura neobarocca in cemento armato sistema Hennebique, con una facciata di 105 metri e un salone a cupola alto 23 metri, dove si esponevano la stampa e la fabbricazione della carta; da esso nacque il complesso di Torino Esposizioni.[1][4]

Per l'esposizione fu costruito anche lo Stadium, il primo impianto sportivo multifunzionale della città, demolito durante la Seconda guerra mondiale; sulla sua area sorse poi la sede del Politecnico in corso Duca degli Abruzzi.[3][2][6]

La memoria

I padiglioni furono fotografati da Gian Carlo Dall'Armi; nel 2011, per il centenario, la Città ha presentato un album dedicato alla vetrina della Torino «capitale manifatturiera».[5]

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Fonti

  1. MuseoTorino
  2. Treccani, Enciclopedia Italiana
  3. MuseoTorino
  4. Biblioteche civiche torinesi
  5. Città di Torino, Ufficio stampa — 20 dicembre 2011
  6. MuseoTorino

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