Eiffel 65

Eiffel 65 è il gruppo eurodance nato a Torino alla fine degli anni Novanta dall'incontro di tre musicisti attivi in città: il cantante e autore Jeffrey Jey, il tastierista e compositore Maurizio «Maury» Lobina e il dj e produttore Gabry Ponte[1][2]. Con il singolo d'esordio Blue (Da Ba Dee), uscito nell'autunno del 1998, il trio portò una produzione nata in uno studio cittadino in testa alle classifiche di mezzo mondo, fino alla Billboard Hot 100 statunitense[2][3]. In cinque anni il gruppo vendette circa quindici milioni di dischi in tutto il mondo[1].
La Bliss Corporation e il nome
I tre si conobbero dentro la Bliss Corporation, etichetta e studio di produzione torinese fondato nel 1992 da Massimo Gabutti[2] e guidato con Luciano Zucchet[1], dove si sperimentavano suoni e formati per le piste da ballo[2]. Jey, Lobina e Ponte vi lavoravano dall'inizio degli anni Novanta; come gruppo si costituirono ufficialmente nel settembre 1998, proprio attorno al brano che li avrebbe resi celebri[1].
Il nome ha un'origine casuale. «Eiffel» fu estratto da un programma che generava parole a caso; il «65» comparve per errore, aggiunto da un grafico durante la stampa delle etichette del demo, e invece di correggerlo si decise di tenerlo[2].
«Blue (Da Ba Dee)»: dal flop al successo mondiale
La canzone nacque da un giro di pianoforte di Lobina, sul quale Jey scrisse tre testi diversi: rimase il più stravagante, quello di un uomo che vive in un mondo tutto blu. Ponte rielaborò il pezzo in tre versioni, e la più nota, il remix «Ice Pop», uscì su vinile per la Bliss Corporation nell'ottobre 1998[3]; secondo Mole24 la data di pubblicazione italiana è il 7 ottobre[4]. L'avvio fu disastroso: delle mille copie stampate se ne vendettero duecento, e provato in discoteca il brano svuotò la pista. Ponte lo spiegò così: il pezzo era «troppo pop per le discoteche, troppo dance per le radio»[3].
La svolta arrivò con Radio Deejay, che dal primo aprile 1999 mise il disco in rotazione intensa[3][4]. Da lì la corsa fu internazionale. Secondo Rolling Stone Italia Blue arrivò al primo posto in diciassette Paesi, paradossalmente fermandosi al terzo in Italia[3]; secondo Mole24 fu in vetta in oltre venti Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Australia e Nuova Zelanda, e salì al sesto posto della Billboard Hot 100[2][4]. Il singolo ottenne tre dischi di platino negli Stati Uniti, in Germania, in Inghilterra e in Australia[1] e fu candidato ai Grammy del 2001 nella categoria della migliore registrazione dance[3]. Il vocoder sulla voce di Jey divenne il marchio sonoro del gruppo[4].
«Europop» e gli anni d'oro
Il primo album, Europop, conteneva anche Move Your Body e Too Much of Heaven e fu disco di diamante in Francia[1]; Mole24 gli attribuisce oltre quattro milioni di copie nel mondo, tre milioni dei quali negli Stati Uniti[2]. Nel 2000 gli Eiffel 65 ricevettero a Monte Carlo il World Music Award come artisti italiani più venduti[1]. Il secondo album, Contact!, uscì nel 2001 con i singoli Back in Time e Lucky (in My Life)[1].
L'italiano, Sanremo e le Olimpiadi
Tra il 2002 e il 2003 il gruppo passò all'italiano e salì sul palco del Festival di Sanremo[1]. Anni dopo Gabry Ponte ricordò quella partecipazione del 2003 senza indulgenza: «andò male, arrivammo 17esimi o 18simi, non ricordo»[5]. Per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 gli Eiffel 65 composero il brano strumentale Living in My City[1].
Nel 2005 Ponte lasciò il gruppo per la carriera da dj solista; Jey e Lobina proseguirono con il progetto Bloom 06, dal suono più introspettivo, pubblicando gli album Crash Test 01 e Crash Test 02[2]. Il nome Eiffel 65 tornò nel 2010 con la riunione ufficiale e il «New Planet Tour»[1][2]; da allora il gruppo è un duo, senza Ponte[6].
La seconda vita di «Blue»
La canzone non ha mai smesso di circolare. Rolling Stone Italia le conta oltre 75 campionamenti ufficiali e 40 cover, oltre alla presenza in colonne sonore come Eurotrip, Fantozzi 2000 – La clonazione, I Puffi – Viaggio nella foresta segreta e nelle serie 90210 e Daria[3]. Nel 2013 Iron Man 3 la usò nella scena d'apertura, la festa di Capodanno del 1999 di Tony Stark[7]: il brano rientrò nelle classifiche di Regno Unito, Stati Uniti e di vari Paesi europei e asiatici, e a Hong Kong salì al primo posto; Jey scrisse su Instagram che vedere il nome del gruppo nei titoli di coda era un sogno realizzato[8]. Anche il rapper Shiva ne ha pubblicato una propria versione, accolta però con freddezza dal pubblico[9].
Gli Eiffel 65 oggi
Jey e Lobina continuano a portare il progetto in tournée in Europa e ai festival internazionali[1]. Nel 2023 hanno partecipato, senza Ponte, alla selezione «Una voce per San Marino»[10]; nel febbraio 2024 sono tornati a Sanremo come ospiti di Fred De Palma nella serata delle cover[6]. Del 2024 è il singolo Bestiale con Loredana Bertè, del 2025 la collaborazione con Guè[2].
Gabry Ponte, nato a Torino nel 1973[11], ha costruito una carriera solista di primo piano: nel 2025 ha firmato la sigla del Festival di Sanremo, Tutta l'Italia, e con lo stesso brano ha rappresentato San Marino all'Eurovision di Basilea, arrivando alla finale del 17 maggio[5][11][12], tre anni dopo l'edizione ospitata da Torino. Tra i nomi della musica pop e dance torinese ci sono anche i Righeira, i Subsonica e Gigi D'Agostino; secondo Mole24 fu proprio Blue a portare il nome di Torino nelle classifiche di tutto il mondo e nell'élite della dance[4].
Pagine che rimandano qui
Fonti
- Eiffel 65
- Mole24 — 17 maggio 2025
- Rolling Stone Italia — 1 ottobre 2023
- Mole24 — 3 luglio 2025
- Il Fatto Quotidiano — 15 febbraio 2025
- Il Fatto Quotidiano — 9 febbraio 2024
- Mole24 — 29 aprile 2013
- Mole24 — 13 maggio 2013
- Il Fatto Quotidiano — 23 novembre 2025
- Rolling Stone Italia — 26 febbraio 2023
- Mole24 — 17 maggio 2025
- Il Fatto Quotidiano — 14 maggio 2025