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Bunet

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Il bunet, o bonet, è un dolce al cucchiaio piemontese di amaretti, cacao, uova e caramello, cotto a bagnomaria come il crème caramel; è diffuso in tutto il Piemonte e riconosciuto tra i prodotti agroalimentari tradizionali della regione.[1]

Il nome

Il nome viene dal «bonèt», lo stampo di rame a tronco di cono che ricorda un cappello, il «bonet ëd cusin-a».[2][3]

La storia

Tra Langhe e Monferrato se ne faceva già nel Duecento una versione chiara, senza cioccolato, per i banchetti più ricchi: le fonti la descrivono con latte, uova e zucchero, insieme ad amaretti o mandorle; la variante al cacao arrivò con i prodotti americani.[1][2][3] Il dolce compare nei ricettari piemontesi di inizio Ottocento — «La Cuoca di Buon Gusto» del 1801 e «Polizia e cucina», dove sta tra i «tramessi», i piatti fra una portata e l'altra — e nel trattato di Giovanni Vialardi del 1854.[1][2] La cottura a bagnomaria con il liquore la descrisse nel 1846 Francesco Chapusot, cuoco dell'ambasciatore inglese a Torino; a fine Ottocento il dolce passò dalle cucine borghesi a quelle popolari.[2][4]

La ricetta

Una ricetta tipo usa amaretti, cacao amaro, tuorli, latte, zucchero e rum.[1] Nelle Langhe vi si aggiungono le nocciole Tonda Gentile, e al posto del rum si usano caffè, cognac o Fernet; in Piemonte è un dolce tipico della festa dei nonni, il 2 ottobre.[2]

Fonti

  1. Ente di gestione delle Aree Protette del Po piemontese
  2. TorinoToday — 1 ottobre 2023
  3. Gran Monferrato
  4. Accademia Italiana della Cucina, Civiltà della Tavola

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