Abbazia di Novalesa
L'Abbazia di Novalesa, dedicata ai santi Pietro e Andrea, sorge a Novalesa, in Valle di Susa, sulla via del Moncenisio; fu fondata il 30 gennaio 726 ed è dal 1972 della Provincia, oggi Città metropolitana di Torino, con una comunità benedettina.[1][2]
Il Medioevo
La fondò Abbone, alto funzionario del regno franco e rettore di Susa e della Moriana, che nel 739 le lasciò i suoi beni; il massimo splendore fu in età carolingia, sotto l'abate Eldrado (820-845).[3][1] Per le incursioni saracene i monaci fuggirono a Torino e a Breme all'inizio del X secolo, nel 904 secondo il Chronicon Novaliciense, nel 906 secondo l'abbazia.[3][1] Nell'XI secolo fu ripopolata da monaci di Breme, con grandi lavori sotto gli abati Adraldo e Guglielmo.[3] Delle quattro cappelle isolate, San Michele e Sant'Eldrado conservano strutture carolingie, e gli affreschi dell'XI e XII secolo sono di un'unica bottega lombarda.[3]
Dall'età moderna a oggi
Dal 1646 al 1798 vi stettero i cistercensi, nel 1821 tornarono i benedettini, e il 29 maggio 1855 le leggi di soppressione chiusero il monastero, venduto all'asta e trasformato in albergo idroterapico; fu poi residenza estiva del Convitto nazionale Umberto I di Torino.[1][2] Nel 1972 la Provincia comprò il complesso, ormai in rovina, e nel luglio 1973 vi si insediò una comunità benedettina venuta da Venezia.[2][1] Gli scavi archeologici si svolsero dal 1978 al 1991, e il museo archeologico fu inaugurato il 22 marzo 2009.[3][2]
I 1300 anni
Il 30 gennaio 2026 sono stati celebrati i 1300 anni dell'abbazia, alla presenza dell'arcivescovo di Torino Roberto Repole e del sindaco metropolitano Stefano Lo Russo; le celebrazioni si chiudono il 15 ottobre 2026.[4]