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Francesco Faà di Bruno

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Francesco Faà di Bruno (Alessandria, 29 marzo 1825 – Torino, 27 marzo 1888) è stato un ufficiale, matematico e sacerdote, professore all'Università di Torino e fondatore delle opere di Santa Zita nel borgo di San Donato; è beato dal 1988.[1][2][3]

L'ufficiale

Dodicesimo e ultimo figlio di una famiglia nobile del Monferrato, studiò presso i Somaschi a Novi Ligure e poi all'Accademia militare di Torino, dove fu cadetto dal 1844.[1][2] Combatté nella prima guerra d'indipendenza come aiutante di campo del duca di Savoia; capitano nel 1849, fu ferito a Novara.[2]

Il matematico

A Parigi conseguì la licenza in scienze matematiche alla Sorbona nel 1851 e il dottorato nel 1856, con Augustin-Louis Cauchy; lasciò l'esercito nel 1852.[2][1] A Torino fu libero docente di analisi superiore dal 1856 e professore straordinario dal 1876 fino alla morte; pubblicò la «Théorie générale de l'élimination» (1859) e la «Théorie des formes binaires» (1876), e inventò uno scrittoio per ciechi (1856) e il «fasiscopio» (1858).[1]

Le opere di San Donato

Nel 1857 avviò mense economiche per i lavoratori; nell'agosto 1858 comprò una casa nel borgo di San Donato, dove il 2 febbraio 1859 istituì l'Opera pia di Santa Zita per le donne di servizio, mantenuta da una lavanderia, e nel 1861 un pensionato.[4][2] La chiesa di Nostra Signora del Suffragio, oggi Santa Zita, in via San Donato, progettata da Edoardo Arborio Mella e completata da lui in memoria dei caduti per l'unità d'Italia, fu consacrata il 1° novembre 1876; il campanile, alto 83 metri, lo disegnò egli stesso con la consulenza di Alessandro Antonelli.[5][3]

Il sacerdote e il beato

Fu ordinato sacerdote a Roma il 22 ottobre 1876 e il 16 luglio 1881 fondò le Suore Minime di Nostra Signora del Suffragio.[3][2] Morì a Torino dopo cinque giorni di malattia ed è sepolto nella chiesa del Suffragio.[3] La causa di beatificazione, aperta nel 1928, si concluse con la beatificazione in piazza San Pietro il 25 settembre 1988 da parte di Giovanni Paolo II.[3] Il museo a lui dedicato, in via San Donato 31, è stato istituito dalle Suore Minime nel 1980.[6]

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Fonti

  1. Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  2. MuseoTorino
  3. Dicastero delle Cause dei Santi
  4. MuseoTorino
  5. MuseoTorino
  6. MuseoTorino

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