Zegna

Zegna (ufficialmente Ermenegildo Zegna Group) è un gruppo italiano dell'abbigliamento maschile di lusso nato nel 1910 come lanificio a Trivero, nelle Alpi biellesi, oggi frazione del comune di Valdilana in provincia di Biella. Da una fabbrica di panni di lana di montagna è diventato una delle poche case di moda italiane rimaste in mano alla famiglia fondatrice, quotata alla Borsa di New York dal 2021, ed è una delle storie industriali più note del Piemonte: attorno allo stabilimento il fondatore costruì servizi sociali, strade e boschi che hanno dato forma a un'intera valle.[1]
Il lanificio di Trivero
L'11 maggio 1910 tre fratelli Zegna, Edoardo, Mario ed Ermenegildo, costituirono con Costanzo Giardino Vitri la società «Zegna e Giardino», con un capitale di 32.000 lire versato in parti uguali e l'oggetto sociale della «confezione di pannilana».[2] Ermenegildo, nato a Trivero il 2 gennaio 1892 da una famiglia di tessitori documentata nella zona fin dal Medioevo, si era diplomato perito tessile alla Regia Scuola professionale di Biella nel 1909 ed era ancora minorenne: per entrare in società dovette essere emancipato.[1] Nel 1915 il socio esterno e poi Edoardo lasciarono la ditta, che prese il nome di Lanificio Fratelli Zegna di Angelo, con Mario ed Ermenegildo unici titolari.[2]
Durante la Prima guerra mondiale Ermenegildo fu richiamato come assistente di sanità e prestò servizio per circa un anno all'ospedale militare di Torino, prima di essere esonerato per tornare a dirigere la fabbrica, che intanto produceva panno grigioverde per il Regio Esercito.[1] Il programma dichiarato dell'azienda era la produzione di tessuti per l'abbigliamento maschile di qualità superiore, puntando sulla scelta delle materie prime migliori.[3] Nel 1928 il fondatore ottenne di abbandonare il doppio cognome Zegna Baruffa per usare soltanto «Zegna», per precise ragioni commerciali: una tappa di quella che la sua biografia chiama la «battaglia del marchio».[1]
Gli anni Trenta: marchio, onori e opere sociali
Negli anni Trenta Zegna fondò una serie di società collegate (ADAM nel 1931, Caesar nel 1934, poi SATIS e DEA e nel 1941 Raiontex per i tessuti in rayon) e nel 1938 si recò a New York con il figlio Aldo, dove nacque la Zegna Woollens Corporation.[1] Fu insignito della croce al merito del lavoro nel 1935 e nel gennaio 1940, su iniziativa di Mussolini, ricevette il titolo di conte di Monte Rubello di Trivero.[1] In paese tutti lo chiamavano «monsù Gildo».[1]
Accanto al lanificio sorsero le Opere sociali Zegna: la prima piscina coperta del Biellese, un cine-teatro, un ambulatorio con reparto di maternità, case per i dipendenti e il Villaggio Zegna.[1] Nella maternità del Centro Zegna, aperta nel 1939, sono state registrate ottomila nascite.[4] Nel 1938 cominciarono i lavori della Strada Panoramica Zegna, pensata per rompere l'isolamento dei paesi di montagna e salire fino a Bielmonte, dove nel 1952 lo stesso Zegna impiantò una stazione sciistica a una quindicina di chilometri da Trivero.[1] Dal 1929 sulle pendici intorno alla fabbrica furono messi a dimora circa 500.000 alberi, soprattutto conifere.[1][5]
Dai tessuti agli abiti
Nel 1944 il gruppo rilevò la STIMA, un maglificio torinese; tra il 1944 e il 1945 entrarono ufficialmente in azienda i figli Aldo, ingegnere, e Angelo, e la ditta divenne Lanificio Ermenegildo Zegna & Figli.[3][1] Il 18 novembre 1964 l'Australian Wool Board dichiarò il lanificio il maggiore consumatore di lana superfine australiana.[1] Il fondatore morì il 18 novembre 1966 ed è sepolto nel cimitero che aveva fatto costruire in località Craviolo, lungo la Panoramica.[1]
Con la seconda generazione l'azienda passò dal tessuto al prodotto finito: nel 1968 nacque la confezione di abiti con la IN.CO Industria Confezioni, e con la Orsini quella delle cravatte. Seguirono filiali commerciali in Europa, Stati Uniti, Messico, Asia e Australia; le prime boutique monomarca arrivarono a Parigi nel 1980 e a Milano nel 1985.[3] Nel 1999 il gruppo acquisì la Lanerie Agnona, specializzata in tessuti per la donna, e nel settembre 2002 costituì con il gruppo Salvatore Ferragamo la ZEFER, una società comune paritetica.[3]
La terza generazione e Wall Street
Nel 1993 la terza generazione della famiglia creò l'Oasi Zegna per tutelare l'ambiente attorno a Trivero, e nel 2000 nacque la Fondazione Zegna, a cui il gruppo destina ogni anno il 5% degli utili netti.[5] Gildo Zegna, nipote del fondatore, ne è amministratore delegato dal 1997.[6] Il gruppo ha poi rafforzato la filiera tessile acquistando la Tessitura di Novara (seta) nel 2009, il lanificio Bonotto nel 2016 e il maglificio Dondi nel 2019.[5] Nel 2018 ha rilevato l'85% del marchio newyorkese Thom Browne per circa 500 milioni di dollari, e nell'aprile 2023 ha preso la licenza mondiale di lungo periodo per l'abbigliamento e gli accessori Tom Ford.[7]
Il 20 dicembre 2021 Ermenegildo Zegna ha debuttato al New York Stock Exchange attraverso la fusione con la Investindustrial Acquisition Corp, una società veicolo (SPAC) legata ad Andrea Bonomi: la capitalizzazione iniziale era di circa 2,4 miliardi di dollari, la famiglia conservava il 66% del capitale e il gruppo era presente in 80 Paesi con 296 negozi diretti.[8][9] Era la diciannovesima società italiana quotata al NYSE; a differenza di altre case di moda italiane, alleatesi con concorrenti stranieri o vendute, Zegna scelse la Borsa americana per finanziare la crescita restando indipendente.[8] Il giorno del debutto Gildo Zegna commentò così la quotazione.[9]
«Sono emozionato. Si realizza un sogno»
Secondo il Sole 24 Ore, dopo la quotazione Investindustrial deteneva il 13% e il flottante era del 21%.[9]
Oggi
Nel 2024 il gruppo ha registrato quasi due miliardi di euro di ricavi e 184 milioni di utile, con circa 7.100 dipendenti; la famiglia controlla circa il 60% delle azioni.[6] Dal 1° gennaio 2026 Gildo Zegna è presidente esecutivo, l'amministratore delegato del gruppo è Gianluca Tagliabue, già direttore finanziario, mentre Edoardo e Angelo Zegna, quarta generazione, guidano come co-amministratori delegati il marchio Zegna.[6]
A Trivero il lanificio è ancora in funzione. Accanto sorge Casa Zegna, con una collezione di campionari dell'Ottocento e una mostra permanente sulla storia del gruppo; nella Sala Quadri sono esposte le tele di Ettore Olivero Pistoletto dedicate all'arte della lana nel Medioevo.[10] L'archivio storico del gruppo, che copre il periodo dal 1910 al 2012, occupa circa mille metri lineari e comprende circa 100.000 fotografie.[3] L'Oasi Zegna si estende oggi su circa 100 km² di montagna biellese attraversati dalla Panoramica Zegna, con ingresso libero e gratuito.[11]
Fonti
- Treccani – Dizionario Biografico degli Italiani
- Oasi Zegna
- Rete Archivi Biellesi
- Fondazione Zegna — 28 aprile 2020
- Ermenegildo Zegna Group
- Il Post — 24 novembre 2025
- Modaes Global
- Sky TG24 — 20 dicembre 2021
- Il Sole 24 Ore — 20 dicembre 2021
- Oasi Zegna
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