Visita di Piantedosi a Torino del 3 novembre 2026
Data dell’evento:

Il 3 novembre 2026 il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi arriva a Torino per partecipare alla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica (Cosp), convocata dal prefetto Donato Cafagna. In occasione della visita, collettivi universitari e gruppi antagonisti convocano via social una manifestazione di protesta, e il centro cittadino viene presidiato dalle forze dell'ordine con limitazioni alla circolazione [1].
La riunione in Prefettura
Dalle 14,30 Piantedosi partecipa all'incontro in Prefettura insieme al prefetto Donato Cafagna, al questore Massimo Gambino e ai vertici delle forze dell'ordine e delle istituzioni cittadine [2][3]. L'incontro è anche l'occasione per discutere delle manifestazioni svolte in città nelle settimane precedenti e di quella in programma per il sabato successivo, quinto fine settimana consecutivo con un corteo cittadino [2][3]. Al termine del Cosp, il ministro lascia Torino per inaugurare il nuovo Ciriè Auditorium, nel Torinese [1][2][3].
La protesta e la blindatura del centro
Piazza Castello, dove ha sede la Prefettura, viene presidiata da agenti e mezzi delle forze dell'ordine fin dalla mattina, mentre in via Po il traffico viene temporaneamente interdetto [1]. Il Gruppo Torinese Trasporti annuncia modifiche ai percorsi delle linee che attraversano piazza Castello, via Accademia Albertina, via Po e via Rossini, con possibili disagi anche per il traffico privato nelle prime ore del pomeriggio [1]. Sui canali social degli antagonisti circola un messaggio di protesta contro la visita del ministro, con l'invito a radunarsi in piazza alle 14 [2][3].
Il contesto delle mobilitazioni
Il corteo annunciato per il sabato seguente, promosso dal movimento Italia in piazza e rilanciato da collettivi studenteschi e da altri coordinamenti cittadini come «Torino contro il riarmo», legato al centro sociale Askatasuna, rappresenta il quinto fine settimana consecutivo di manifestazioni in città [2][3]. Le rivendicazioni riguardano il caro vita, i tagli alla sanità e all'istruzione, la crisi climatica, il lavoro precario e il riarmo [2][3]. I promotori delle mobilitazioni dichiarano l'intenzione di proseguire le proteste ogni sabato, chiedendo le dimissioni del governo guidato da Giorgia Meloni [2][3]. Il venerdì precedente, una mobilitazione in via Roma si era conclusa con scontri [3].
Articoli collegati: Matteo Piantedosi
Fonti
- ANSA Piemonte — 2026-11-03
- La Stampa — 2026-11-03
- la Repubblica Torino — 2026-11-03