Udienza preliminare per la strage ferroviaria di Brandizzo (settembre 2026)
Al tribunale di Ivrea si apre l'udienza preliminare per la strage ferroviaria di Brandizzo del 30 agosto 2023, in cui morirono cinque operai della Sigifer. Sono rinviati a giudizio 21 imputati e le società Rfi, Sigifer e Clf.
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- Costituzione di parte civile dei sindacati al processo per la strage di Brandizzo
- Iniziativa «Il lavoro chiede giustizia» della Cgil Piemonte per il terzo anniversario della strage di Brandizzo (settembre 2026)
Iniziativa della Cgil «Il lavoro chiede giustizia» nel terzo anniversario della strage (24 settembre 2026)
Il 24 settembre 2026, alla vigilia dell'udienza preliminare, Cgil Piemonte, Cgil Torino, Filt Cgil e Fillea Cgil organizzano a Brandizzo, in piazza Carlo Tempia, con il patrocinio del Comune, l'iniziativa «Il lavoro chiede giustizia» nel terzo anniversario della strage che uccise cinque operai investiti da un treno. Intervengono tra gli altri il segretario generale della Cgil Torino Federico Bellono, la sindaca di Brandizzo Monica Durante, Lidia Orastella, madre della vittima Giuseppe Aversa, e il segretario generale della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo, che dichiara: «Non abbiamo dimenticato e non ci adeguiamo [...] abbiamo paura che si possa ripetere e non resteremo in silenzio».
Iniziativa sindacale «Il lavoro chiede giustizia» nel terzo anniversario (24 settembre 2026)
Il segretario della Fillea Cgil Piemonte Massimo Cogliandro chiede il gratuito patrocinio per i familiari delle vittime in difficoltà economica, mentre il segretario della Filt Cgil Piemonte Giuseppe Santomauro segnala che, dopo la strage, gli impegni assunti da Rfi sulla riorganizzazione della manutenzione ferroviaria non sarebbero stati accompagnati dalle necessarie assunzioni.
La polemica dei Laganà sul risarcimento alla madre di Kevin
Il 30 settembre 2026, all'apertura dell'udienza preliminare, emerge che la madre biologica di una delle vittime, Kevin Laganà, è tra i circa quindici familiari delle vittime già risarciti da Rfi prima dell'inizio del processo, con cifre coperte da accordi di riservatezza. Il padre Massimo e il fratello Antonino Laganà, che non si sono costituiti parte civile insieme alla donna, contestano il risarcimento: «È vergognoso perché questa signora non ci ha cresciuti», dichiara Antonino, ricordando che la madre aveva abbandonato Kevin quando aveva due anni [1].
Fonti
- ANSA Piemonte — 29 settembre 2026
- CronacaQui Torino — 29 settembre 2026
- ANSA Piemonte — 18 settembre 2026
- TorinoOggi — 22 settembre 2026
- TorinoToday — 1 ottobre 2026