Sequestro di beni nell'inchiesta sulla setta di Almese

Aggiornato il 6 novembre 2026

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Il sequestro preventivo d'urgenza di beni per circa 700mila euro è un provvedimento patrimoniale disposto a inizio novembre 2026 dalla Procura della Repubblica di Torino, diretta dal procuratore Giovanni Bombardieri, nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta setta di Almese, in bassa Val di Susa. Il decreto colpisce il principale indagato, Bruno Antonio Malatesta, detenuto dal 1° ottobre 2026 e noto come maestro Śivakṣatriya Śivānanda, oltre ad altri due indagati su un totale di quattro persone coinvolte nell'inchiesta. Gli accertamenti patrimoniali sono stati condotti dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino. [1][2][3]

I beni colpiti dal provvedimento

Il decreto riguarda conti correnti bancari, carte prepagate e un fondo pensione intestati direttamente a Malatesta. Sono stati inoltre sequestrati decine di terreni e fabbricati nei comuni di La Cassa, Viù e Givoletto, in provincia di Torino, intestati a una società agricola riconducibile a due stretti collaboratori dell'indagato. Il provvedimento ha colpito anche immobili e disponibilità finanziarie della fondazione a cui faceva capo la comunità residenziale, con beni a Givoletto, Perlo (in provincia di Cuneo), Almese e San Gregorio di Catania (provincia di Catania). Tra gli immobili sequestrati figura una struttura a Perlo destinata a casa rifugio per donne vittime di violenza. All'interno di una cassetta di sicurezza bancaria nella disponibilità di uno degli indagati sono stati rinvenuti e sequestrati gioielli, monete storiche e decine di orologi da taschino d'epoca. [1][2][3]

Le indagini patrimoniali

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, a partire dal 2018 Malatesta si sarebbe formalmente spogliato dell'intero patrimonio societario e immobiliare attraverso un trasferimento ritenuto fraudolento. La titolarità dei beni risultava attribuita a prestanome fidati, individuati in due dei quattro indagati, e a enti terzi, pur restando secondo gli inquirenti sotto il controllo occulto di Malatesta. Ai tre indagati è contestato, in via provvisoria, anche il reato di trasferimento fraudolento di valori. Le indagini patrimoniali hanno ricostruito un flusso di denaro che dalle persone considerate vittime sarebbe arrivato a Malatesta e ai suoi collaboratori, sotto forma di contanti e di donazioni di terreni, abitazioni e oggetti preziosi. [1][2][3]

Articoli collegati: Testimonianze nell'inchiesta sulla setta di Almese (ottobre 2026)

Fonti

  1. Setta di Almese, sequestro da 700 mila euro sui beni del Guru — L'Agenda News, 6 novembre 2026
  2. Setta degli stupri di Almese, sequestro di beni da 700mila euro al guru — TorinoToday, 6 novembre 2026
  3. Guru di Almese, nuovo sequestro di beni per 700mila euro: terreni, immobili e gioielli — Quotidiano Piemontese, 6 novembre 2026

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