Appello dei carabinieri alle vittime della setta di Almese
Il 30 settembre 2026 il tenente colonnello Diego Berlingieri, comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Torino, ha rivolto un appello pubblico alle eventuali vittime non ancora identificate della setta di Almese, in Bassa Valle di Susa, guidata per anni dal “maestro” di yoga Bruno Antonio Malatesta, 59 anni. L'appello segue di un giorno l'arresto di Malatesta, eseguito all'alba nell'ambito dell'operazione dei carabinieri denominata “Asmodeo”.[1][2]
L'operazione Asmodeo
L'indagine, coordinata dalla procura di Torino e dal sostituto procuratore Davide Pretti, è partita dalle prime denunce delle vittime di Malatesta risalenti al 2017, sette anni prima dell'avvio delle indagini dei carabinieri. Le denunce iniziali erano sporadiche e in parte contraddittorie tra loro. Secondo gli accertamenti, le vittime individuate sono al momento diverse decine, ma le indagini restano in corso e non è escluso che le persone coinvolte siano di più.[2]
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Malatesta, che si definiva «il prescelto», adescava persone vulnerabili promuovendo corsi di yoga e di difesa personale, per poi ospitarle all'interno della propria comunità residenziale e sottoporle a vessazioni fisiche e psicologiche, violenze sessuali, privazione del sonno e percosse.[1][2]
L'appello alle vittime
«Sono vittime che non sapevano di esserlo», ha dichiarato il tenente colonnello Berlingieri, spiegando che l'invito è rivolto «a tutte le persone che eventualmente si riconoscono come vittime di questi abusi o violenze» a rivolgersi alle stazioni dei carabinieri territorialmente competenti per denunciare i fatti.[1][2]
Il comandante ha inoltre raccomandato, per difendersi da sette che approfittano di malattie o momenti di debolezza, di non affidarsi a persone che vantano competenze non reali, ma di rivolgersi, in caso di necessità, esclusivamente a professionisti riconosciuti.[2]
Articoli collegati: Diego Berlingieri, Operazione «Asmodeo»: arresto per riduzione in schiavitù in una comunità pseudo-spirituale (ottobre 2026)
Fonti
- La Stampa — 2026-10-01
- CronacaQui Torino — 2026-10-01