Procedimento sull'eredità di Marella Caracciolo
Il procedimento sull'eredità di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli morta nel 2019, nasce dall'indagine della procura di Torino sul mancato pagamento delle imposte di successione: ai tre fratelli John, Lapo e Ginevra Elkann sono stati contestati la truffa ai danni dello Stato e la dichiarazione infedele in concorso, e al centro c'è la residenza svizzera dichiarata dalla nonna.[1] In sede civile, dal 2020, la madre Margherita contesta la validità dell'accordo ereditario del 2004.[5]
Nel settembre 2025 la procura ha accolto per John Elkann una proposta di messa alla prova di un anno.[1] Il 15 dicembre 2025 la giudice Giovanna De Maria ha respinto l'accordo tra difesa e procura e ha disposto per lui l'imputazione coatta.[2]
La Cassazione ha poi respinto il ricorso di Elkann; l'accusa è stata riqualificata in dichiarazione fraudolenta e l'udienza preliminare rinviata all'11 settembre 2026, mentre le accuse contro Lapo e Ginevra Elkann sono state archiviate.[3] In quella data il giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta della madre di costituirsi parte civile contro di lui, ammettendola solo per le accuse di falso rivolte al commercialista Gianluca Ferrero e al notaio Remo Moroni.[4] Nessuna sentenza è stata pronunciata.
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