Presidio di Coldiretti davanti a Palazzo Lascaris (27 ottobre 2026)

Aggiornato il 27 ottobre 2026

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Immagine dalla pubblicazione di Unione Monregalese
Dalla pubblicazione di Unione Monregalese, 2026-10-27

La mattina del 27 ottobre 2026 circa 4.000 agricoltori arrivati da tutto il Piemonte si radunano a Torino davanti a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, per un presidio promosso da Coldiretti Torino e Coldiretti Piemonte.[1] Molti partecipanti arrivano dalla provincia di Cuneo.[2]

Le dieci richieste

Coldiretti presenta alla Regione dieci interventi che giudica necessari per salvare l'agricoltura piemontese:[1]

  • contenere il prezzo del gasolio agricolo ed estendere a tutti i comparti l'aiuto sui fertilizzanti;
  • difendere le aziende agricole dal potere della grande distribuzione e riequilibrare il valore lungo la filiera;
  • riconoscere lo stato di calamità per la siccità e avviare un piano di invasi, cioè bacini per raccogliere l'acqua;
  • vietare i cibi ultraformulati nelle mense pubbliche;
  • dare più tempo agli allevamenti per adeguarsi al Piano stralcio agricoltura sulla qualità dell'aria, sospendendo le sanzioni;
  • aumentare i fondi per le polizze assicurative agevolate contro i danni;
  • arrivare a consumo di suolo zero;
  • contenere la fauna selvatica e riformare la caccia, perché i risarcimenti dei danni sono solo parziali;
  • tutelare i lavoratori agricoli stagionali e sostenere gli alloggi per loro;
  • rivedere le fasce di quota e i periodi del pascolo in montagna.

L'incontro in Regione

Una delegazione, con il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici, la presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari e il direttore Bruno Rivarossa, è ricevuta in Consiglio regionale dal presidente Davide Nicco, alla presenza dei consiglieri, e dall'assessore all'Agricoltura Paolo Bongioanni, collegato a distanza.[1] Bongioanni conferma uno stanziamento di circa 8 milioni di euro contro il rincaro del gasolio agricolo. In chiusura Nicco si impegna a convocare i tavoli di filiera, anche con la grande distribuzione per l'ortofrutta, e il Tavolo verde, a vietare i cibi ultraprocessati nelle mense pubbliche, a rivedere i tempi di adeguamento per gli allevamenti, a sostenere il comparto delle nocciole e ad alleggerire gli oneri finanziari delle aziende.[1]

Articoli collegati: Di cosa parla Torino (settimana del 27 ottobre 2026)

Fonti

  1. A Torino il sit-in dei coltivatori davanti a Palazzo Lascaris: richiesti 10 interventi per salvare l'agricoltura piemontese — Quotidiano Piemontese, 27 ottobre 2026
  2. Agricoltura al limite: in 4 mila in piazza a Torino. Tanti anche dal Cuneese — Unione Monregalese, 27 ottobre 2026

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