Postalcoop
Postalcoop è una società di multiservizi con sede a Grugliasco, nell'area metropolitana di Torino. Si occupava di consegne lampo e di smistamento dei pacchi per conto di Nexive, società del gruppo Poste Italiane, operando in regime di subappalto tramite l'intermediazione della srl milanese Opera Delivery. L'azienda aveva investito anche in attività di ristorazione, tra cui il locale Norman di Torino, sequestrato nell'autunno 2025.[1][2]
Liquidazione giudiziale e inchiesta Epicentro
Il 22 novembre 2025 per Postalcoop è scattata l'amministrazione giudiziale, che ha portato alla liquidazione giudiziale della società. Il provvedimento è legato a una più vasta indagine della Guardia di Finanza, coordinata dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino sotto la direzione della sostituta procuratrice Giulia Marchetti, nota come inchiesta Epicentro. L'inchiesta ha documentato una presunta frode fiscale da 100 milioni di euro nel settore della logistica, basata su contratti d'appalto ritenuti fittizi stipulati con diversi committenti, tra cui grandi aziende, con conseguenti guadagni illeciti derivati dal sistematico mancato pagamento delle imposte dovute.[1][2]
Licenziamenti e causa civile
In seguito ai sequestri disposti nell'ambito dell'inchiesta, circa una trentina di dipendenti di Postalcoop sono rimasti senza stipendio e successivamente senza lavoro, tra interruzioni delle attività e il mancato rinnovo delle tessere carburante per gli autisti addetti alle consegne.[1]
Il 25 settembre 2026 si è aperta al tribunale di Torino la causa civile promossa da 23 ex dipendenti di Postalcoop contro Poste Italiane, tramite la controllata Nexive Network, e contro Opera Delivery. L'azione è stata avviata con il sostegno del sindacato Cgil e patrocinata dagli avvocati Alessandro Mortara, indicato anche come Roberto Mortara, e Franco Balzan. I ricorrenti chiedono il riconoscimento della natura reale del rapporto di lavoro, sostenendo di aver di fatto operato alle dipendenze di Poste Italiane, e il reintegro nell'organico aziendale con retribuzioni adeguate alle mansioni svolte.[1][2]
Nel corso della prima udienza il tribunale ha proposto un tentativo di conciliazione tra le parti, che i ricorrenti si sono orientati a respingere; la causa proseguirà nelle settimane successive. Contestualmente, davanti al Palazzo di giustizia di Torino i lavoratori hanno organizzato un presidio promosso con la Cgil. Una seconda causa, aperta contro l'Inps per ottenere il riconoscimento della Naspi a decorrere dal 22 novembre 2025, è prevista al tribunale di Ivrea per il 6 ottobre 2026.[2]
Articoli collegati: Causa civile degli ex dipendenti Postalcoop contro Poste Italiane (settembre 2026)
Fonti
- TorinoToday — 24 settembre 2026
- ANSA Piemonte — 25 settembre 2026