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Lucia Musti

Aggiornato il 9 ottobre 2026

Lucia Musti è procuratrice generale di Torino, a capo dell'ufficio della Procura generale presso la Corte d'appello del capoluogo piemontese.

Nel febbraio 2026, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, Musti ha lanciato un allarme sulla criminalità minorile a Torino, affermando che «i minori compiono ormai qualsiasi tipo di reato», dagli omicidi al possesso illecito di armi, dal terrorismo internazionale allo spaccio, con un fenomeno particolarmente concentrato nella periferia nord della città. Ha osservato che l'estensione delle misure cautelari prevista dal decreto Caivano ha fatto aumentare i giovani detenuti nell'istituto penale minorile, segnalando al Dipartimento della Giustizia minorile la difficoltà di trovare strutture idonee per i minori sottoposti a provvedimenti cautelari.

Nel luglio 2026 Musti è intervenuta con una nota per chiarire gli aspetti risarcitori legati al caso del gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero, condannato in via definitiva per aver ucciso due dei rapinatori del suo negozio, precisando che la Procura generale aveva ottenuto il sequestro conservativo di una somma di 50.000 euro a garanzia delle spese di giustizia.

Nel settembre 2026 ha dichiarato che, a Torino e in Piemonte, la riassegnazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata richiede, nella migliore delle ipotesi, almeno tre o quattro anni, sottolineando che il Comune di Torino si impegna molto sul tema ma che nei piccoli comuni della provincia i tempi si allungano ulteriormente, soprattutto per i beni immobili come terreni e costruzioni.

Musti ha inoltre preso parte, nel marzo 2025, alla commemorazione cittadina per il decimo anniversario della strage del museo del Bardo di Tunisi, svoltasi davanti a Palazzo Civico insieme al sindaco Stefano Lo Russo e ai familiari delle vittime torinesi dell'attentato.

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Fonti

  1. Prima Torino — 22 febbraio 2026
  2. TorinoToday — 20 luglio 2026
  3. TorinoToday — 27 settembre 2026
  4. TorinoClick — 18 marzo 2025

Cronologia

  • — La procuratrice generale Lucia Musti afferma che a Torino e in Piemonte la riassegnazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata richiede, nella migliore delle ipotesi, almeno tre o quattro anni, mentre nei piccoli comuni i tempi si allungano nonostante l'impegno del Comune di Torino.

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