Guido Crosetto

Guido Crosetto (Cuneo, 1963) è un imprenditore e politico piemontese, ministro della Difesa nel governo Meloni dal 22 ottobre 2022.[1] Cresciuto in una famiglia di imprenditori della provincia cuneese, fu per quattordici anni sindaco di Marene, poi deputato, sottosegretario alla Difesa, cofondatore di Fratelli d'Italia e presidente della federazione confindustriale delle aziende dell'aerospazio e della difesa.[1][2] È uno dei politici del Piemonte arrivati più in alto nelle istituzioni nazionali degli ultimi decenni.
Dalla Democrazia Cristiana al municipio di Marene
Crosetto sviluppò l'azienda di famiglia di macchine agricole, allargandone poi l'attività al settore immobiliare e turistico.[1] Entrò in politica negli anni Ottanta nella Democrazia Cristiana: dal 1984 al 1990 fu segretario regionale del movimento giovanile e responsabile nazionale della formazione del partito.[1][3] Nel 1988 fu consigliere economico del presidente del Consiglio Giovanni Goria, nato ad Asti e a capo del governo tra il luglio 1987 e l'aprile 1988.[1][4]
Nel 1990 fu eletto sindaco di Marene con una lista indipendente e restò in carica fino al 2004; dal 1999 al 2009 sedette anche nel consiglio provinciale di Cuneo.[1][2] Marene è un comune di circa 3.300 abitanti della provincia di Cuneo, confinante con Savigliano, Cavallermaggiore, Cervere e Cherasco.[5]
Deputato e sottosegretario
Nel 2001 entrò alla Camera con Forza Italia, e fu rieletto nel 2006 e nel 2008 nelle liste del centrodestra, poi del Popolo della Libertà.[1] Nel quarto governo Berlusconi fu sottosegretario alla Difesa: secondo Sky TG24 dal 2008, secondo il Post tra il 2009 e il 2011. Fu il primo contatto con il ministero che avrebbe guidato undici anni dopo.[1][3][2]
Nell'autunno del 2012, mentre il Popolo della Libertà discuteva di scegliere il candidato premier con le primarie, Crosetto si candidò e, davanti ai rinvii, disse alla Stampa che le primarie erano diventate «il pulcino pio della politica italiana».[6] A metà dicembre, all'Auditorium Conciliazione di Roma, organizzò con Giorgia Meloni le «primarie delle idee», che riunivano l'ala del partito contraria a una nuova candidatura di Silvio Berlusconi; la stampa fotografò il momento in cui lui la sollevava in braccio.[7]
La fondazione di Fratelli d'Italia
Pochi giorni dopo Crosetto, Meloni e Ignazio La Russa lasciarono il Popolo della Libertà per dare vita a Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, di cui Crosetto fu coordinatore nazionale.[8][9][1] Alle elezioni politiche del 2013 il nuovo partito ottenne nove seggi alla Camera.[8] All'inizio di marzo 2013, pochi giorni dopo il voto, Corriere.it scrisse che si era attribuito una laurea mai conseguita; lui ammise di averlo detto qualche volta e parlò di «una debolezza», raccontando che il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota gli aveva offerto la vicepresidenza per occuparsi del bilancio regionale e che, dopo il suo rifiuto, era stato attaccato da un giornale piemontese.[10]
Alla fine dell'estate 2014 lasciò la politica attiva per diventare presidente dell'AIAD, la federazione di Confindustria che riunisce quasi duecento aziende dell'aerospazio, della difesa e della sicurezza; per la carica non riceveva compenso.[2]
Il ritorno alla Camera e le dimissioni
Nel 2018 fu eletto per la quarta volta deputato, questa volta con Fratelli d'Italia.[1][2] Il 28 dicembre di quell'anno pronunciò in aula un intervento contro la scelta del governo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega di porre la fiducia sulla legge di bilancio senza un vero esame parlamentare, in un discorso che fu molto elogiato.[11]
«Le regole servono perché nessuno possa interpretarle, e perché valgano per tutti.»
Aveva però già deciso di dedicarsi all'AIAD. Le dimissioni, annunciate nel maggio 2018 e respinte una prima volta in ottobre, secondo la consuetudine per cui la Camera nega sempre la prima richiesta, furono accolte il 13 marzo 2019 con 231 voti favorevoli; Crosetto rimase coordinatore del partito.[12] Nel 2020 fu nominato presidente di Orizzonte Sistemi Navali, società comune di Leonardo e Fincantieri per i sistemi delle navi militari.[2]
Ministro della Difesa
Dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni del settembre 2022, in cui Fratelli d'Italia divenne il primo partito con circa il 26 per cento, Crosetto giurò come ministro della Difesa il 22 ottobre 2022.[8][2] La nomina aprì subito un dibattito sul possibile conflitto d'interessi, per i suoi incarichi nell'industria del settore; lui lasciò l'AIAD e Orizzonte Sistemi Navali, annunciò la messa in vendita della sua società di consulenza, per la quale disse di avere novanta giorni di tempo, e dichiarò: «Ho lasciato ogni incarico, come prevede la legge, e andrò anche oltre, uscendo da società dove potrei rimanere».[2]
Al ministero ha affrontato le crisi del Medio Oriente anche sul piano navale. L'8 novembre 2023 partì da Civitavecchia la nave Vulcano, attrezzata con sale operatorie e oltre 170 persone a bordo, diretta verso la Striscia di Gaza per il soccorso sanitario ai civili palestinesi.[13] Nel 2024 l'Italia assunse il comando operativo della missione europea Aspides nel mar Rosso, con il cacciatorpediniere Caio Duilio, che il 2 marzo abbatté un drone diretto verso la nave.[14] Nel luglio 2023, in un'intervista al Corriere della Sera, definì l'adesione del governo Conte alla Via della Seta cinese «un atto improvvisato e scellerato».[15]
Nel febbraio 2025 il suo nome fu usato in una truffa: con una voce sintetica che imitava la sua, alcuni sconosciuti chiesero a grandi imprenditori bonifici su conti esteri per liberare presunti giornalisti italiani rapiti in Iran e in Siria; Crosetto denunciò il fatto ai carabinieri e avvertì il pubblico sui social.[16]
Le posizioni e il presente
Nell'autunno 2025, dopo la diffusione di un video con cori fascisti nella sede di Fratelli d'Italia a Parma, fu l'esponente del partito a prendere le distanze nel modo più netto: «I cori fascisti di Parma si commentano da soli. Sono qualcosa che nulla ha a che fare con Fratelli d'Italia, quelle persone vanno prese a calci e mandate via».[17]
Nel 2026 si è scontrato dentro il governo con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sull'uso dei 14,9 miliardi di prestiti europei del programma SAFE, che voleva destinare interamente a nuovi investimenti militari.[18] Il suo stile comunicativo diretto, che lui motiva con la necessità per chi guida la Difesa di prepararsi sempre al peggio, è stato discusso dalla stampa, per esempio dopo un'informativa parlamentare sulle basi di Sigonella e Aviano e alcune frasi sul rischio di escalation con l'Iran.[19] Nell'agosto 2026 ha nominato consulente per l'innovazione l'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, per l'esperienza dell'Ucraina nella guerra con i droni.[20] Il 24 settembre 2026, commentando le notizie del quotidiano spagnolo El Mundo su possibili attacchi russi contro Italia, Francia e Spagna, ha detto che non c'erano conferme e che «non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco».[21] Nel 2025 ha pubblicato l'autobiografia Storie di un ragazzo di provincia.[1]
Pagine che rimandano qui
Fonti
- Treccani
- Il Post — 23 ottobre 2022
- Sky TG24
- Treccani
- Comune di Marene
- Il Post — 5 dicembre 2012
- Il Post — 17 dicembre 2012
- Treccani
- Il Post — 23 dicembre 2012
- Il Post — 2 marzo 2013
- Il Post — 29 dicembre 2018
- Il Post — 14 marzo 2019
- Il Post — 8 novembre 2023
- Il Post — 4 marzo 2024
- Il Post — 30 luglio 2023
- Il Post — 8 febbraio 2025
- Il Post — 1 novembre 2025
- Il Post — 29 maggio 2026
- Il Post — 8 aprile 2026
- Il Post — 28 agosto 2026
- Il Post — 24 settembre 2026