Ezio Greggio

Ezio Greggio (Cossato, 7 aprile 1954) è un conduttore televisivo, attore, regista e comico piemontese, volto storico della televisione commerciale italiana. Nato nel Biellese, esordì su una piccola emittente locale di Biella e dal 1988 conduce Striscia la notizia, il telegiornale satirico ideato da Antonio Ricci, che conduce fin dalla prima puntata.[1][2]
Dal Biellese alla televisione
Greggio è nato a Cossato, centro industriale della provincia di Biella al quale è rimasto legato.[2] Racconta di aver deciso di fare il comico dopo aver incrociato per caso, durante una gita scolastica a Parigi, un set con Jean-Paul Belmondo; il primo impiego fu però in banca, lasciato dopo sei mesi.[3] Gli esordi risalgono al 1978 su Telebiella,[1] l'emittente che lui stesso ricorda come «la prima tv libera» d'Italia.[4]
La svolta arrivò nel 1983, quando a Mediaset incontrò Antonio Ricci, che considera il suo insegnamento più grande.[1]
Drive In e la nascita di Striscia
Con Ricci entrò nel cast di Drive In, il varietà che debuttò su Italia 1 il 4 ottobre 1983 e andò avanti per cinque stagioni, fino al 1988, diventando uno dei fenomeni della tv degli anni Ottanta.[5] Accanto a Gianfranco D'Angelo, che faceva il gestore del drive-in, Greggio interpretava il giovane aiutante; fra gli altri comici c'erano Giorgio Faletti, Enrico Beruschi, Massimo Boldi e Teo Teocoli.[5] Suoi alcuni tormentoni del programma, come «È lui o non è lui? Cerrrto, che è lui!».[5] Dei tempi con D'Angelo ha detto: «Fra noi c'era una gara a chi la sparava più grossa per far ridere l'altro».[6]
La coppia passò poi al nuovo progetto di Ricci: Striscia la notizia andò in onda per la prima volta il 7 novembre 1988 su Italia 1, condotta da Greggio e D'Angelo; nella stessa stagione i due, reduci del Drive In, erano anche nel cast di Odiens su Canale 5 con Lorella Cuccarini, e nel 1990 Greggio condusse con Cuccarini la prima edizione di Paperissima.[7]
Trentotto edizioni al bancone
Il programma, spostato su Canale 5 nella fascia dell'access prime time dopo il telegiornale, è diventato secondo Mediaset il più longevo programma televisivo satirico di informazione, riconosciuto dal Guinness dei primati.[7][8] La coppia più stabile è quella con Enzo Iacchetti, al bancone dal 1994; con Michelle Hunziker Greggio ha condotto dal 2005 al 2019 e nel 2022 ha affiancato Silvia Toffanin.[9] All'inizio del 2026 le edizioni condotte erano trentotto, trentadue delle quali con Iacchetti.[4]
A Striscia Greggio ha praticato anche l'imitazione di personaggi pubblici: nel 2018 il giornalista Vittorio Feltri si lamentò di un suo ritratto satirico, che a suo dire lo mostrava come uno che «straparla».[10] Nel gennaio 2026, dopo un periodo di ascolti in calo, Mediaset ha trasformato il programma in una serie di cinque puntate speciali in prima serata, affidate ancora a Greggio e Iacchetti.[8]
Cinema e festival della commedia
Al cinema arrivò negli anni Ottanta: nel 1986 era con Massimo Boldi nel cast di Yuppies 2,[4] e più tardi recitò in Vacanze di Natale '90.[11] Nel suo percorso cinematografico contano l'amicizia con Mel Brooks, che definisce «un mito per me», il lavoro con Leslie Nielsen e l'amicizia con John Landis.[1][11] Da regista ha firmato fra l'altro Il silenzio dei prosciutti, parodia in cui recitano otto registi, e Box Office 3D.[3] Nel 2020 è stato fra i protagonisti di Lockdown all'italiana, primo film diretto da Enrico Vanzina dopo la morte del fratello Carlo, contestato sui social prima dell'uscita per la scelta di fare commedia sulla pandemia.[12]
Nel Principato di Monaco, dove vive, Greggio ha fondato con Mario Monicelli il Monte-Carlo Film Festival de la Comédie, rassegna dedicata soltanto al cinema comico.[1][4] Nell'edizione del 2019, con Emir Kusturica presidente di giuria, il titolo di «King of Comedy» andò a Carlo Verdone e fra i premiati ci fu anche Antonio Albanese.[13]
Negli ultimi anni è tornato al teatro con il monologo Una vita sullo schermo, due ore di sketch, imitazioni e spezzoni televisivi portate in oltre trenta repliche fra Milano, Roma, Torino e altre città; per questo spettacolo nel 2025 ha ricevuto a Salina la Targa Argento Massimo Troisi per il teatro.[11]
La cittadinanza rifiutata a Biella
Il legame con il territorio d'origine è passato anche per un caso politico nazionale. Nel novembre 2019 la giunta di centrodestra di Biella, guidata dal sindaco Claudio Corradino, deliberò di conferire la cittadinanza onoraria a Greggio, pochi giorni dopo che il consiglio comunale aveva respinto quella per la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah; il sindaco aveva sostenuto che Segre non avesse fatto nulla per Biella e il Biellese.[2][14] Greggio rifiutò, richiamando anche la storia del padre, che aveva trascorso diversi anni nei campi di concentramento:[2][14]
«Il mio rispetto nei confronti della senatrice Liliana Segre mi spinge a fare un passo indietro e a non poter accettare questa onorificenza»
Intervistata dal Corriere della Sera, Segre definì il gesto di Greggio «un fiore raro».[15] Il 26 novembre 2019 il consiglio comunale di Biella tornò sui suoi passi e approvò all'unanimità, con 32 voti, la cittadinanza onoraria per la senatrice.[16]
Impegno e idea della satira
Nel marzo 2022, con un'associazione di solidarietà monegasca e amici italiani e del Principato, organizzò un pullman che portò in Italia 51 profughi ucraini da un campo in Polonia, in gran parte donne e minori, accolti davanti alla sede Mediaset di Cologno Monzese.[17]
Tifoso della Juventus, ha raccontato di aver risposto così a Silvio Berlusconi che gli proponeva di condurre dei quiz: «Presidente, sono della Juve».[4] Della satira dà una definizione senza zone franche:[1]
«la satira sia a 360 gradi, nei confronti di tutte le aree politiche: non puoi portare rispetto, devi essere irriverente»
Con Cossato, Biella e il Piemonte sullo sfondo, la sua carriera attraversa per intero la storia della televisione privata italiana, dalle emittenti locali degli anni Settanta fino alla prima serata di Canale 5.[1][4]
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Articoli collegati: Biella
Fonti
- il Giornale — 20 febbraio 2025
- Il Fatto Quotidiano — 19 novembre 2019
- TV Sorrisi e Canzoni — 1 marzo 2018
- Il Fatto Quotidiano — 1 febbraio 2026
- Il Post — 4 ottobre 2023
- il Giornale — 15 agosto 2025
- Striscia la notizia (Mediaset)
- Il Post — 21 gennaio 2026
- Striscia la notizia (Mediaset)
- Il Post — 6 ottobre 2018
- il Giornale — 16 giugno 2025
- Il Fatto Quotidiano — 18 settembre 2020
- TV Sorrisi e Canzoni — 14 marzo 2019
- Il Post — 19 novembre 2019
- Il Fatto Quotidiano — 22 novembre 2019
- Il Fatto Quotidiano — 26 novembre 2019
- Il Fatto Quotidiano — 21 marzo 2022