Arresto per Codice Rosso a Settimo Vittone (settembre 2026)
Nel settembre 2026, in un comune del Canavese, i carabinieri della Stazione di Settimo Vittone e della Sezione Radiomobile della Compagnia di Ivrea arrestano in flagranza di reato un uomo di 37 anni della zona, accusato di aver minacciato di morte e aggredito con un pugno al volto la sua ex compagna. L'intervento fa scattare le procedure previste dal cosiddetto Codice Rosso, attivate dalla Procura di Ivrea [1][2].
I fatti
Nel pomeriggio del giorno dell'aggressione, la donna contatta il numero unico di emergenza 112 dopo essere stata colpita nell'androne dell'abitazione dell'uomo, dove sarebbe stata anche minacciata di morte dall'ex convivente [1]. L'arrivo immediato delle pattuglie dei carabinieri permette di bloccare l'aggressore prima che la situazione potesse degenerare [1][2].
La perquisizione
Nel corso della perquisizione effettuata nell'abitazione del 37enne, i militari rinvengono e sequestrano una carabina ad aria compressa con potenza superiore a 7,5 Joule, risultata rubata nel 2007 in un'abitazione in Lombardia, quattro cartucce a pallettoni calibro 12 per fucile ad anima liscia e 24 grammi di marijuana [1][2].
Le dichiarazioni della vittima
Una volta accompagnata in caserma, la donna racconta ai carabinieri un lungo periodo di comportamenti vessatori e atteggiamenti aggressivi da parte dell'ex compagno, proseguiti anche dopo la fine della relazione e mai denunciati prima per timore, che le avevano causato un grave stato di ansia e preoccupazione [1][2].
I provvedimenti
L'uomo viene arrestato per atti persecutori e detenzione illegale di arma comune da sparo, e denunciato in stato di libertà per percosse e ricettazione; viene inoltre segnalato alla Prefettura di Torino per la detenzione di stupefacenti per uso personale. Si trova ristretto presso la Casa Circondariale di Ivrea a disposizione della Procura eporediese. Nei suoi confronti vige la presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva [1][2].
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Fonti
- TorinoOggi — 22 settembre 2026
- La Stampa — 22 settembre 2026