Annuncio sulla fusione Caselle-Malpensa del 17 settembre 2026
Il 17 settembre 2026, durante un evento all'aeroporto di Malpensa, Armando Brunini, amministratore delegato di Sea (la società che gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa), ha fissato per la prima volta una scadenza per il dossier sull'integrazione tra il sistema aeroportuale milanese e l'aeroporto di Torino Caselle, gestito da Sagat. Secondo Brunini, «entro ottobre le nostre conclusioni saranno pronte, poi le consegneremo ai soci che le valuteranno».[1]
I tempi del dossier
L'annuncio allunga di qualche settimana i tempi rispetto alle prime ipotesi circolate ad agosto, quando lo studio di fattibilità, appena avviato, sembrava destinato ad arrivare già a settembre davanti agli azionisti. Brunini ha precisato che il lavoro è ancora in corso: il compito di Sea è valutare le sinergie e la valenza industriale dell'ipotesi di fusione, un'analisi che richiede ancora alcune settimane.[1]
Il progetto di integrazione
Il progetto punta a integrare Sea e Sagat, dando vita a un unico sistema aeroportuale del Nord Ovest. La cerniera dell'operazione è 2i Aeroporti, controllata da F2i e Asterion, che possiede il 100% di Sagat ed è al tempo stesso secondo azionista di Sea con circa il 45%. Il Comune di Milano controlla oggi il 54,8% di Sea e, secondo quanto anticipato da Radiocor, manterrebbe la maggioranza anche nella nuova realtà, con una quota intorno al 51%.[1]
Il nodo più delicato dell'operazione riguarda la governance, soprattutto sul piano politico: Milano ha posto come condizione il mantenimento del controllo pubblico, mentre Torino non è più presente nell'azionariato di Sagat da anni. Sul piano industriale il progetto punta a rendere complementari i tre scali: Malpensa manterrebbe il ruolo di porta intercontinentale, Linate quello di city airport per il traffico europeo e d'affari, mentre Caselle rafforzerebbe la propria funzione di scalo regionale, anche tramite lo sviluppo dei vettori low cost.[1]
La posizione di Torino
Nei giorni precedenti all'annuncio, Andrea Andorno, amministratore delegato di Sagat, aveva espresso un'apertura al progetto, dichiarando a La Stampa che «un'operazione di consolidamento non può che essere positiva per tutti gli attori coinvolti» e ricordando i risultati positivi ottenuti da altri sistemi aeroportuali integrati in Italia e in Europa. Andorno aveva però precisato di non avere ancora elementi ulteriori sul dossier.[1]
L'eventuale integrazione non dovrebbe mettere in discussione il piano di sviluppo di Caselle: l'Enac ha approvato in via definitiva il Master Plan al 2032, che prevede 114 milioni di euro di investimenti per aumentare capacità, flessibilità ed efficienza dello scalo torinese, un percorso che resterebbe confermato anche in una realtà aeroportuale di maggiori dimensioni.[1]
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Fonti
- La Stampa — 17 settembre 2026