Sopralluogo per il Centro della Biodiversità Vegetale Émile Burnat a Chiusa di Pesio
Data dell’evento:
Il 23 ottobre 2026 la sede del Parco naturale delle Alpi Marittime a Chiusa di Pesio, in provincia di Cuneo, ha ospitato un sopralluogo tecnico e istituzionale dedicato al progetto di ampliamento del Centro della Biodiversità Vegetale «Émile Burnat» (CBV), struttura operativa dal 2009 all'interno del Parco naturale del Marguareis e riconosciuta dalla Regione Piemonte nel 2018 come Centro di Referenza per il monitoraggio, la tutela e la conservazione della flora delle Alpi sud-occidentali [1].
Il sopralluogo
L'incontro è giunto dopo precedenti colloqui tra l'Ente di gestione delle Aree Protette Alpi Marittime e gli assessori regionali Marco Gallo, competente per Montagna, Aree Protette e Biodiversità, e Paolo Bongioanni, competente per Parchi, agricoltura, commercio e turismo [1]. Hanno preso parte al sopralluogo i rappresentanti dell'Ente Parco Armando Erbì, Patrizia Grosso e Davide Barberis; i referenti dei Settori Vivai della Regione Piemonte Franco Brignolo, Eva Malacarne, Paolo Anselmo e Alessandro Tomatis; il rappresentante del Settore Foreste regionale Enrico Gallo; e, per il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell'Università di Torino, Gabriele Beccaro e Gabriella Mellano, quest'ultima legata al Centro per la Castanicoltura di Gambarello, anch'esso a Chiusa di Pesio [1].
Obiettivi del progetto
Il sopralluogo è servito a condividere lo stato di avanzamento del progetto e a delineare le prospettive di sviluppo del futuro Centro della Biodiversità, che punta a diventare un polo regionale capace di integrare ricerca, sperimentazione agroforestale, tutela genetica e divulgazione, oltre a rappresentare un nuovo richiamo turistico per il territorio [1]. Il presidente dell'Ente Parco Armando Erbì ha definito l'incontro «un'importante occasione di confronto tecnico e istituzionale», sottolineando la volontà di consolidare e ampliare le collaborazioni già esistenti tra l'Ente, il sistema vivaistico regionale e il Settore Foreste della Regione Piemonte [1]. Un ruolo è previsto anche per l'Università degli Studi di Torino, tramite il DISAFA, in particolare per le competenze sviluppate nell'ambito del Centro per la Castanicoltura di Gambarello [1].
Fonti
- Cuneo24 — 2 novembre 2026