Sciopero per il clima del 16 ottobre 2026
Lo sciopero per il clima del 16 ottobre 2026 è una mobilitazione indetta a Torino dal movimento Fridays for Future, insieme a Extinction Rebellion e alla rete Global Sumud Flottilla, sotto lo slogan «Questo clima non è vita». La manifestazione collega la crisi climatica all'aumento dei prezzi dell'energia e ai conflitti internazionali legati alle fonti fossili.[1][2]
Il corteo e il presidio
Il concentramento è fissato per le 9:30 davanti a Palazzo Nuovo, sede universitaria torinese. Da lì il corteo attraverserà il centro città, con un percorso ancora provvisorio al momento dell'annuncio: tra le ipotesi indicate dagli organizzatori figurano il passaggio davanti alla sede Rai di via Rossini, lungo via Po e piazza Castello, fino a via Arsenale e alla zona del Grattacielo della Regione Piemonte. Il tragitto definitivo dipende dal confronto con la Questura.[1][2]
Nel pomeriggio, a partire dalle 15:00, è previsto un presidio statico in piazza Palazzo di Città, davanti al municipio, pensato per permettere la partecipazione di lavoratori, studenti e realtà associative che non possono essere presenti al corteo del mattino.[2]
I temi della mobilitazione
Al centro della protesta vi è la dipendenza dai combustibili fossili e il legame tra le fonti energetiche tradizionali, l'aumento dei prezzi e le tensioni geopolitiche internazionali. Gli organizzatori intendono unire le rivendicazioni ambientaliste a quelle sociali, mettendo in relazione le esperienze di chi vive nelle città, lavora nelle fabbriche o nei campi agricoli e subisce gli effetti delle ondate di calore estive.[1][2]
Un attivista di Fridays for Future, Carlo, ha sottolineato il legame tra gli eventi meteorologici estremi dell'estate e le scelte politiche di investimento sui combustibili fossili, osservando come l'Italia mantenga una forte dipendenza da queste fonti e come questo esponga il Paese alle crisi internazionali e alle oscillazioni dei prezzi dell'energia. Lo stesso attivista ha richiamato le sanzioni, anche di migliaia di euro, comminate in applicazione dell'articolo 18 nelle manifestazioni precedenti.[1]
Durante la manifestazione è previsto inoltre, per la prima volta a Torino, il «sudario per la pace», simbolo scelto dai collettivi per unire la giustizia climatica alla richiesta di cessate il fuoco e solidarietà internazionale nei conflitti in corso.[2]
Il contesto
La mobilitazione torinese si inserisce in una giornata di sciopero più ampia, con iniziative previste in diverse città europee, anche in giornate differenti da quella torinese.[1]
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Fonti
- TorinoOggi — 9 ottobre 2026
- Quotidiano Piemontese — 9 ottobre 2026