Processo Ream
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Il processo Ream riguardò la caparra di 5 milioni di euro che nel 2012 la società Ream aveva versato al Comune di Torino per l'area ex Westinghouse: il progetto passò ad altri e la somma, da restituire, non comparve nel bilancio comunale del 2016.[1]
Nel settembre 2020 la sindaca Chiara Appendino fu condannata in primo grado a sei mesi, con sospensione condizionale, per falso ideologico in atto pubblico; poche settimane dopo annunciò che non si sarebbe ricandidata, definendo la decisione una «scelta di coerenza».[2]
Il 16 maggio 2022 la Corte d'appello la assolse, insieme all'ex capo di gabinetto Paolo Giordana e all'ex assessore al Bilancio Sergio Rolando.[1] Il 16 giugno 2023 la Cassazione respinse il ricorso della Procura generale di Torino e rese definitiva l'assoluzione dei tre imputati, «perché il fatto non costituisce reato».[3]
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Fonti
- Il Post — 17 maggio 2022
- Il Post — 13 ottobre 2020
- Il Fatto Quotidiano — 16 giugno 2023