Archivio · Cronaca · Memoria Anteprima Torino, Italia

Eirini

Aggiornato il 11 ottobre 2026

Eirini è una studentessa greca, nata nel 1998, residente nei Paesi Bassi per motivi di studio. Nell'ottobre 2026 è stata sottoposta presso l'ospedale Molinette di Torino, struttura della Città della Salute e della Scienza, a un trapianto di fegato in regime di superurgenza che le ha salvato la vita dopo una grave crisi causata dal morbo di Wilson, rara malattia genetica caratterizzata dall'accumulo di rame nel fegato.[1][2][3]

La crisi in Grecia e il trasferimento a Torino

Mentre si trovava in Grecia, Eirini è stata colpita da un'insufficienza epatica fulminante, rapidamente evoluta in insufficienza multiorgano. È stata ricoverata all'Hippokration General Hospital di Atene, dove le sue condizioni sono precipitate fino a lasciarle, secondo le fonti, poche ore di vita.[1][2][3] Di fronte all'emergenza, dalla Grecia è partita una richiesta di aiuto all'Italia: il Centro Nazionale Trapianti di Roma, diretto da Giuseppe Feltrin, ha attivato il protocollo di collaborazione tra Italia e Grecia sui trapianti d'organo, trovando la disponibilità del professor Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianto Fegato di Torino e coordinatore regionale trapianti per Piemonte e Valle d'Aosta.[1][2][3] Il Centro Regionale Trapianti del Piemonte, diretto da Federico Genzano, ha organizzato il trasferimento con un aereo medicalizzato fino all'aeroporto di Torino-Caselle; da lì la paziente, incosciente, intubata e in ventilazione meccanica, è stata trasportata alle Molinette.[1][2][3]

Il trapianto

Dopo la valutazione dell'équipe della dottoressa Silvia Martini, direttrice della Terapia Intensiva Epatologica, Eirini è stata inserita in pochi minuti nella lista nazionale per un trapianto di fegato in superurgenza. Nell'attesa, è stata mantenuta in vita dalla Rianimazione Centrale, diretta da Maurizio Berardino, e sottoposta a plasmaferesi attivata dalla Banca del Sangue, diretta da Tiziana Francisci, per rimuovere il rame rilasciato dalla necrosi del fegato.[1][2][3] Reso disponibile un fegato compatibile da un donatore deceduto in una regione vicina, a dodici ore dal suo arrivo alle Molinette Eirini è entrata in sala operatoria per un intervento durato circa dieci ore: il numero 4.470 della serie dei trapianti di fegato eseguiti dal centro torinese.[1][2][3]

Il decorso postoperatorio e la dimissione

Le condizioni iniziali gravissime hanno reso complesso il decorso postoperatorio, con complicanze che hanno richiesto tre mesi di degenza e il coinvolgimento di diverse specialità: chirurgia dei trapianti, anestesia, rianimazione, epatologia, nefrologia (diretta da Luigi Biancone), infettivologia (diretta da Francesco De Rosa), radiologia diagnostica (diretta da Paolo Fonio) e radiologia interventistica (diretta da Andrea Doriguzzi).[1][2][3] Eirini è stata infine dimessa in pieno recupero psicofisico, con la prospettiva di un rientro in Grecia in tempi brevi. La giovane ha ringraziato quanti hanno contribuito a salvarle la vita; il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha definito l'episodio «un vero miracolo della vita» e «un grande dono della vita: un fegato nuovo».[3]

Cronologia

  • — All'ospedale Molinette di Torino un trapianto di fegato in superurgenza salva la vita a Eirini, studentessa greca di 28 anni colpita in Grecia da un'insufficienza epatica fulminante causata dal morbo di Wilson, trasferita d'urgenza in Italia grazie al protocollo di collaborazione sui trapianti tra Italia e Grecia. → TorinoOggi CronacaQui Torino

Articoli collegati: Renato Romagnoli, Trapianto di fegato in superurgenza salva Eirini alle Molinette (11 ottobre 2026)

Fonti

  1. TorinoOggi — 2026-10-11
  2. CronacaQui Torino — 2026-10-11
  3. Il Torinese — 2026-10-11

Categorie

Segnalate un errore.