Archivio · Cronaca · Memoria Anteprima Torino, Italia

Diniego delle piazze di Torino alla Polizia Penitenziaria per la Festa nazionale (2026)

Aggiornato il 10 ottobre 2026

Il 14 settembre 2026 si svolge a Torino un incontro tra il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Stefano De Michele, e il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, nel corso del quale viene respinta la richiesta di utilizzare alcune piazze cittadine per la celebrazione della Festa nazionale della Polizia Penitenziaria.[1]

La richiesta

Nell'incontro, De Michele rappresenta al sindaco la necessità di poter utilizzare Piazza Castello, Piazza Carignano e altre piazze di Torino per lo svolgimento della cerimonia, richiamando come precedente l'edizione dell'anno precedente della Festa nazionale, tenutasi a Napoli in Piazza del Plebiscito.[1]

La decisione e le reazioni

Secondo quanto riferito al sindacato Osapp, il riscontro del Comune di Torino alla richiesta sarebbe stato negativo.[1] La notizia viene resa pubblica una settimana dopo l'incontro, il 21 settembre 2026, attraverso una dichiarazione del Segretario Generale dell'Osapp, Leo Beneduci, che definisce la decisione «inammissibile» e uno «schiaffo alla Polizia Penitenziaria», sostenendo che Torino abbia «perso una grandissima occasione» e esprimendo l'auspicio che il sindaco non abbia voluto considerare il Corpo «di serie B».[1]

Beneduci collega la vicenda alla situazione del carcere di Torino, definita «drammatica» e denunciata da tempo dal sindacato, sostenendo che ospitare la Festa nazionale in città avrebbe potuto rappresentare un'occasione per richiamare l'attenzione sulle condizioni di lavoro del personale penitenziario negli istituti del distretto Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta. Il sindacato auspica un ripensamento da parte dell'amministrazione comunale.[1]

Articoli collegati: Diniego delle piazze di Torino alla Polizia Penitenziaria per la Festa nazionale del Corpo (settembre 2026), Osapp, Stefano Lo Russo

Fonti

  1. TorinoOggi — 2026-09-21

Categorie

Segnalate un errore.