Demolizione della villa abusiva al Campo Sinti di Ivrea

Aggiornato il 5 novembre 2026

Immagine dalla pubblicazione di Prima il Canavese
Dalla pubblicazione di Prima il Canavese, 2026-11-05

Il 5 novembre 2026 sono iniziate a Ivrea le operazioni di demolizione di una villa abusiva situata nei pressi del Campo Sinti di strada Cascine Forneris, al termine di una vicenda giudiziaria durata oltre 15 anni. L'intervento si inserisce nell'ambito del progetto «Ma.Rea», che prevede la chiusura dell'insediamento entro il 31 dicembre 2027 [1][2].

La demolizione

I lavori di abbattimento sono cominciati nelle prime ore della mattinata di giovedì 5 novembre 2026. La notizia è stata resa pubblica dal Partito Democratico di Ivrea attraverso un annuncio pubblicato sui canali social del partito, che ha definito l'operazione la conclusione di una vicenda giudiziaria complessa durata oltre 15 anni. La segreteria del circolo eporediese ha dichiarato che «legalità e inclusione non sono alternative», ringraziando l'amministrazione comunale per il lavoro svolto [1][2].

Il progetto «Ma.Rea» e il Campo Sinti

Il Campo Sinti di strada Cascine Forneris sarà chiuso entro il 31 dicembre 2027 nell'ambito del progetto «Ma.Rea», sviluppato dall'Associazione 21 Luglio di Roma e articolato in sei fasi operative. L'insediamento risale al 1975, quando si stabilirono nella zona alcune famiglie di Sinti piemontesi, e nel corso dei decenni si è esteso sia su terreno comunale sia su terreno privato. Attualmente comprende 22 unità abitative, composte da strutture in muratura, container, prefabbricati in legno e caravan [1][2].

L'avvio del progetto risale al 27 novembre 2025, quando l'amministrazione guidata dal sindaco Matteo Chiantore ha incaricato l'Associazione 21 Luglio di avviare la prima fase del percorso di superamento dell'insediamento, in linea con le raccomandazioni europee e nazionali in materia. Il 16 dicembre 2025 la cooperativa San Donato è stata incaricata di condurre, sotto la supervisione dell'Associazione 21 Luglio, un lavoro di mappatura del campo e di sostegno agli abitanti nell'accesso ai servizi. Il 1° ottobre 2026 l'Associazione 21 Luglio ha presentato un rapporto dettagliato sulla realtà dell'insediamento, frutto di un lavoro di ascolto, mappatura e analisi dei dati raccolti [1][2].

I residenti del campo

Il censimento condotto nell'ambito del progetto ha rilevato la presenza stabile di 49 persone nell'insediamento, di cui 38 adulti e 11 minori; di questi ultimi, solo quattro risultano in età scolare. L'età media degli abitanti del campo è di 37,37 anni, contro un'età media cittadina di circa 49,58 anni [1][2].

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Fonti

  1. Prima il Canavese — 2026-11-05
  2. CronacaQui Torino — 2026-11-05

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