Archivio · Cronaca · Memoria Anteprima Torino, Italia

Decima edizione della World Press Photo Exhibition a Torino (2026)

Aggiornato il 6 ottobre 2026

Dal 18 settembre al 13 dicembre 2026 l'ipogeo della Rotonda del Talucchi, all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, ospita per il decimo anno consecutivo la World Press Photo Exhibition, la mostra itinerante dedicata al fotogiornalismo e alla fotografia documentaria [1][2]. Sono esposte 144 immagini selezionate, tra oltre 57.000 fotografie presentate da 3.747 fotografi di 141 Paesi, per la 69ª edizione del concorso organizzato dalla World Press Photo Foundation di Amsterdam [1][2]. A Torino l'esposizione è curata da Cime, Brand Ambassador Italia della Fondazione, con il patrocinio della Città di Torino e della Città Metropolitana [1].

I temi della rassegna

I reportage premiati raccontano guerre e crisi umanitarie, cambiamenti climatici, proteste per i diritti civili e storie di vita quotidiana, dall'Ucraina alla Palestina, dagli Stati Uniti al Nepal, dal Pakistan all'Africa, insieme a storie più intime dedicate a malattia, lutto, isolamento e sopravvivenza [1][2]. La giuria internazionale dell'edizione 2026, presieduta da Kira Pollack, ha lavorato su sei macro-aree regionali — introdotte nel 2021 — con il 74% dei vincitori (31 su 42) provenienti dagli stessi contesti documentati nelle fotografie, e una crescita di autori dal Sud America (+11%) e dall'Asia-Pacifico (+14%); la presenza femminile e non binaria tra i fotografi si attesta al 22% [2].

I premiati

Il titolo di World Press Photo of the Year 2026 è andato alla fotografa statunitense Carol Guzy per lo scatto «Separated by Ice», realizzato per ZUMA Press e pubblicato sul Miami Herald, che documenta l'arresto di un padre di famiglia ecuadoriano da parte degli agenti dell'immigrazione in un tribunale federale di New York [2]. Tra i finalisti figurano il fotografo palestinese Saber Nuraldin (EPA Images), per un reportage sui convogli di aiuti alimentari al valico di Gaza, e lo statunitense Victor J. Blue (The New York Times Magazine), sulla condanna per crimini di guerra ottenuta dalle donne Maya Achi in Guatemala [2]. Unica rappresentante italiana tra i premiati è la fotografa Chantal Pinzi, con il progetto «Farīsāt: Gunpowder's Daughters», dedicato alle donne marocchine che praticano una tradizione equestre storicamente maschile [1][2].

Il programma di incontri

In concomitanza con l'esposizione sono previsti incontri e conferenze dedicati alla fotografia e ai grandi temi dell'attualità: il primo, in programma venerdì 25 settembre, ha per protagonista il fotografo Pablo E. Piovano, autore del progetto «Il costo umano delle agrotossine» [1][3].

La World Press Photo Foundation

Fondata nel 1955 ad Amsterdam da un collettivo di fotoreporter olandesi, la World Press Photo Foundation promuove il fotogiornalismo indipendente; la sua mostra annuale itinerante tocca oltre 60 città nei cinque continenti, con un pubblico stimato in oltre tre milioni di visitatori [2].

Articoli collegati: Accademia Albertina, World Press Photo Exhibition 2026 all'Accademia Albertina, World Press Photo Exhibition a Torino (2026)

Pagine che rimandano qui

Fonti

  1. ANSA Piemonte — 18 settembre 2026
  2. Quotidiano Piemontese — 18 settembre 2026
  3. TorinoToday — 18 settembre 2026

Categorie

Segnalate un errore.