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Centro di produzione Rai di Torino

Aggiornato il 3 ottobre 2026

Il Centro di produzione Rai di Torino è la sede della Rai in via Verdi 14-16, uno dei quattro centri di produzione dell'azienda con Roma, Milano e Napoli; dal 1° ottobre 2024 è intitolato a Piero Angela.[1][2] Torino è la città in cui è nata la radiofonia italiana.[3]

Dall'URI all'EIAR

L'Unione Radiofonica Italiana fu fondata a Torino il 27 agosto 1924; l'EIAR fu istituito nel 1927, prese il nome RAI nel 1944 e quello di Radiotelevisione italiana nel 1954.[4] Nel 1930 la direzione del «Radio Orario» passò a Torino, nel 1933 vi nacque la casa discografica CETRA e nel 1949 la casa editrice ERI; nel 1944 la RAI aveva la sede legale a Torino, che passò a Roma con l'avvio delle trasmissioni televisive nel 1954.[5] Nel 1931 o nel 1932 l'EIAR comprò l'ex Teatro Scribe di via Verdi e lo trasformò in auditorium, e nel 1939 l'edificio all'angolo tra via Montebello e via Verdi divenne sede di uffici e studi.[5][6]

Gli edifici

La sede attuale di via Verdi 14-16 fu costruita nel 1968 su progetto di Umberto Cuzzi e Felice Bardelli, nell'area della caserma Arimondi in parte distrutta dai bombardamenti del 1943.[6] Nello stesso complesso ha sede il Museo della Radio e della Televisione, nato come progetto nel 1939 e trasferito in via Verdi nel 1968, con oltre 1.500 documenti e strumenti; il Ministero della Cultura lo indica oggi chiuso.[7][3] L'auditorium di via Rossini, nato nel 1856 come Regio Ippodromo, fu acquistato dalla Rai nel 1952 e ridisegnato da Carlo Mollino; dal 2007 è intitolato ad Arturo Toscanini ed è la sede dell'Orchestra Sinfonica Nazionale.[8]

Oggi

Nel 2019 il centro contava circa 400 dipendenti e produceva programmi per Rai1 e Rai3, la televisione dei ragazzi e la fiction.[2] Nel marzo 2026 la Rai ha messo in vendita il palazzo di Rai Teche in via Verdi 31, il rudere del teatro Scribe e l'ex centro di corso Giambone, per finanziare la bonifica della sede romana di viale Mazzini; il 5 giugno 2026 i sindacati hanno protestato davanti alla sede contro studi vuoti e vendite.[9][10]

Fonti

  1. Torino Oggi — 1 ottobre 2024
  2. Città di Torino, CittAgorà — 7 novembre 2019
  3. Ministero della Cultura
  4. Archivio Centrale dello Stato
  5. La Voce e il Tempo — 17 aprile 2024
  6. MuseoTorino
  7. MuseoTorino
  8. MuseoTorino
  9. Torino Oggi — 25 marzo 2026
  10. ANSA — 5 giugno 2026

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