Blitz antibracconaggio nel Pinerolese (novembre 2026)

Aggiornato il 2 novembre 2026

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Dalla pubblicazione di La Stampa, 2026-11-02

Il blitz antibracconaggio nel Pinerolese è una serie di controlli condotti dai Carabinieri Forestali del Nucleo di Pinerolo sul territorio del Pinerolese, nell'area metropolitana di Torino, il cui bilancio è stato reso noto il 2 novembre 2026. Le verifiche, intensificate con l'apertura della stagione venatoria, hanno riguardato i comuni di Pramollo, San Secondo di Pinerolo, Frossasco e Pancalieri e hanno portato a sanzioni amministrative, sequestri e una denuncia alla Procura di Torino [1][2].

Il capriolo abbattuto senza autorizzazione

A Pramollo e San Secondo di Pinerolo i militari hanno individuato due persone che avevano abbattuto un capriolo senza le necessarie autorizzazioni e che, secondo la ricostruzione dei Forestali, avrebbero tentato di nascondere la carcassa dell'animale per sottrarsi ai controlli [1][2]. Alle due persone sono state contestate diverse violazioni della normativa sulla caccia, tra cui la mancata annotazione e fascettatura del capo abbattuto e l'ostacolo alle verifiche degli agenti [1]. Le sanzioni amministrative complessive ammontano a 3.544 euro, secondo l'Eco del Chisone, o a circa 3.500 euro, secondo La Stampa [1][2].

Gabbie sequestrate a Frossasco e Pancalieri

Ulteriori controlli a Frossasco e Pancalieri hanno portato all'individuazione e al sequestro di diverse gabbie non autorizzate, utilizzate per la cattura della fauna selvatica [1][2].

I bocconi avvelenati a Pancalieri

A Pancalieri è stato riscontrato quello che le fonti descrivono come l'episodio più grave dell'operazione: un agricoltore della zona è stato sorpreso mentre distribuiva esche e bocconi avvelenati nei pressi di alcune tane, verosimilmente frequentate da volpi o tassi [1][2]. I Carabinieri Forestali hanno sequestrato il materiale utilizzato per preparare e adulterare le esche e l'uomo è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Torino [1][2]. Le contestazioni riguardano, tra gli altri reati, la tentata uccisione di animali, il getto pericoloso di cose e la violazione dell'ordinanza ministeriale che vieta l'utilizzo di esche avvelenate [1].

Rischi e proseguimento dei controlli

Secondo l'Eco del Chisone, i bocconi tossici, se disseminati senza controllo, possono provocare la morte di animali domestici e rappresentare un pericolo anche per le persone, in particolare per i bambini [1]. Le attività di vigilanza dei Carabinieri Forestali proseguiranno nelle settimane successive, anche grazie alle segnalazioni dei cittadini e all'impiego di unità cinofile specializzate nella ricerca di esche avvelenate [1].

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Fonti

  1. Bracconaggio e bocconi avvelenati, blitz dei Forestali: scattano denunce e sequestri nel Pinerolese — Eco del Chisone, 2 novembre 2026
  2. Trappole abusive, bocconi avvelenati e caccia illegale: blitz antibracconaggio nel Pinerolese — La Stampa, 2 novembre 2026

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